Il 6 giugno è una data che da più di ottant’anni a questa parte ci ricorda un avvenimento che ha sconvolto lo scorrere della storia: il D-Day.
Nel 1944 in questo giorno prese vita un immenso dispiegamento di forze alleate che, sbarcando sulle coste francesi della Normandia, diedero inizio all’operazione Overlord, mirata alla ripresa della Francia sottomessa dai nazisti. L’intera operazione portava con sé un massiccio dispiegamento di forze, tra cui cinquemila navi e oltre centocinquantamila soldati capitanati dal generale americano Dwight D. Eisenhower.
La preparazione fu molto attenta e precisa: gli Alleati, infatti, contavano molto sul cogliere di sorpresa i nemici, portando a una ritirata che avrebbe permesso loro di riprendere Parigi. A maggior ragione, i siti dello sbarco erano celati nel segreto assoluto, proprio perché i tedeschi non avessero la possibilità di prepararsi. Quindi nelle basi degli Alleati c’era una grande paura di eventuali spie o che qualche informazione riservata trapelasse. Ed è proprio in questo clima così teso e riservato che anche solo delle definizioni in dei cruciverba possono allarmare intere nazioni.
Un mese prima dell’operazione iniziarono a comparire dei nomi in codice dell’operazione nelle definizioni dei cruciverba del “Daily Telegraph”, testata giornalistica londinese. Gradualmente apparvero i nomi di tutti e cinque i siti di sbarco selezionati: Utah, Gold, Sword, Juno e la celebre Omaha Beach. Assieme a loro tra le definizioni comparvero Overlord, nome dell’intera operazione per la ripresa della Francia, Neptune, termine tecnico per parlare degli sbarchi, e Mulberry, ovvero i porti che sarebbero stati assemblati sulle coste francesi dopo lo sbarco. Difficilmente l’apparizione di queste parole poteva essere un caso, perciò l’MI5, l’intelligence britannica, prese carico di scoprire da dove venissero queste definizioni.
Inizialmente si pensò che i cruciverba fossero usati come strumento di comunicazione criptata per i nazisti. Il maggiore indiziato era Leonard Dawe, autore dei cruciverba e preside della Strand School di Effingham, vicino alla cittadina di Surrey. Leonard realizzava cruciverba per il Daily Telegraph dal 1925 ed era già stato coinvolto in una situazione simile quando, nel 1942, era stata trovata nei suoi cruciverba la definizione “Dieppe”, piccolo villaggio francese che, dopo poco, sarebbe diventata la scena di un tentativo di sbarco da parte degli Alleati conclusosi in una carneficina. Dawe venne interrogato a lungo e negò ogni accusa di spionaggio. Quando gli venne chiesto il motivo della scelta di quelle parola lui rispose “Perché no?”. Pur essendo stato messo sotto torchio in casa sua, Dawe non cambiò mai la sua versione e la sua insistenza portò l’MI5 a non lanciare nessun allarme.
Tutta questa storia fu per molto tempo avvolta in un alone di mistero. Nel 1958 Dawe farà emergere la sua testimonianza in un’intervista alla BBC, parlando del duro interrogatorio e della paura di essere giustiziato come disertore. Ma fu solo nel 1984 che il pubblico ottenne una svolta imprevista: infatti, il Daily Telegraph, in occasione della celebrazione dei quarant’anni dell’Operazione Overlord, decise di scrivere un articolo riguardo a questa storia e i giornalisti si misero in contatto con un vecchio pupillo di Dawe, Ronald French.
Nella sua intervista, French racconta che Dawe era solito chiamare gli studenti nel suo ufficio per farsi aiutare nella stesura dei cruciverba. Data la massiccia presenza di truppe alleate insediatesi nell’istituto, French aveva sentito molte volte i termini tecnici dell’operazione tanto che li aveva proposti all’insegnante. Dopo i vari interrogatori Dawe aveva persino fatto giurare a French di non raccontare la storia a nessuno su una copia della Bibbia e lo aveva intimato di bruciare i suoi taccuini dove aveva preso nota delle parole.
Questa versione ad oggi è ancora molto discussa. Ciò è soprattutto dovuto alle precauzioni del caso prese dagli alleati e tutta la segretezza che l’operazione richiedeva. Molti non ritengono le dichiarazioni di French veritiere e credono che ci siano ancora molte cose da scoprire su questa faccenda. Sarà un successivo redattore dei cruciverba al Daily Telegraph a dire “Da qualche parte, qualcuno ripulirà una soffitta e scoprirà nuovi documenti legati ai nomi in codice del D-Day nei cruciverba. Spero contatterà il Daily Telegraph quando accadrà”.
