Ashem vohu: la rettitudine è il bene supremo

                𐬵𐬎𐬨𐬀𐬙𐬁° 𐬵𐬏𐬑𐬙𐬁° 𐬵𐬎𐬎𐬀𐬭𐬱𐬙𐬁 

                Humata        Huxta       Huvarshta

Buoni pensieri, buone parole, buone azioni: questi sono i tre pilastri del Zoroastrismo, la storica religione dell’Iran.

In epoca nostra l’Iran è ben lontano dal suo vero splendore a causa del regime islamico, della caduta dell’economia e, soprattutto, della repressione del popolo.

Il vero Iran è ciò che ci è stato dimostrato fino al 1979, prima della rivoluzione islamica: in epoche più antiche, come quella achemenide, sotto la guida di grandi sovrani come Ciro e Dario, i quali hanno donato al mondo la nascita dei primi diritti umani e alla propria patria dei veri valori. Oppure in epoca sasanide, con Shapur e Anushirvan, i quali hanno seguito le orme dei predecessori e hanno continuato a difendere il loro territorio dal nemico occidentale e dalle sue influenze culturali. Ma anche dopo il VII secolo, quando ci fu l’avvento dell’Islam, l’Iran continuò a mantenere una distinta cultura persiana, contribuendo anche all’età d’oro dell’Islam. Infine, in epoca pahlavi, durante la quale si vide la riunificazione del Paese e una libertà che adesso gli abitanti si possono soltanto immaginare.

11 febbraio 1979: l’Iran diventa ufficialmente una dittatura islamica.

L’ultimo Shah, ovvero Mohammad Reza Pahlavi, istituì un rigido regime costituito da torture, ultranazionalismo e repressione. A ciò alternò invece delle modernizzazioni: impose alle donne di togliersi il velo, le fece accedere all’Università di Teheran e sostenne le scuole laiche, ma queste azioni portarono solo a una superficiale libertà. In seguito, aumentò il potere dell’esercito per sostenere la politica dello Shah, ma contemporaneamente peggiorò la situazione economica degli Iraniani. Così ogni figura di ogni partito politico e religione si riunì sotto l’Ayatollah Ruhollah Khomeyni, in quel momento esiliato. Seppur esiliato, incitò comunque la rivoluzione. Dopo mesi di lotta, l’ultimo Pahlavi decise di andarsene dall’Iran e questo fu un ulteriore simbolo del suo debole governo; così Ruhollah Khomeyni fece il suo ritorno in patria e assunse il potere. E questo fu l’inizio della fine…

30 marzo 1979: il primo referendum sotto le nuove figure politiche sancì l’inizio del regime islamico col 98% di votanti a favore. Appena entrarono in vigore le nuove leggi ci furono immediatamente persecuzioni contro coloro contrari alla shari’a, persecuzioni contro gli omosessuali, e venne imposto alle donne di coprire ogni singola parte di se stesse. Tutto ciò lo vediamo anche in epoca contemporanea: ad esempio, è in vigore la pena di morte, la tortura, la discriminazione contro determinati culti.

Tuttavia, gli Iraniani sono ancora legati alle proprie vere tradizioni. Un esempio è il Nowruz, il capodanno persiano celebrato l’equinozio di primavera. Le sue origini risalgono addirittura a 15.000 anni fa quando regnava Yima, il primo re persiano a ricoprire anche la carica di sacerdote. Con l’avvento del Zoroastrismo, il profeta Zarathustra renderà la festività completamente in onore del dio Ahura Mazda. Sappiamo che nel 487 a.C. Dario il Grande fece grandi festeggiamenti al suo palazzo reale a Persepoli e, proprio in quell’anno, il Sole cadde al centro dell’osservatorio astronomico e si pensò a un buon auspicio per il regno. Il Nowruz divenne festa nazionale sotto il regno dei Parti.

Una cosa a cui dobbiamo prestare attenzione è distinguere i termini “Iran” e “Persia”: l’Iran è lo Stato specifico, mentre la Persia è una regione e, così, anche gli Iraniani sono gli abitanti dell’Iran e, invece, i Persiani sono un’etnia.

Dobbiamo fare una considerazione simile anche per la lingua, il Farsi, infatti, non viene utilizzato l’Arabo, ma il Farsi, che deriva da Pārs (“Persiano” in Pahlavi, la lingua parlata in epoca sasanide). Inoltre è una lingua indoeuropea, in quanto la lingua persiana è riuscita a salvarsi dall’influenza araba grazie al poeta Ferdowsi, il quale scrisse lo Shāh-nāmeh (“Libro dei re”), l’epopea nazionale dei re di Persia. Ferdowsi è considerato il poeta nazionale e nella sua opera non si trova traccia di influenze dell’Arabo, ma soltanto il Persiano puro.


Se l’Iran in epoche più vecchie era una potenza mondiale, adesso è uno di quei Paesi che si può soltanto vantare della propria storia.

Un’altra delle idee fondamentali della dittatura è l’antiamericanismo, e purtroppo questo è uno dei motivi che spinge ad essere a favore dell’attuale Iran…

Non molto tempo fa, Trump disse le seguenti parole:

Questa notte un intero popolo scomparirà.

Ebbene, sentire una frase del genere dal Presidente di un popolo abbastanza recente riferita agli Iraniani con una storia millenaria è abbastanza ironico. Ma, probabilmente, né Trump né l’attuale Ayatollah sanno che cosa sia il rilievo che raffigura l’imperatore Filippo l’Arabo inginocchiato e l’imperatore Valeriano prigioniero davanti al re sasanide Shapur I.

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