Specchi rotti

Quante volte ci siamo feriti con il nostro stesso sguardo?

Quante volte abbiamo odiato il nostro corpo solo perchè “diverso” rispetto a quello degli altri?

Quante volte abbiamo pianto davanti ad uno specchio perchè non ci piaceva ciò che vedevamo?

Quante volte avremmo solo desiderato  scomparire e non essere più visti da altri?

Sai, caro Lettore, non so se condividerai questa mia personale esperienza, ma qualche anno fa, mi è capitato di cambiare visione di me da un giorno all’altro: il giorno prima, magari, mi vedevo ancora un po’ bambina, ma comunque carina! Ma poi, senza alcun preavviso, ciò che vedevo allo specchio non mi piaceva, il mio corpo stava cambiando.

Credo che questo momento sia arrivato all’improvviso ad ogni adolescente, e tutti, chi più e chi meno, ne abbiamo sofferto. 

Il momento peggiore di questa “fase”, se così possiamo chiamarla, arriva quando, davanti al tuo riflesso, non vedi altro che sbagli: noti le smagliature, i peli, il poco seno o la poca barba, la pancia morbida, le braccia non muscolose, l’acne, le cosce troppo grosse o troppo fine, il naso con la gobbetta e alcuni denti un po’ storti, il sedere poco formoso, la fronte alta, le orecchie a sventola…

Vedi tutto sbagliato. Tutto il mondo ti crolla addosso.

Vorresti fare solamente una cosa: sparire. Vuoi nascondere la tua pancia e le tue gambe sotto vestiti oversize, ricoprire l’acne con strati di fondotinta; vuoi solo non esser visto.

Spesso, purtroppo, queste situazioni degenerano in DCA, depressione e autolesionismo, ma a volte, si impara a convivere con questo malessere verso noi stessi: viviamo la nostra vita, impariamo ad amarla e,forse, anche a volersi un po’ bene. Le “ricadute”, però esistono, e sono frequenti: può capitare di specchiarsi per sbaglio dentro la vetrina di un negozio e ricadere in quel momentaneo vortice di odio verso se stessi.

Ma, caro lettore, ti svelo un segreto che può sembrare banale, ma che in realtà contiene la via dell’accettazione di sé: la voglia di sparire non sempre dura in eterno, anzi!

E come si fa a smettere di nascondersi? 

Bisogna iniziare a dare un valore e un’utilità al nostro corpo: di sicuro, se non avessi queste braccia non darei gli abbracci che fanno sentire tanto protetta la mia nonna, se avessi piedi diversi camminerei in un altro modo, se fossi più muscolosa, forse, non sarei così accogliente quando un fratello stanco mi chiede di appoggiare la testa sulle mie gambe… insomma, se avessi un altro corpo sarei un’altra persona!

Siamo abituati, purtroppo, all’idea di essere un’anima dentro un corpo che a volte ci limita e ci fa stare solo male, ma non è così: infatti, al contrario, siamo un corpo che riesce a contenere tutta la bellezza della nostra anima, e anche solo per questo dovremmo ringraziarlo.

Sì, anche se è difficile da credere, il nostro corpo è un tempio sacro, contenente l’antico dio del nostro Essere. 

Pensandoci meglio, noi siamo davvero un tempio dell’Amore: ciò che siamo, fuori e dentro, è il risultato di milioni e milioni di secoli di amore: ogni nostro lineamento del viso, particolarità genetiche, ogni cosa di noi, è l’eredità che i nostri antenati ci hanno domato. Antenati che hanno mescolato, per Amore reciproco, le proprie caratteristiche che, a loro volta, gli sono state donate da altri Amori intrecciati tra loro.

Per quanto possa essere difficile da comprendere, noi siamo il nostro corpo. Questo non si cambia e non si sceglie. 

Spesso, quando mi sento sbagliata per come appaio agli occhi degli altri, ma soprattutto ai miei, mi faccio questa domanda: “Vale davvero smettere di vivere solo perchè non ho il “fisico perfetto” che vedo sui social?” La mia personale risposta è no.

Ho scoprto quanto sia bella la Vita, in ogni sua sfaccettatura, e non voglio limitarne l’impatto su di me solo perchè preferirei nascondermi da tutti. 

Indossa quei pantaloncini con il top se hai caldo!

 Non truccarti se non ne hai voglia!

 Non sei obbligata/o a farti i peli se non ti interessa! 

Puoi mangiare quel piatto di pasta, aumenta solo la tua felicità!

Va bene non avere voglia di andare in palestra!

Non metterti vestiti in cui non ti senti te stesso/a, solo per nasconderti o farti accettare!

Queste sono tutte cose facili da dire a parole, ma poi la pratica? 

No, non è facile iniziare a volersi  bene. 

Ma, caro lettore, ti prometto una cosa: quando inizierai a percepire il tuo Corpo come un tempio d’Amore, come una casa della tua anima e come uno strumento per la felicità altrui (in senso positivo ovviamente), la tua vita avrà un sapore tutto diverso. Te lo prometto.

Quando ti sentirai libero/a di amarti, allora sarai davvero pronta ad amare totalmente anche chi ti sta attorno. La classica frase “Se non ti vuoi bene non riesci a volere bene agli altri”, è vera, l’ho sperimentata sulla mia pelle. 

Alla fine, pensandoci, sono proprio queste le cose che fanno bene al cuore: la libertà, l’accettazione, il perdono e l’Amore ti fanno avere una vita piena di colori che non si spengono, colori accesi come lampadine nel buio che ti impediscono di sbattere contro i mobili della stanza.

Penso di aver parlato anche troppo, ma adesso sta a te, mio carissimo lettore: vai davanti allo specchio, guardati bene; accarezza le tue ferite, le tue insicurezze, tocca con mano le parti di te che odi, abbracciati come non hai mai fatto prima; chiediti scusa per esserti gettato addosso così tanto disprezzo e perdonati. Prenditi del tempo con te stesso/a, solamente tu, la tua anima e il tuo corpo: parlati, ascoltati, raccontati la tua bellissima e unica storia; torna al centro del tuo corpo e della tua vita. 

Starai meglio, andrà sempre meglio: credi in questa guarigione.

Fallo per i tuoi colori, per la tua vita: fallo per Te.

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