Sono quasi 2 milioni oggi le specie animali e vegetali da difendere sul
nostro Pianeta. Sono centinaia di migliaia gli animali in via
di estinzione a causa dell’inquinamento, del surriscaldamento globale,
nonché minacciati dalla distruzione dei loro habitat, dal commercio
illegale, dal bracconaggio e dalle guerre.
Cosa significa surriscaldamento globale? L’innalzamento delle
temperature del nostro pianeta che sta portando la terra a riscaldarsi e
di conseguenza a un andamento squilibrato delle stagioni. In particolare
l’UNFCCC (convenzione quadro sul cambiamento climatico delle nazioni
unite) ha definito il cambiamento climatico come “un cambiamento del
clima che sia attribuibile direttamente o indirettamente ad attività umane,
che alterino la composizione dell’atmosfera planetaria e che si sommino
alla naturale variabilità climatica osservata su intervalli di tempo
analoghi”. Il clima, dunque, può cambiare per cause naturali tanto che
nella evoluzione del nostro pianeta si possono distinguere fasi glaciali
e interglaciali; ciò non toglie che esista anche una componente umana
o antropica, che con le sue attività influisce ulteriormente sulle variazioni
del clima. Nonostante molti si nascondano dietro la teoria che è un
fenomeno naturale, è interessante mettere al corrente gli scettici che il
97% degli studiosi sono d’accordo nell’attribuire all’uomo e alle sue
attività il surriscaldamento globale. Tra le cause principali ci sono la
deforestazione massiccia, l’allevamento intensivo di bestiame (molto spesso i vegetariani e i vegani sono malvisti e considerati estremisti perché fanno, a detta dei più, scelte inutili) e l’uso di
particolari fertilizzanti, molto nocivi e utilizzati solo a fini di lucro, e di altri gas (CO2, NO, gas
fluorurati).
Cosa è il commercio illegale? Il commercio di fauna selvatica è uno dei
più importanti business sul Pianeta, è ai primi posti insieme al traffico di
esseri umani, di droga e di armi. Forse proprio perché si parla di soldi , nessuno, compreso chi ci governa, fa nulla per fermare queste atrocità.
Molte specie vengono prelevate in natura per essere vendute a
qualche scellerato che vuole collezionarli o farsi una pelliccia o un
tappeto nel mentre che questi poveri animali vanno in via di estinzione.
Il commercio di animali, ma anche armi, droghe e umani, è un’attività
criminale globale che sta spingendo le specie sull’orlo dell’estinzione.
Provoca immense sofferenze a causa delle condizioni terribili in cui
vengono tenuti gli animali e ciò danneggia la biodiversità e quindi gli
ecosistemi, minacciandone la sopravvivenza. In quanto attività criminale
organizzata, mina lo stato di diritto e danneggia la comunità. Inoltre può diffondere malattie danneggiando anche gli stessi umani ( se così possiamo definirli) che
praticano ciò. A questo si lega il bracconaggio che consiste nella caccia
e nella pesca svolte in violazione delle normative vigenti.
“Che facciamo, per due gradi in più si torna all’età della pietra?”: questo si chiede la maggior parte della gente. Se vi
dicessi che trovare soluzioni e risolvere problemi che a lungo
andare porteranno anche all’estinzione della specie umana significa
progresso e non regresso? Se finalmente le persone unissero le loro
forze e le loro capacità per aiutare gli animali e non per ucciderli, per
inquinare di meno e per salvaguardare il nostro pianeta, come sarebbe il
mondo e la nostra comunità? Se ci impegnassimo anche per
combattere le criminalità organizzate che trafficano in donne, bambini, droghe, animali di ogni tipo e armi
per fare guerre inutili, come sarebbe la
vita?
Perché nessuno fa niente? Perché neanche chi detiene il potere si
mobilita? Pura convenienza. In molti paesi le principali industrie
prosperano sul consumo dei combustibili fossili, sia che li vendano, sia
che vendano auto che ne fanno uso. Sono molte le iniziative che
sembrano essere state prese per trovare soluzioni, ma prendendo come
esempio l’Agenda 2030, viene rimandato il tutto da anni senza mai
arrivare a conclusioni concrete.
Nel mondo che vorrei le persone hanno più sensibilità e si impegnano a
curare l’ambiente in cui abitano, convivendo in armonia tra esseri umani
e animali. Nel mondo che vorrei non ci sono guerre,
mercato nero e sfruttamento di animali o di persone. Il mondo che vorrei
purtroppo è pura utopia per come vanno le cose nel nostro pianeta.
La differenza la possiamo fare noi della nuova generazione, con il nostro impegno costante e attivo.
