Marina Abramović e la performance art.

Marina Abramović è l’artista performativa più famosa al mondo, nata il 30 novembre 1946, a Belgrado.

Grazie ai genitori, Marina si avvicina all’arte a soli dodici anni, quando il padre le regala i suoi primi colori.

Anche la madre, diventata direttrice del Museo della Rivoluzione dell’Arte di Belgrado, incoraggia la figlia ad avvicinarsi a questo mondo.

Nonostante l’influenza che la nonna aveva sulla sua educazione scolastica e religiosa, Marina si appassiona sempre di piú alla pittura e al disegno, a tal punto da iscriversi e, in seguito a laurearsi, all’Accademia di Belle Arti di Belgrado.

Nel 1976 lascia la Jugoslavia per trasferirsi ad Amsterdam.

Qui conosce Ulay, figura di notevole importanza per la vita sentimentale e lavorativa dell’artista.

Una delle migliori performance di Marina Abramović è Rhythm 0;.

quest’opera vede come protagonista 

da una parte il corpo della stessa autrice, dall’altra i visitatori delle sue mostre.

A questi erano stati resi disponibili oggetti che potevano dare “piacere” o “dolore” ed il permesso di usarli sulla donna, che sarebbe rimasta immobile e priva di volontà per sei ore.

Come prima cosa la donna venne spogliata e i vestiti vennero strappati.

In seguito la situazione degenerò. 

Gli spettatori iniziarono a usare catene, la tagliarono con delle lamette, la ferirono con le spine di una rosa…

Arrivarono a puntarle una pistola alla testa e a tentare approcci sessuali.

Nonostante ciò, la vittima non diede segno di cedere alle violenze, perciò tra il pubblico si sviluppò un gruppo di protezione verso di lei.

Relation Work è la serie di performance che Marina Abramovic e Ulay immaginarono e realizzarono insieme. 

Ne fanno parte “Rest energy” e “The lover”.

Tra i loro lavori, “Rest energy” è uno dei più pericolosi, nel quale Ulay tende un arco con la freccia puntata verso il cuore della compagna.

Ancora una volta Marina si mise in una posizione di vulnerabilità.

Con The lovers si concluse il rapporto tra i due artisti.

Partendo uno dal fiume Giallo, l’altro dal deserto di gobi, i due percorsero l’intera muraglia cinese, per poi trovarsi, dirsi addio e continuare ognuno per la propria strada.

L’emozionante percorso venne documentato attraverso dei video.

The artist is present è la celebre performance di Abramović, dove l’artista si sedeva ad un tavolo e chiunque poteva prendere posto davanti a lei.

Non ci poteva essere contatto fisico o scambio di parola.

Queste due regole però vennero violate dalla stessa Marina, nel momento in cui si trovò davanti il suo vecchio compagno.

I due si guardarono con gli occhi pieni di lacrime. 

Dopo essersi detti poche parole ed essersi sfiorati con le mani, Ulay cedette il posto a qualcun altro affinché la performance proseguisse.

In tutte le opere l’interazione del pubblico è fondamentale, perché è proprio quest’ultimo che crea l’opera. 

Lo scopo dei suoi lavori è distogliere l’attenzione dalla figura dell’artista e concentrarsi sull’esperienza che si sta vivendo.

Marina Abramović attraverso la sua arte mette su un piedistallo le azioni delle persone, i loro istinti e la rivalità interiore tra queste due cose.

Attraverso queste tecniche si impegna a immergere se stessa e quelli che le stanno intorno nella fisicità del tempo che scorre lento, allontanandoli dall’incessante preoccupazione di ogni minuto passato.

L’artista intreccia la sua vita personale con le opere, il suo corpo con le idee avendo come risultato qualcosa di straordinario.

Lascia un commento