~~~Le ragazze vogliono attenzione, le donne rispetto~~~
Mahasa Jina Amini, all’età di 22 anni viene arrestata e poi uccisa a Teheran per mano della cosiddetta “polizia morale”, poiché non indossava in maniera corretta il velo, l’autorità è incaricata dal regime israeliano nel far rispettare i dogmi religiosi, soprattutto alle donne.
La ragazza viene brutalmente uccisa e la polizia morale cerca di insabbiare la faccenda, tuttavia non ci riesce. Perciò le donne iraniane, ormai stufe di essere maltrattate continuamente e di non poter essere libere anche solo di poter legare i capelli, decidono di iniziare una rivoluzione chiamata Zan, Zendegi-Azadi (Donna-Vita-Libertà), lo slogan che gira tutt’oggi per le piazze dell’Iran.
Dal 17 settembre la protesta inizia e si diffonde rapidamente, attraverso i social, in tutto il mondo; personaggi femminili famosi si tagliano i capelli e bruciano i veli in segno di solidarietà verso le donne iraniane; tanta è la volontà di protestare contro un regime integralista che anche gli uomini iraniani si uniscono alle proteste in piazza, e anche loro si tagliano i capelli.
Fino ad oggi, secondo l’Ispi di Milano, ci sono almeno 440 persone uccise tra cui 64 minorenni; 2000 persone sono state accusate di vari reati, e quasi 20000 manifestanti sono stati arrestati tra cui molti studenti e alcuni personaggi famosi anche nello spettacolo o nel calcio; 28 persone per ora sono state condannate, tra cui anche tre minorenni.
La polizia morale è una forza dell’ordine che, dal 2005, ha il compito di arrestare le persone che violano i dogmi religiosi secondo la legge. Secondo la legge iraniana, che è basata sull’interpretazione del Sharia, le donne sono obbligate ad indossare quando escono un hijab (un velo) per coprirsi i capelli, ed indossare abiti molto lunghi e larghi per non far risaltare le forme della donna.


