Notti magiche da ricordare: gli azzurri campioni

11 Luglio 1982 e 11 Luglio 2021, due “Notti magiche” da ricordare, in cui l’Italia e gli italiani si sono sentiti uniti e felici di esserlo.

Noi non eravamo ancora nati e, forse, neppure i nostri genitori, quando la Nazionale Italiana vinceva la Coppa del Mondo contro la Germania e l’allora Presidente Sandro Pertini gioiva, alzando le mani al cielo come qualunque altro italiano, continuando a festeggiare con una partita a carte anche in volo di ritorno a casa. 

L’Italia allora usciva dagli anni di piombo, da anni di stragi, di terrore e di divisione sociale, la vittoria della Nazionale di calcio rappresentò un ritorno alla normalità.

In modo del tutto identico è avvenuto l’11 Luglio 2021: anche quella notte, dopo circa quarant’anni, ha rappresentato per l’Italia una rinascita. 

In questo caso eravamo nati e uscivamo da un periodo molto difficile, di isolamento, di paura, di privazioni dovute alla pandemia di Covid-19. È stata anche per noi giovani e per tutti una notte magica; ci siamo sentiti uniti, ci siamo sentiti un popolo che aveva sofferto e perso persone care, ma quel momento di gioia e spensieratezza ci aveva fatto dimenticare tutte le ferite che il virus aveva provocato.

Il brano di Edoardo Bennato e Gianna Nannini scritto per i mondiali del ‘90 “Un’estate italiana”, riecheggiava ovunque, quasi fosse un secondo inno nazionale che accompagnava gli Azzurri e tutti i cittadini italiani in quegli Uefa Euro 2020.

La Nazionale Italiana non è solo una squadra formata da alcuni giocatori, ma è molto di più, perché unisce la Nazione e i cittadini, impresa dopo impresa, vittoria dopo vittoria, trasmettendo emozione dopo emozione.

L’immagine più bella dell’ultima vittoria resterà quella del capitano della Nazionale Giorgio Chiellini che alza la coppa verso il cielo, accompagnata dal discorso struggente dal telecronista Fabio Caressa:

“Arriva il capitano che prende la medaglia.

È per tutti quelli che hanno sofferto:

per quei mesi terribili che sembravano senza speranza;

per le persone care che non ce l’hanno fatta e che lo sapete che sono lì accanto a voi;

per chi ha rubato 10 minuti di sonno accasciato sulla scrivania, pronto per ricominciare a salvare un’altra vita;

per quelle bare sui camion;

per i giorni passati a sentire solo ambulanze e per il coraggio di riprendersi, di lottare, di tornare a sorridere;

per il coraggio di stare insieme, di andare sui balconi e di esultare come faremo adesso:

ALZA LA COPPA CAPITANO!

SIAMO CAMPIONI D’EUROPA!”

Inutile dire che il monologo del cronista abbia suscitato in tutti noi emozioni contrastanti.

Possiamo dire che questa vittoria ha segnato un periodo di “rinascita” non solo per la nostra Nazionale, ma anche per molte persone, in un anno così particolare, fatto di traumi, di sconfitte e di perdite; un anno che ci ha cambiato, ci ha insegnato ad andare avanti e a ripartire; un anno fatto di delusioni, ma anche di aspettative e di sogni che, a volte, si realizzano, come nel caso della vittoria della Nazionale.

Questo traguardo, piccolo o grande che sia stato, è riuscito a regalare un sorriso a tutti noi, un momento di felicità incondizionata che niente e nessuno potrà cancellare, perché, finalmente, abbiamo ritrovato qualcosa per cui festeggiare, uniti sotto un’unica bandiera, dentro un unico abbraccio.

Confidiamo che la Nazionale possa tornare presto a farci rivivere queste emozioni.

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