Il fenomeno del fast fashion

Con fast fashion si intende un particolare settore dell’abbigliamento che si occupa di realizzare una grande quantità di abiti di bassa qualità a prezzi molto ridotti, lanciando nuove collezioni continuamente e in tempi brevissimi.

Di fatto questo relativamente nuovo fenomeno riguarda le grandi catene di abbigliamento che, negli ultimi anni, hanno preso sempre più piede nelle nostre città fino a sostituire i negozi locali.

Lo scopo ultimo di queste aziende è quello di fare il massimo profitto al minimo prezzo anche se, come vedremo, il prezzo che stiamo pagando noi è decisamente alto.

Infatti per sostenere i ritmi di produzione e mantenere i costi di vendita bassi e “accessibili“ a tutti la produzione di questi capi avviene in paesi in via di sviluppo, dove i diritti dei lavoratori non vengono rispettati, così come le norme ambientali.

I capi di abbigliamento sono quindi destinati a vita breve, rimpiazzati la stagione successiva da altre collezioni caratterizzate da trend temporanei e destinati a cambiare nel giro di settimane (micro trend), la produzione è massiccia e lo smaltimento e il riciclo risultano impossibili.

Quali sono quindi le conseguenze per il nostro pianeta e per i suoi abitanti? 

Dal punto di vista ambientale si parla di uno spreco di risorse esorbitante, oltre a tutto l’inquinamento causato sia dalla produzione che dallo smaltimento. 

Basti pensare che l’industria della moda oggi è la seconda più inquinante dopo quella del petrolio e che quasi il 4% dell’acqua potabile è utilizzata nella produzione di capi di abbigliamento. Per non parlare poi dei materiali utilizzati come il cotone ( sul quale vengono utilizzati pesticidi dannosi) e il poliestere, derivato dal petrolio, che non è biodegradabile e riciclabile. 

Oltre alla produzione si aggiunge anche l’inquinamento derivato dagli scarti: ogni anno tonnellate di scarti tessili finiscono in enormi discariche nei paesi non occidentali con gravi conseguenze per l’ambiente, i cittadini e la produzione locale.

Altro fattore da tenere in considerazione sono poi le conseguenze sociali, infatti se si parla di fast fashion non si può non parlare anche di sfruttamento. Come è stato detto in precedenza, la produzione di moda avviene principalmente in paesi in via di sviluppo, dove aziende celebri si affidano a fabbriche locali facendo una vera e propria corsa al costo di produzione più basso: le fabbriche che costano meno sono anche quelle più scelte. In questo modo le condizioni lavorative calano sempre più al di sotto delle norme legali, con conseguenze molto gravi anche per la salute dei lavoratori (per lo più donne). 

Quando compriamo un capo di abbigliamento a prezzi bassissimi è quindi giusto interrogarsi sul motivo, un prezzo basso spesso nasconde un costo molto più alto di quello che può sembrare in apparenza.

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