Kafka

il rapporto fra Kafka e la psicoanalisi non può essere cosiderato fra i migliore se osservato quanto detto dal praghese che si riteneva uno spregiatore della psiconalisi, in particolare per quanto riguarda la pratica terapeutica. Risultano però molto frequenti la lettura dei suoi scritti in chiave psicologica, per quanto Adorno abbia affermato che gli scritti kafkiani sono come delle stanze con la chiave sotterrata. Tuttavia non possiamo ignorare la presenza di molteplici intuizioni psicologiche all’interno dell’opera del nostro autore ed in particolare l’utilizzo della mediazione onirica per rappresentare la realtà

‘Kafka prende i sogni alla lettera ed è questo tra gli elementi più efficaci che provocano lo choc. Viene eliminato tutto ciò che potrebbe spostarsi dal sogno e dalla sua logica prelogica e per questo risulta eliminato il sogno stesso’

Le parole di Adorno fanno capire come egli abbia fuso perfettamente il reale con l’irreale.Inoltre secondo Adorno oltre all’uso dei sogni ci sono altre tematiche che li uniscono.La concezione kafkiana della “gerarchia quasi identica a quella di Freud” e “l’allusione all tentazione dell’uccisione paterna”.Per quanto riguarda il concetto di gerarchia nel Processo, esso è comparato a Totem e Tabù laddove Freud introduce il concetto di comportamento di un suddito nei confronti dell’autorità esterna.

‘il comportamento dei popoli primitivi verso i loro capi è retto da due principi che sembrano integrarsi piuttosto che contraddirsi. Un sovrano non solo deve essere difeso ma bisogna da lui difendersi. A entrambi i compiti si provvede mediante una quantità di prescrizioni e tabù. Il contatto del re diventa rimedio e protezione contro i pericoli che provengono dal contatto dell’opposizione al pericolo che si tocchi. La necessità di proteggere il re da tutti i pericoli deriva dall’ importanza che egli ha per i suoi sudditi’

Dunque si evince molto bene la distanza gerarchica che intercorre fra l’autorità esterna giudicante e il suddito: quella che divide quest’ultimo è una distanza sociale quella che divide i personaggi delle opere kafkiane è ontologica!

Per quanto riguarda la tentazione al parricidio spiegata da Freud attraverso il complesso edipico nonostante l’osservazione di molti esegeti che vi hanno riscontrato in tale tematica come fondamento psicologico su cui vanno ad imperniarsi i racconti di kafka , secondo Walter Benjamin ciò significa mancare totalmente i suoi scritti .

‘L’interpretazione psicoanalitica come quella teologica trascurano di pari l’essenziale: è più facile trarre conseguenze speculative dalla raccolta postuma delle note kafkiane che penetrare uno dei motivi che ci sono nelle sue storie e nei suoi romanzi’.

Un altra caratteristica che li accomuna è il loro scetticismo nei confronti dell’Io, infatti come ci fa notare Adorno:

‘Kafka come Freud studia che cosa accadrebbe se le scoperte della psiconalisi non valessero tutte quante in un ordine metaforico e mentale ma nella realtà fisica’

L’intento kafkiano quindi non sarebbe quello del medico Freud di guarire le nevrosi della società, ma attraverso la realtà di queste ultime decostruire quella facciata apparente impostata dalla società stessa, che nasconde la dimensione materiale dei soggetti.

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