Sogno di mezz’inverno:le Olimpiadi Invernali

Con la conclusione dei giochi olimpici di Milano-Cortina 2026, è doveroso fare un salto nel passato e ripercorrere i passi e i momenti che ci hanno portato fino alle Olimpiadi odierne, trattando l’organizzazione e i cambiamenti subiti dalle gare nel tempo.

Con l’avvento delle Olimpiadi moderne, gli sport invernali erano esclusi dai giochi e gli atleti potevano soltanto gareggiare nelle discipline estive. La prima svolta, però, sembra avvenire con l’entrata del pattinaggio di figura ai Giochi Olimpici di Londra nel 1908 e la vittoria schiacciante di Ulrich Salchow, atleta svedese che vincerà l’oro in numerose dispute dei giochi invernali.

Al tempo, gli sport della stagione invernale possedevano come competizione più ampia a livello mondiale i Giochi Nordici Svedesi, al punto che si propose di unirli semplicemente alle Olimpiadi nel 1913. La proposta fu rifiutata e perciò il comitato olimpico decise che per i giochi olimpici del 1914 si sarebbero aggregati anche lo sci nordico e l’hockey. Fu però necessario definire al meglio questa nuova competizione e plasmarla in modo da renderla effettiva nel mondo olimpico, dato che i giochi invernali sarebbero stati un progetto destinato a protrarsi a lungo e a entrare nella storia olimpica moderna, fino ad oggi.

Dunque le prime ufficiali Olimpiadi invernali, separate da quelle estive, si disputarono a Chamonix, in Francia, nel 1924. 

Ovviamente, nel corso delle 24 edizioni che ci hanno portato alle celebri Olimpiadi di PyeongChang, Beijing ed infine Milano-Cortina gli sport invernali hanno subito cambiamenti radicali e profondi, soprattutto con l’invenzione di nuove tecniche.

In questi sport sono nate leggende, atleti che hanno varcato record che possono apparentemente sembrare impossibili da rompere con le semplici abilità dell’essere umano. Eppure è proprio il caso di alcuni nostri sportivi contemporanei. 

Nel pattinaggio di figura ad esempio, negli ultimi 15 anni il Giapponese Yuzuru Hanyu ha fatto la storia, sorpassando qualsiasi atleta in ogni competizione e diventando il primo essere umano a tentare come elemento il 4A (Axel a quattro rotazioni). 

Nella stessa disciplina per quanto riguarda l’ultimo decennio è particolare anche il caso delle “bambole russe”: ragazze allenate da una celebre allenatrice Eteri, conosciuta per la sua severità e brutalità; infatti le ragazze sembrano dei veri robot, allenati alla perfezione e capaci di sorpassare ogni donna nel pattinaggio di figura ed essere sempre in una feroce competizione tra loro stesse, anche con casi infelici come quelli doping, manifestati in alcune delle ragazze che li assumevano inconsapevolmente. Tra queste pattinatrici è famosissima la figura di Alexandra o “Sasha” Trusova, prima atleta a completare 5 elementi a quattro rotazioni nelle Olimpiadi di Beijing. 

Tuttavia bisogna ricordare che gli sport, soprattutto quelli invernali, richiedono un enorme sforzo fisico e proprio come nel pattinaggio di figura ci si ritira da giovanissimi con un massimo di 27-28 anni per gli atleti internazionali e di 17-19 anni per il caso russo.

Perciò tutto quello che vediamo in televisione è il frutto di grandissimi sacrifici e di continui allenamenti nel corso di anni e anni, per poi avere un’unica possibilità, nella quale o si ha successo o si fallisce. Forse anche per tutto questo estenuante lavoro le Olimpiadi sono così seguite e diventano le competizioni più attese dal pubblico da casa. Anche chi non è particolarmente amante dello sport si ritroverà sempre ad avere qualche atleta davanti le reti mediatiche durante il periodo dei Giochi Olimpici. Sta accadendo lo stesso anche per Milano-Cortina 2026, dove abbiamo assistito ad una magnifica cerimonia di apertura e a fantastiche gare disputate nello sci alpino o di fondo, nel curling, nel biathlon e in tantissime altre discipline.

Bisogna inoltre ricordare che queste Olimpiadi sono i primi “giochi diffusi”, cioè disputati in più luoghi, permettendo a molti più atleti di numerose nazioni di partecipare. Abbiamo preso parte perciò a dei giochi più inclusivi e rivoluzionari per il CIO (comitato olimpico internazionale) e per tutto il mondo. Pertanto Milano-Cortina rimarrà un ispirazione per le future competizioni, ricordando anche nella cerimonia di chiusura il passaggio del testimone alla Francia per i prossimi giochi olimpici invernali nelle Alpi Francesi del 2030.

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