Jane Austen

Duecentocinquant’anni fa, il 16 dicembre 1775, nasceva a Steventon, nel Regno Unito, Jane Austen, scrittrice di grande impatto nell’epoca in cui visse, ma tuttora conosciuta e ammirata. 

Lei nasce in una famiglia colta, volenterosa di crescere i loro bambini con la migliore delle istruzioni. Infatti, grazie al padre, apprende la lingua francese e italiana. 

Successivamente incrementa la sua formazione frequentando l’università di Oxford e la Abbey School di Reading. 

Terminati gli studi, circa nel 1786, la Austen non perde tempo e inizia subito la sua produzione letteraria, la quale continua fino alla sua morte avvenuta nel 1817 a Winchester. 

Prima di approfondire temi e opere, è necessario parlare del contesto sociale in cui Jane cresce. Ciò perché ella, nelle sue opere, allude alle problematiche del Regno Unito e alla condizione che le donne vivevano. 

La sua fu l’epoca della Reggenza, ovvero epoca in cui rango e ricchezza definiscono la persona e le sue possibilità. 

La società era divisa in classi e la nostra scrittrice apparteneva alla gentry, quindi alla piccola nobiltà senza titoli. Pertanto Jane poteva effettivamente aspirare al prestigio ma non ne aveva le possibilità economiche. 

Quest’ultima condizione era incrementata anche dal fatto che le donne all’epoca non avevano indipendenza né sociale né tantomeno economica, quindi senza matrimonio erano molto invalidate. Così fu per Jane Austen, donna che rimase nubile per tutta la sua vita. 

Inoltre è importante aggiungere che negli anni della Reggenza l’interesse letterario crebbe, soprattutto tra le donne della gentry che si dilettano a leggere e produrre opere e Jane fu una di quelle.

Lei però spicca perché nelle sue produzioni analizza con tono ironico l’epoca che la circonda. Allude spesso alla necessità del matrimonio per le donne che vogliono vivere agiate. Insomma, parla in maniera velata e satirica delle fattezze e problematiche di quegli anni per le donne, inserendole nelle sue opere come background o come punto focale. 

Pertanto si può dire che il suo vissuto ha contribuito molto nelle sue scelte letterarie. Anche per questo è importante essere informati sull’organizzazione sociale di questi anni per comprendere al meglio le opere della Austen. 

Come ormai è chiaro, la scrittrice narra storie che hanno come protagonisti delle donne. Le loro vicende vengono analizzate principalmente in situazioni quotidiane, dove però non mancano mai piccoli episodi che rendono nota l’epoca storica attraversata (ad esempio, vi sono in alcune opere dei riferimenti alle guerre napoleoniche).

L’universo della Austen è tutto al femminile. Non per questo, però, osanna ogni caratteristica delle sue eroine. Al contrario, la scrittrice crea personaggi completi, dotati di pregi e difetti. 

Forse è proprio per questo che i suoi romanzi non annoiano: ci si può immedesimare e comprendere a pieno i pensieri dei protagonisti delle storie. 

Inoltre, altro elemento che fa sì che il lettori non si stanchino di fronte alle opere di questa donna, è lo stile che usa: infatti non si avvale particolarmente di digressioni storiche, né di descrizioni eccessivamente ampie. Interessante, invece, è il modo in cui scrive i dialoghi tra i personaggi. Infatti lei utilizza la tecnica del discorso indiretto libero, modalità in cui fonde il discorso diretto e la mediazione del narratore. 

I romanzi di Jane Austen hanno dato vita a dei personaggi iconici, riconoscibili e di ispirazione. Tutti, ad esempio, conoscono la storia d’amore tra Lizzy e Mr Darcy in Orgoglio e Pregiudizio… oggetto di infiniti remake cinematografici e letterari. 

Altre sue opere famosissime da ricordare sono Ragione e Sentimento, Emma, Persuasione… 

Quindi, per omaggiare i 250 anni dalla sua nascita, è doveroso ricordare come una donna tenace, indipendente e libera quale era Jane Austen abbia creato opere senza tempo basate su personaggi degni della personalità della loro autrice. 

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