Una Luce che non finisce

Una Luce che non finisce

“Sei felice?” 

La prima volta che mi fecero questa domanda non sapevo bene cosa rispondere: borbottai un “mh sì… cioè, almeno penso”. A 14 anni non ero del tutto convinta di essere felice. 

Questa mancanza di sicurezza, su una cosa apparentemente così banale, mi fece stare ancora peggio

Non avevo alcun motivo per non essere felice: avevo degli amici, una famiglia amorevole e andavo bene a scuola, ma forse era una felicità passeggera, quella che quando torni a casa dopo un pomeriggio tra amici ti lascia sul divano a scrollare i social. Una felicità passeggera che non era ancora impregnata nel mio cuore.

Ricordo che nel momento in cui mi fecero la fatidica domanda, mi guardai attorno: vedevo che negli occhi dei ragazzi che mi circondavano c’era una Luce diversa, una scintilla che anche io desideravo con tutta me stessa. 

La loro era una felicità autentica, vera e pura, di quelle che non ti lasciano indifferente: io ero gioiosa, certo, ma forse non avevo ancora conosciuto la vera Felicità, o quanto meno non l’avevo riconosciuta.

E’ difficile capire quando si è felici. Quando si sta male ce ne accorgiamo, ci focalizziamo su di esso; riconoscere il dolore è facile, è naturale.

Invece sono fermamente convinta che quando si sta bene non sempre ce ne rendiamo effettivamente conto subito, è una sensazione di cui prendiamo consapevolezza solo dopo: se siamo con i nostri amici è quasi scontato stare bene, in fondo perché non dovremmo? Ma lì per lì non ci pensiamo, viviamo il momento senza pensare troppo a ciò che sentiamo veramente.

Ma stiamo solo bene o siamo felici?

Io ho capito di essere davvero felice quando le persone che avevo attorno a me desideravano avere la stessa Luce che bramavo io. 

Cercare insieme la strada, camminare insieme per la via dell’amore, sprofondare negli abbracci, ritrovarsi negli occhi altrui, tendersi la mano, sorridere fino a intorpidire gli zigomi, ridere fino a piangere, capirsi con uno sguardo, saltare dalla gioia, piangere davanti ad una vita salvata: questa è la Luce di cui parlo.

Sentivo il bisogno di verità, di relazioni autentiche.

Volevo condividere i colori della vita con i miei amici.

 Volevo amici pronti a donarsi con tutti loro stessi.

Volevo amici che mi corressero incontro quando ci incontravamo per strada.

Volevo amici con cui piangere insieme.

Volevo amici con cui fare follie.

Volevo amici pieni di Luce.

Volevo amici da poter chiamare Fratelli.

Mi sono guardata attorno: non ero l’unica a desiderare questo, e non lo sarò mai. Tanti giovani oppressi dalla solitudine e che non vedevano quella famosa Luce, desideravano dei Fratelli. 

Ora, insieme, possiamo dire di essere felici.

Insieme abbiamo imparato a vedere la Luce, quella che illumina la nostra vita e il nostro rapporto. Ci siamo resi conto che non siamo amici tanto per dire: ci lega qualcosa di più grande di noi, Qualcosa che non finirà mai, nonostante tutto.

Caro lettore, tornare a respirare, uscire  dal vortice della gioia passeggera, è possibile! Essere davvero felici è possibile!

Cerca quella Luce, lasciati illuminare dall’amore di chi ti circonda, dona la tua vita per qualcosa di più grande.

Guardati intorno: anime affini a te esistono, vi state aspettando!

Quando camminerai nella Luce sarai davvero felice: vivrai davvero una vita a colori!

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