Forse il professor Montone, quando aveva ottenuto la cattedra come insegnante di materie classiche all’Istituto Aldi di Grosseto, non aveva immaginato che la sua squadra, di cui lui è il coach, sarebbe arrivata per due anni consecutivi alla finale di dibattito in Toscana. E invece così è accaduto.
La squadra di dibattito, composta dai veterani Niccolò Angelini, Eugénie Guyon e Giovanni Picchi e dai nuovi membri Simone Baiano, Laura Barbetti e Andrea Macciocca, ha iniziato le gare regionali il 26 febbraio, supportata dal professor Montone e dalla professoressa Rotelli, nuova giudice di dibattito.
La prima mozione era la seguente “Questa camera sostiene che tutte le città italiane dovrebbero imporre un limite di velocità di 30 km/h nelle zone residenziali”.
Un gioco da ragazzi per la squadra grossetana, che senza difficoltà ha battuto il Redi di Arezzo (che incontreranno nuovamente nel nostro racconto) nella posizione del contro.
Ma come si svolge un dibattito?
Innanzitutto, ci sono tre tipi di mozione che si possono trovare: policy, valore e fatto (le prime due sono le più frequenti).
Nonostante la squadra sia formata da sei membri, soltanto tre di questi, a turno, fanno da speaker per i tre interventi (di otto minuti ciascuno) e uno dei tre (o il primo o il secondo speaker) si occupa anche della replica finale (di quattro minuti): si tirano, insomma, le fila del dibattito, mettendo in luce i punti di scontro e gli oneri della squadra avversaria.
Dei tre interventi, i primi due si concentrano nella spiegazione del proprio piano (solo se si è della squadra pro e la mozione è di policy, anche se è possibile per il contro portare un contromodello) e delle due o tre argomentazioni a favore della propria posizione alla mozione. Il terzo intervento è invece riservato alle sole confutazioni delle tesi della squadra avversaria. Insomma, un po’ un Cicerone contro Catilina.
L’incontro successivo, del 29 febbraio, era una mozione già conosciuta dalla squadra, che aveva avuto tempo per prepararsi al dibattito: nella posizione del pro, hanno dibattuto col S. Giovanni di S. Giovanni Valdarno sulla mozione seguente: “Questa Assemblea sostiene che l’Unione Europea debba adottare una politica di salario minimo uniforme in tutti gli Stati membri”.
Tra ricerche, carte costituzionali, leggi e provvedimenti anche qua la vittoria, anche se non facile da ottenere, è arrivata.
Ma, dopo due vittorie consecutive, non poteva che arrivare la battuta d’arresto: la sconfitta nel terzo incontro contro il Pesenti di Cascina sulla mozione “Questa assemblea giudica negativamente l’apertura di corsi
universitari di laurea in influencer”, non facile da difendere nella posizione del contro.
Ma mai avviliti nell’animo, i nostri debater si sono rimessi all’opera per il prossimo dibattito, quello dell’8 marzo, l’incontro definitivo che avrebbe segnato la loro partecipazione ai quarti di finale o l’uscita di scena dalle gare di quest’anno.
La mozione era la stessa del secondo dibattito, quella sul salario minimo, ma posizione da difendere opposta, quella del contro. La squadra avversaria? Il Da Vinci di Villafranca, la squadra vincente per 5 anni consecutivi nel debate toscano fino all’anno scorso, quando era stata battuta ai quarti di finale. Una squadra del tutto temibile.
Mozione in mano, cuore in gola, un dibattito avvincente e senza esclusione di colpi.. o meglio dire confutazioni.
Un risultato aspettato con trepidazione, ma la vittoria era della squadra Aldi.
Erano le 6:55 della mattina del 16 marzo quando partiva da Grosseto il treno diretto a Pisa, verso l’istituto Galileo-Pacinotti, dove si sarebbero svolti gli ultimi dibattiti di quest’anno in Toscana.
La mozione, da difendere nella posizione del pro, era la seguente: “In Italia si dovrebbe incentivare la gestione privata dei beni culturali”.
Se vi siete chiesti quale fosse la squadra avversaria, la risposta è il caro Redi di Arezzo, battuto dall’Aldi non solo il 26 febbraio, ma anche nelle amichevoli del 6 febbraio, sempre a Pisa. E come si dice, non c’è due senza tre: arriva la terza sconfitta per il Redi, definitivamente fuori dai giochi, e l’ammissione alle semifinali per la nostra squadra.
La mozione, questa volta impromptu, da difendere nella posizione del contro – la squadra avversaria era il Marconi di Massa Carrara -, era “Questa assemblea valorizza il “gap year” dopo il diploma come opportunità di crescita e di apprendimento”.
Preparazione di un’ora e poi via al dibattito.
La tensione era alle stelle: si poteva riuscire a raggiungere le finali come l’anno precedente? A toccare il podio? Oppure l’avventura sarebbe dovuta finire qui?
Se siete stati attenti durante la lettura, già saprete la risposta: l’Aldi, anche stavolta, ha vinto.
A questo punto mancava solo un dibattito.
Come mozione c’era quella sui beni culturali, posizione del contro; la squadra avversaria tutta al femminile del Montessori-Repetti di Carrara era l’ultimo scoglio da superare.
Un contromodello, l’articolo 9 della Costituzione, l’Italia come scuola di cultura.
Un dibattito estremamente combattuto. Perché non sembra, ma le parole fendono più di una lama talvolta. Le arringhe pronunciate da Cicerone nel foro dovevano fare lo stesso effetto, o quasi. Se non si fa uso del fairplay non si può dibattere oggigiorno. Insomma, un Cicerone moderato. Ma comunque un Cicerone.
Il risultato, alla fine, ha visto il Montessori-Repetti vincitore del debate Toscana, ma l’Aldi si è comunque portato a casa il secondo posto, una bella avventura e soprattutto tanti bei momenti passati assieme.
È tempo però di salutare la squadra dell’Aldi: 5 su 6 membri sono infatti di quinta.
Ma chissà se la squadra del prossimo anno, sotto la guida dell’immancabile professor Montone, non riesca a raggiungere la cima del podio.
Illusioni! Grida il filosofo.
Ma voi, intanto, preferireste un mondo triste e pieno di noia o il mondo proposto dalla squadra di debate dell’Aldi, un mondo di ragionamento, argomentazioni e tanti, ma tanti, post-it gialli con sopra confutazioni possibili (e insulti agli altri membri della squadra)?
A voi la scelta, ma fate attenzione: dovrete trovare tre argomentazioni inconfutabili per difendere la vostra posizione!
