«Siamo profondamente turbati da quanto avvenuto oggi a Pisa e Firenze, ed esprimiamo la nostra solidarietà e vicinanza alle studentesse e agli studenti. Come cittadini, genitori, rettori di università, riteniamo che l’uso della violenza sia inammissibile di fronte alla pacifica manifestazione delle idee». Così, in una nota, Luigi Ambrosio, direttore della Scuola Normale Superiore, e Sabina Nuti, rettrice della Scuola Superiore Sant’Anna, si sono espressi in merito a quanto accaduto nelle due città toscane.
Sono state giornate di alta tensione nelle piazze di Firenze e Pisa, e di conseguenza sul piano politico. Si sono verificate cariche da parte della polizia nel centro delle due città durante i cortei studenteschi contro la guerra a Gaza. A Pisa i poliziotti, schierati a protezione di uno degli accessi alla piazza dei Cavalieri, hanno caricato gli studenti che stavano cercando di oltrepassare lo sbarramento. Tutta l’area intorno alla piazza, su cui si affaccia la sede centrale dell’ateneo di Pisa, è stata circondata dalle forze dell’ordine. A Firenze invece il corteo, formato da sindacati di base e studenti insieme alla comunità palestinese, è partito da piazza Santissima Annunziata per raggiungere, sfilando per il centro, piazza Ognissanti, e ha poi proseguito il percorso sul lungarno verso il consolato. A poche decine di metri era presente lo sbarramento delle forze dell’ordine e, quando i manifestanti hanno provato ad avanzare, sono partite alcune cariche di alleggerimento.
Molti studenti sono stati feriti gravemente da quelli che teoricamente dovrebbero proteggerci dalle ingiustizie di violenza, e sono stati proprio questi, invece, a compiere l’ennesimo abuso di potere.
Il segretario Pierpaolo Bombardieri interviene, dopo l’incontro con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, sulla vicenda delle manganellate agli studenti alla manifestazione pro-Palestina a Pisa e afferma: “Noi abbiamo fatto la richiesta di incontro appena avuta notizia degli incidenti. Ringraziamo il ministro per la disponibilità, ma non è tollerabile che dei ragazzi vengano manganellati, e abbiamo chiesto l’identificazione dei responsabili”. Vorrei soffermarmi su una particolare affermazione: “non è giusto che vengano manganellati”. Gli studenti stavano solo manifestando pacificamente contro la guerra, protestavano contro la violenza e per questo sono stati massacrati di botte da chi invece dovrebbe non solo proteggerci, ma anche garantire l’ordine pubblico, compito alla quale sono venuti meno. “Noi non abbiamo messo sotto processo le forze dell’ordine, sono dei lavoratori, ma chiediamo l’identificazione del percorso decisionale ed eventualmente dei responsabili, anche perché non vorremmo fare di tutt’erba un fascio. Codici identificativi? Abbiamo chiesto di individuare le responsabilità”, ha aggiunto Bombardieri.
A questo punto certe domande sorgono spontanee: “verrà fatto veramente qualcosa?” “Sarà fatta giustizia?” “Si impegneranno davvero ad identificarli?” “Verranno risarciti i danni causati a questi poveri studenti?’’. Inoltre, perché non mettere sotto processo persone (se così si meritano di essere chiamati) che hanno picchiato degli innocenti, in alcuni casi addirittura a sangue, durante una protesta pacifica?
“Basta manganellate sugli studenti’’ ha scritto Elly Schlein, segretaria Pd. “Le immagini di Pisa sono inaccettabili: studenti e studentesse intrappolati in un vicolo e caricati a manganellate dalla polizia. Presenteremo subito un’interrogazione parlamentare al ministro Piantedosi affinché chiarisca. C’è un clima di repressione che abbiamo già contestato mercoledì scorso al ministro in Parlamento. Difendiamo la libertà di manifestare pacificamente’’.
Gli studenti purtroppo non vengono quasi mai ascoltati, solo per la giovane età o l’appartenenza alla nuova generazione. Si tratta di veri e propri pregiudizi che nascono perché la generazione Z, sotto molti aspetti, è progressista, e ciò fa paura alle vecchie generazioni, che molto spesso sono invece tradizionaliste.
«Ancora una volta manganellate contro chi protesta per il massacro in corso a Gaza. Questa volta a Pisa, ai danni di studenti, giovanissimi. Altri episodi ci sono stati a Firenze. Sono immagini preoccupanti, non degne del nostro Paese. Non può essere questa la risposta dello Stato al dissenso». Così Giuseppe Conte su twitter si è espresso riguardo alla situazione.
Care forze dell’ordine, perché gli studenti che manifestano pacificamente contro veri e propri massacri vi creano scalpore? Perché invece non va ad intaccare la vostra incolumità chi manifesta a favore del fascismo?
È vero, le immagini che stanno circolando su internet mettono i brividi, però, andando a riprendere ciò che ha detto Conte, cioè che quelle foto e video non sono degne del nostro paese, sono purtroppo all’ordine del giorno da decenni. Mandare poliziotti in divisa a picchiare ragazzini armati solamente delle loro idee non può essere considerato come difendere gli obiettivi sensibili, come ha detto il ministro Piantedosi. Ciò che è successo può essere descritto solo con attributi come vergogna, scusante ecc. Sono le stesse parole che effettivamente ha usato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, costretto ad intervenire come fece Ciampi vent’anni fa, durante il G8 di Genova. Signor ministro Piantedosi, la colpa, come invece lei dice, non è dei ragazzi. I poliziotti non stavano difendendo la sinagoga, che oltretutto si trovava dall’altra parte della città, come invece è stato affermato da lei.
Quello che voglio augurarmi è che giustizia sia fatta, che gli studenti non fermino le manifestazioni perché intimoriti, e che, un giorno, si possa finalmente essere liberi di esprimere la propria ideologia senza essere massacrati; d’altronde è scritto anche nell’articolo 21 della Costituzione italiana: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure’’.
