Passo indietro o passo in avanti?

“Parmi un assurdo che le leggi che sono l’espressione della pubblica volontà, che detestano e puniscono l’omicidio, ne commettano uno esse medesime, e, per allontanare i cittadini dall’assassinio, ordinino un pubblicoassassinio.”  

Cesare Beccaria, giurista ed economista fu uno tra i massimi rappresentanti dell’illuminismo italiano e la sua fama è legata al trattato “Dei delitti e delle pene”, che pose le fondamenta della scienza criminale moderna. In questa citazione emerge come, secondo Beccaria, le società umane si debbano basare su un accordo in grado di tutelare i diritti dei singoli individui e di garantire la stabilità complessiva dell’ordine che la società si è data e di conseguenza decreda ingiusti atti portanti all’opposto di ciò che verrebbe proclamato dallo stesso Stato.

Ad oggi, il mondo è cambiato e si è evoluto, nonostante ancora in alcuni Stati esistano importanti e aggressive pene, che vanno a pesare sull’essere umano e a mettere a giudizio il Paese. 

Negli Usa, in ventuno Stati, è ancora in vigore la pena di morte, ovvero una sanzione penale che prevede l’esecuzione nel togliere la vita alla persona condannata. L’inizio di tale metodo si può tracciare alla metà del Seicento e attualmente viene inflitta in casi di omicidio, terrorismo, spionaggio, tradimento e in alcuni casi di giustizia militare. 

Negli scorsi giorni l’Alabama ha giustiziato con l’azoto Kenneth Eugene Smith, un uomo di  cinquantotto anni, condannato per l’omicidio di Elizabeth Sennett su commissione da parte del marito Charles E. Sennett, avvenuto nel 1988. Questo è stato il primo caso al mondo di omicidio con l’utilizzo di una maschera d’azoto da quando l’iniezione letale, oggi il metodo più comunemente utilizzato per la pena capitale, è stata introdotta nel 1982 negli Usa.

I funzionari hanno fatto sapere che l’uomo è stato dichiarato morto alle 20.25 ora locale in una prigione dell’Alabama dopo aver respirato azoto puro attraverso una maschera facciale che ha causato la privazione di ossigeno.

Ma come siamo arrivati all’attuazione di questo metodo e perchè proprio Kenneth Eugene Smith?

Come abbiamo già anticipato Kenneth Eugene Smith fu condannato per omicidio su commissione di un frate e al suo processo la giuria votò undici voti contro uno per dare all’imputato l’ergastolo, ma il giudice annullò la decisione e inflisse la pena capitale all’uomo. Il primo tentativo di uccidere Smith fu due anni fa all’Alabama Department of Corrections con un’iniezione letale, che però andò male, trasformandosi in una vera e propria tortura: i medici gli trafissero mani e braccia per più di quattr’ore con la siringa ma non riuscirono a trovare la vena, sospendendo l’esecuzione per il rischio di non riuscire a rispettare i tempi previsti del mandato d’esecuzione. Pochi giorni fa, come annunciato dal procuratore generale dell’Alabama Steve Marshall, l’esecuzione avverrà con un metodo alternativo mai sperimentato prima: l’ipossia da azoto.

L’esecuzione è durata circa ventidue minuti e Kenneth è sembrato rimanere cosciente per diversi minuti. Prima di indossare la maschera, il condannato a morte ha pronunciato le sue ultime parole: «Stasera l’Alabama fa sì che l’umanità faccia un passo indietro. Me ne vado con amore, pace e luce». Dopo aver fatto il segno del cuore con le mani verso i familiari testimoni, ha aggiunto: «Grazie per avermi supportato. Vi amo, vi amo tutti».

L’esecuzione è avvenuta dopo una battaglia legale dell’ultimo minuto in cui gli avvocati di Smith, i quali sostenevano che la condanna con l’azoto rappresenta un metodo di esecuzione sperimentale che poteva violare il divieto costituzionale di punizioni crudeli e insolite. I tribunali federali hanno respinto quest’ultimo tentativo, con l’ultima sentenza arrivata giovedì sera dalla Corte Suprema degli Stati Uniti.

Venerdì l’Onu l’ha condannata come crudele, ma l’Alabama ha dichiarato che il processo è stato condotto in modo umano; mentre in una nota un portavoce del Servizio per l’Azione esterna dell’Ue ha scritto: «L’Unione europea si rammarica profondamente dell’esecuzione di Kenneth Eugene Smith avvenuta ieri nello Stato dell’Alabama. L’Ue si oppone fermamente alla pena di morte in ogni momento e in ogni circostanza. È una violazione del diritto alla vita e la negazione definitiva della dignità umana. La pena di morte non agisce come deterrente contro il crimine e rappresenta la punizione definitiva che rende irreversibili gli errori giudiziari. Finora negli Stati Uniti sono state esonerate dal braccio della morte 196 persone innocenti».

Attualmente i tre quarti dei Paesi nel mondo hanno deciso di abolire la pena di morte, ritenendo che simile pratica violi il diritto alla vita, sia irrevocabile e possa essere inflitta a persone innocenti. Molti sono ancora gli Stati in cui viene applicata la pena capitale e che hanno, addirittura, inasprito i metodi di esecuzione, diventando sempre più crudeli.

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