“Alza la coppa, capitano! Alzala alta al cielo, capitano, perché questa è la coppa di tutti gli italiani! Perché oggi, grazie a voi, abbiamo vinto tutti! Alzala alta, perché oggi è più bello essere italiani!”
– Queste furono le parole che Fabio Caressa pronunciò ala consegna della coppa ai Mondiali 2006, dove l’Italia vinse contro la Francia ai calci di rigore e la bandiera italiana venne innalzata alta nel cielo.Il calcio è, senza ombra di dubbio, tra gli sport più amati degli italiani.
È uno sport semplice: basta un pallone, due felpe per terra a mo’ di porta e via, su gioca. Chiunque da bambino ha giocato a calcio e, anche se non tutti lo seguono o ne sono fan, è constatato che sia lo sport più conosciuto e amato al mondo.
Andiamo, chi è che quando gioca l’Italia non spera almeno un po’ che vinca? Nel nostro Paese, infatti, gli azzurri sono considerati uno dei simboli dello sport italiano e inoltre possiamo vantarci di avere delle squadre note a livello internazionale:basti pensare al Milan, Juventus, Roma, Inter, Napoli, che sono solo alcune delle squadre che attirano tifosi da tutto il mondo.
Ma dietro le maglie colorate, i balli e abbracci di vittoria, i rigori, le hola e i cori si cela un mondo non molto allegro.
Potremmo definirlo “the dark side of the football”: soldi, doping, scommesse, plusvalenze, arbitri corrotti e complottismo sono solo alcuni degli aspetti negativi di questo sport.
È infatti cosa nota che il mondo dietro al calcio non sia dei più “puliti”.
Pensiamo, ad esempio, all’inchiesta aperta dopo la partita Venezia-Bari del ’99: Tuta segnò il 2-1 per il Venezia, portando la squadra alla vittoria, ma, anziché venir abbracciato dai suoi compagni, venne insultato, siccome, a detta dei compagni stessi, “la partita doveva finire in pareggio”. Il caso alla fine venne archiviato, ma lo stesso Tuta a un giornalista brasiliano disse: “In Italia succedono cose strane nel calcio”.
Cose strane come anche il caso di doping di Maradona, il campione argentino che ci ha lasciato nel 2020, un mito del calcio italiano che purtroppo è risultato più volte positivo ai test antidoping; ma anche a quello più recente di Pogba, centrocampista juventino, risultato nella scorsa stagione positivo al testosterone.
Napoli e Juventus sono anche accomunate da un’altra “cosa strana”: le plusvalenze.
Una plusvalenza è l’incremento di valore entro un determinato periodo di tempo di determinati beni e/o di valori mobiliari che, consistendo in un arricchimento, è soggetto a tassazione.
Nel 2021 infatti la Guardia di Finanza ha cercato i documenti della Juventus sulla compravendita dei giocatori per gli anni 2019-2021, iniziando la cosiddetta “indagine Prisma”, che riguardava non solo le plusvalenze, ma anche la “manovra stipendi”.
Gli indagati sono stati il presidente Andrea Agnelli, il vicepresidente Pavel Nedved, l’ex responsabile dell’area sportiva Fabio Paratici, il Chief Corporate & Financial Officer Stefano Cerrato, l’ex Chief Corporate & Financial Officer, Stefano Bertola e l’ex dirigente finanziario Marco Re, Cesare Gabasio, capo dell’ufficio legale della Juventus e procuratore legale rappresentante del club.
I giocatori della squadra sono stati interrogati e altri 10 club di calcio sono stati denunciati, perché “avevano” contabilizzato plusvalenze e diritti alle prestazioni dei calciatori per valori eccedenti quelli consentiti in misura da incidere sui requisiti federali per il rilascio della Licenza Nazionale”. Alla fine tutte sono cadute tutte le accuse perché “non esiste un metodo unico e oggettivo per valutare il valore di un giocatore”.
Alla fine del 2022, però, una nuova inchiesta è stata aperta per i bianconeri, questa volta per potenziali violazioni delle norme sulle licenze per club e sul fair play finanziario. Intanto, sono state trovate nuove carte sulle plusvalenze che non erano state prese in considerazione durante il primo processo. Ancora il processo è da farsi, ma intanto ai bianconeri, nella stagione 2022-2023, sono stati tolti 10 punti nella classifica della Serie A, e inoltre la UEFA ha deciso di non farli partecipare nelle competizioni europee.
Anche nel Napoli, però, la situazione non si è conclusa. Il presidente De Laurentiis infatti è indagato per falso bilancio. La Covisoc ha segnalato la valutazione sbagliata della compravendita di 3 giocatori che il Napoli doveva vendere al Lille. Si sta inoltre indagando sul caso di Osimhen, un giocatore comprato dal Napoli a poco prezzo e che poi, straordinariamente, in poco tempo ha acquistato un valore molto più elevato.
Lo scandalo però più grande è stato quello di Calciopoli del 2006, che ha coinvolto oltre ai club di Juventus, Milan, Fiorentina, Lazio, Arezzo e Reggina, anche varie società professionistiche quali la Federcalcio Italiana, l’Associazione Italiana Arbitri, la Lega Nazionale Professionisti, alcuni dirigenti dei club e alcuni arbitri.
Grazie a un’inchiesta del procuratore Raffaele Guariniello, infatti, fu riaperta l’indagine della Federcalcio per presunta corruzione.
Quarantuno persone tra dirigenti di club, dirigenti federali, vertici arbitrali, designatori, arbitri, assistenti, un giornalista e agenti della DIGOS di Roma, vennero indagate per associazione a delinquere, frode sportiva, violazione del segreto d’ufficio e peculato, e 19 partite della Serie A e una della Serie B, tutte della stagione 2004-2005, furono revisionate. Alla fine del luglio 2006 furono stilate le penalizzazioni per le squadre interessate: Juventus (che perse il titolo di Campione d’Italia 2004-2005 e retrocesse in Serie B), Milan, Fiorentina e Lazio, e fu riconosciuto l’Inter come vincitore del titolo di Campione d’Italia nella stagione 2005-2006.
Dai mesi successivi, fino al giugno del 2007, anche i club di Arezzo e Reggina sono finiti sotto indagine e penalizzati a loro volta.
Varie sanzioni sono state date anche ai dirigenti e arbitri coinvolti nella faccenda, con non poche dimissioni e arresti.
Tra il 2010-2011 sono state messe sotto indagine delle intercettazioni non prese in considerazione nel processo del 2006 che hanno coinvolto Inter, Livorno, Brescia, Cagliari, Chievo, Empoli, Palermo, Reggina (di nuovo) Udinese e Vicenza.
Insomma, Calciopoli ha interessato i più importanti club calcistici italiani, evidenziando come questo sport non sia soltanto goal e balli di vittoria.
Il mondo del calcio è un mondo spettacolare che riunisce grandi e piccoli con tante emozioni, ma non si è mai certi di quello che accade dietro gli spalti dello stadio.
