Un giorno un’amica di famiglia mi presentò davanti un foglio bianco con disegnati tanti piccoli puntini neri e mi chiese che cosa vedessi. Io risposi semplicemente: “Dei puntini neri!”. A quel punto lei, un po’ delusa, mi rispose: “Vedi, questo foglio è come la vita: fin da quando nasciamo il mondo ci insegna a sottolineare tutto ciò che non va. Infatti, appena hai visto il foglio hai notato solo i puntini neri e probabilmente hai pensato che il foglio fosse da buttare. Invece i puntini neri non fanno altro che mettere in evidenza quanto il foglio sia bianco intorno a loro!”
Noi siamo Camilla e Francesco, ci siamo conosciuti quest’estate, durante un’esperienza un po’ particolare che, nonostante la distanza, ci ha legato molto. Durante un piccolo momento di condivisione reciproca abbiamo riflettuto proprio su quanto al giorno d’oggi gli errori ci definiscano.
Viviamo in una società in cui le nostre cadute prendono il posto del nostro vero essere.
Se sbagli devi essere condannato,che sia con una critica,un giudizio o la solitudine, non importa: basta solo che tu venga punito. Riflettendoci ci siamo trovati d’accordo sul fatto che, per quanto l’errore possa avere la sua importanza e debba essere riconosciuto, non può e non deve definirci.
Tutti sbagliamo, è umano, ma se ogni volta ci dovessimo definire con quel punto nero nella nostra vita, il nostro diventerebbe un mondo di buchi neri. Purtroppo esistono già tanti piccoli buchi neri; basta guardarci intorno per accorgerci di come tanti giovani siano terrorizzati dal giudizio, proprio e altrui: ansia da prestazione, ossessione per l’eccellenza e timore di mettersi totalmente in gioco per vivere davvero.
E’ normale aver paura di sbagliare, ma questo non ci deve precludere dall’aver voglia di vita.
Chiunque è chiamato a vivere tutto d’un fiato, giorno per giorno, e questo implica anche cadere! E guarda un po’: solo cadendo ci possiamo rendere conto che, a volte, stare a terra fa bene, perché il freddo del suolo spesso ci da la spinta per rialzarci. L’errore è necessario alla vita e al progresso personale: che senso avrebbe restare sempre fermi, senza il coraggio di saltare dall’altra parte? La classica frase “sbagliando si impara”, spesso da fastidio, lo diciamo per esperienza, ma quanta verità nasconde!
Purtroppo spesso siamo noi stessi i primi ad etichettarci come “sbagliati”, invece di imparare davvero dalle esperienze. Riconoscere un errore porta ad avere una visione più realistica ed umana di noi stessi: non siamo automi (dal greco αυτόματος, che agisce di propria volontà meccanicamente) e accettare di sbagliare è il primo passo per ricominciare. Sbagliare ci dà consapevolezza di noi stessi, ci aiuta a comprenderci e a conoscere i nostri limiti e i punti di forza.
Gli sbagli possono lasciare un segno sulla nostra pelle che poi, piano piano, inizia a cicatrizzare, ma resta comunque impresso dentro di noi e nella nostra storia.
Tutti siamo contornati da piccole e grandi cicatrici: alcune smettono di essere doloranti in poco tempo, altre pulsano nonostante tutto.
Purtroppo spesso abbiamo paura di mostrare le nostre ferite, sia quelle già in fase di cicatrizzazione sia quelle ancora fresche e dolorose, poiché sono una grande vulnerabilità che spesso non ammettiamo neanche a noi stessi; infatti tendiamo a nasconderle senza pensare che quando una qualsiasi ferita non viene curata ma lasciata libera imputridisce, diventando sempre più dolorosa.
Ma quanto è bello quando qualcuno si prende cura delle nostre ferite!
Lasciandoci amare, proprio con tutte le nostre ferite, possiamo smettere di soffrire: affidare tutto se stesso ti salva.
Nelle nostre giornate facciamo i salti mortali per nascondere le nostre fragilità, ma spesso non capiamo che non dobbiamo essere perfetti per meritarci quell’amore che salva.
Essere fragili significa essere UMANI. Se non avessimo ferite, cicatrici, puntini neri non saremmo persone mortali destinate alla vita ma solamente dei gusci vuoti, bellissimi, ma vuoti: senza un bagaglio di storia personale non ci sarebbe la connessione intima, l’empatia e la custodia reciproca.
Tutto ciò che stiamo scrivendo non è solo teoria o fantasia, ma è realtà: la nostra amicizia è nata proprio così, grazie a una connessione personale non indifferente. Ci siamo avvicinati, Ci siamo raccontati e ci siamo custoditi l’un l’altra: abbiamo ritrovato le cicatrici che abbiamo nel cuore nella storia dell’altro e ci siamo amati senza posa.
Qui abbiamo riportato tutte le nostre riflessioni riguardo questo argomento proprio per mostrarti, caro lettore, che accettare i propri puntini neri è possibile! Ognuno ha la sua storia, contornata di sbagli, imperfezioni e ferite, ed è proprio tutto questo che ci rende ciò che siamo oggi, e che sicuramente non saremo domani, dato che siamo in una continua evoluzione interiore.
Noi abbiamo capito che tutti siamo tele bianche pronte ad essere ricoperte di vita, anche con tutti i nostri puntini neri, che non rovinano assolutamente la nostra esistenza, ma piuttosto mettono in risalto il bianco che hanno intorno.
E tu che stai leggendo, che valore dai ai tuoi puntini neri?
Riesci a non vedere solo quelli, ma a focalizzarti proprio sul bianco che li contorna?
Sappiamo che è faticoso cambiare punto di vista, ma fidati di noi, siamo qui per testimoniarlo! Tu sei davvero bianco, sei davvero luminoso! Scopriti e inizia a vivere la tua unica e meravigliosa vita!
