Classi itineranti

Quando è arrivata l’email in cui il preside andava spiegando la decisione degli organi collegiali di cambiare il sistema di svolgimento delle lezioni, da un punto di vista non solo organizzativo ma anche didattico-pedagogico, sono rimasto inizialmente molto dubbioso.

Apprezzavo il tentativo di intraprendere un cambiamento, di spendere energie e risorse nel fare qualcosa in un sistema che fa acqua da molte parti, tuttavia non riuscivo a trovarne delle effettive peculiarità.

Ultimamente molte decisioni portate avanti dal Ministero o dai singoli istituti mi hanno lasciato a desiderare, non tanto per il contenuto dei loro piani educativi ma per la fretta e la poca coscienziosità con cui sono stati intrapresi – mi riferisco per esempio alla scelta di molti istituti, indotti sicuramente da decisioni prese a livello ministeriale, di adottare libri di testo digitale, senza riflettere troppo sulle conseguenze anche dannose annesse e connesse.

Ma questa volta, almeno in parte, mi sono dovuto ricredere.

Uscire di classe a ogni cambio di ora, fare due passi e due parole con un compagno e cercare la nuova aula ha effettivamente aumentato il mio livello di attenzione, rendendomi sicuramente più produttivo. Un altro fatto che reputo positivo è che così facendo ogni studente è portato a viversi ogni luogo della scuola e non più solamente la propria aula: quella che prima era la classe ora diventa l’intera scuola, che ogni giorno si è portati a vivere a pieno e in ogni sua parte.

Si va sviluppando in noi tutti un senso di maggior rispetto verso gli spazi e gli oggetti scolastici, in quanto ogni azione volta a danneggiare ricadrebbe inevitabilmente anche su noi stessi.

E’ significativo anche un fattore più inconscio: muoversi di classe in classe a ciascun cambio di ora significa andare verso la propria lezione, andargli incontro, e non riceverla passivamente, aspettandola seduti al proprio banco; tutto questo porta all’assunzione degli studenti di un ruolo da protagonisti nel proprio percorso di studi e non di semplici spettatori.

Il fatto poi che ogni professore abbia modo di personalizzare la propria aula, munendosi di materiali e attrezzature specifiche riguardanti la propria materia permette ai ragazzi di entrare in una sorta di “mondo nuovo” ogni volta che cambiano argomento di lezione.

Di contro ci sono aspetti che impediscono il pieno funzionamento di questo nuovo progetto.

Il dover trasportare a ogni cambio dell’ora lo zaino può diventare pesante, soprattutto durante la ricreazione. Infatti molte volte capita di ritardare di qualche minuto a ritornare in classe e trovare così la classe successiva già nell’aula. Molti miei compagni hanno iniziato a portare con sé lo zaino, per ottimizzare il tempo di spostamento da aula a aula. Altrimenti il tempo impiegato a uscire di classe, tornare a prendere lo zaino e dirigersi verso la nuova lezione occuperebbe un parte significativa della ricreazione.
Mi è venuto naturale pensare che un’evoluzione di questo progetto, che potrebbe risolvere questo problema, potrebbe essere di fornire agli studenti degli armadietti.

Mi pare poi che un problema sia rappresentato dall’edificio; infatti la nostra struttura scolastica non è nata per un’organizzazione di questo tipo e perciò risulta essere inadeguata per molti aspetti, come i corridoi troppo stretti per il flusso di studenti a ogni cambio di ora o le aule, alcune, troppo piccole.

Nonostante tutto non mi sento di sollevare ulteriori critiche, è trascorso un breve periodo da quando è iniziata la scuola e ancora non sono emersi del tutto pregi e difetti.



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