“Tutti a scuola”: inaugurazione dell’anno scolastico 2023-2024 a Forlì.

“Tutti a scuola”, la tradizionale inaugurazione dell’anno scolastico ormai alla ventitreesima edizione, è andato in scena quest’anno dall’Istituto tecnico Saffi-Alberti di Forlì.
Studenti e docenti da tutta Italia si sono riuniti per assistere allo spettacolo, presentato da Flavio Insinna e Malika Ayane, con la partecipazione del Presidente della Repubblica, e, tra gli altri, del Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara e della ministra del Lavoro e delle Politiche sociali Marina Calderone.
Tra le delegazioni di studenti era presente anche quella toscana, composta da alcuni rappresentanti delle consulte provinciali della regione.
“La riapertura della scuola da sempre costituisce un’opportunità, una forte ragione di impegno comune, un motivo di speranza“, ha affermato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo discorso; e poi ancora: “I ragazzi sono a scuola per imparare, ma anche per crescere, per diventare protagonisti del loro futuro, non per adeguarsi passivamente, tantomeno per essere oggetto dell’omologazione, ma al contrario per sviluppare iniziative e creatività e metterle alla prova. La scuola deve essere sempre più aperta, accogliente e integrante, perchè è nella compagnia che si apprende ad avere idee”.
La scuola rappresenta un luogo di crescita prezioso, che permette ai giovani di accedere alla conoscenza e alla formazione, rendendoli liberi.
Non è una prigione, né un luogo da vivere passivamente, ma è un trampolino verso la libertà e un terreno fertile nel quale sbocciare, uscire alla luce e trovare il proprio posto, per non rimanere sotterrati nell’ignoranza.
Non è un luogo in cui rimanere soli, ma è un luogo nel quale si possono costruire rapporti di fraternità e non di estraneità, per unirsi e diventare rete.
Gli studenti sono i protagonisti, sono i semi che devono germogliare e sbocciare e non essere schiacciati.
Si può essere protagonisti se si guarda con l’orizzonte della speranza, prendendo a cuore ciò che si vive.
I care, “avere a cuore, interessarsi”, è l’insegnamento di Don Milani, che non vale soltanto per gli insegnanti. L’”I care” è uno sguardo sul mondo, in questo caso, sul mondo della scuola, che rivoluziona i rapporti, basandoli sull’empatia, sull’accoglienza e sulla condivisione.
Nella compagnia che cita il Presidente c’è questo sguardo, che dovrebbe essere adottato da ogni componente del mondo della scuola, perché è uno sguardo che dà spazio alla creatività e i giovani hanno bisogno di questo spazio, per meravigliarsi e appassionarsi, per germogliare.
C’è un unico confine: la capacità di sognare.
I giovani, si sa, sono grandi sognatori e la scuola ha bisogno di questi sogni.
Questo è l’augurio, che in quanto studentessa, mi sento di fare ai miei compagni: che questi anni scolastici possano essere tempo di crescita, di fraternità, di creatività, di ferite, di nuovi orizzonti e di sogni.
Buona scuola a tutti.
