20th Century Boys

“Un’opera di misteri tra passato e futuro”

20th Century Boys è un manga shonen di fantascienza ideato da Naoki Urasawa, famoso per aver creato opere come “Monster” e “Pluto”. Il primo capitolo fu pubblicato nel 1999 sulla rivista “Big Comic Spirits”, terminando nel 2006 con 249 capitoli raccolti in 22 volumi; nel 2007 uscì “21th Century Boys”, 16 nuovi capitoli che diedero una conclusione all’opera. Furono inoltre realizzati tre film live-action, che andarono in onda tra il 2008 e il 2009 nelle sale giapponesi.


Quest’opera tratta svariati temi, quali la nostalgia, l’amicizia, l’infanzia, l’innocenza e il perdono, ma anche la manipolazione, la degenerazione del potere, l’abbandono e il sentimento di colpa.

Il titolo dell’opera è tratto dall’omonima canzone dei T.Rex, canzone che veniva ascoltata dal protagonista, Kenji Endo, il quale, essendo un assiduo ascoltatore del rock, faceva finta di suonare con una scopa. All’interno del manga infatti sono presenti svariati riferimenti a quel genere musicale e ai suoi principali esponenti, ad esempio viene citato il festival di Woodstock oppure band come i Beatles. Questo serve non solo a far suscitare nostalgia a coloro che leggono, ma anche ad immedesimarsi nei personaggi, i quali sono spinti dallo stesso sentimento che prova il lettore.

La nostalgia è infatti molto importante all’interno della storia, è ciò che spinge i personaggi a fare ciò che fanno, è ciò che muove le sorti del mondo: tutto inizia nel 1969 a Tokyo, in Giappone, dove un gruppo di amici, formato dal protagonista e altri bambini, crea un fortino nascosto tra le frasche e all’interno di questo i bambini fanno finta di essere cattivi (che tentano di distruggere il mondo) ed eroi (che tentano di fermare i cattivi); così scrivono il “libro delle profezie”, dove escogitano un modo per estinguere la razza umana, con tanto di “robottoni” e virus letali (elementi molto presenti nella cultura pop a quei tempi), e lo sotterrano, in modo da aprirlo in futuro per salvare il mondo.

Così il tempo passa fino ad arrivare al 1997. Quelli che prima erano bambini diventano adulti, dimenticandosi del passato e della loro infanzia e conducendo vite normali: Kenji ad esempio gestisce un negozio di alimentari con sua madre, in seguito alla sua carriera da chitarrista che non ha avuto grande successo. Il problema nasce quando inizia a circolare un simbolo particolare, identico a quello che avevano ideato il protagonista e i suoi amici da piccoli: più avanti nella storia si capisce che appartiene ad una setta chiamata “dell’Amico” dove il suo principale esponente si faceva chiamare per l’appunto “l’Amico”. A questo punto il protagonista, insieme ad altri suoi vecchi amici, decide di indagare meglio sull’identità di quest’ultimo e su ciò che esso voglia compiere: scoprirà infatti che “l’Amico” è uno tra i suoi vecchi amici e che trama di distruggere il mondo secondo il “libro delle profezie”.

E’ importante dunque soffermarsi sulla figura “dell’Amico”, nonché del “cattivo” dell’opera, un individuo misterioso dall’identità sconosciuta: infatti esso è riuscito non solo a creare una setta con dei seguaci attraverso l’inganno, ma anche a realizzare ciò che da piccoli aveva ordito con i suoi amici. La sua setta, che con il tempo si trasformerà in un vero e proprio partito, ha come ideali una sorta di “bene comune” che si può raggiungere solo avendo fede “nell’Amico” e nei suoi “poteri”; ciò che l’Amico vuole esprimere è il concetto di “superuomo” che si può raggiungere solo diventando un tutt’uno con l’universo e perdendo la propria individualità di essere umano.

Un’altra caratteristica importante dell’opera è la varietà e l’originalità dei personaggi, i quali sono tanti e tutti diversi tra loro: essi hanno tutti un ruolo specifico e determinante nella storia, ed in ognuno di loro è possibile trovare tratti diversi e peculiari che li rendono unici; inoltre ognuno di loro presenta una storia approfondita con risvolti inaspettati che può far emozionare il lettore.

Per quanto riguarda la mia esperienza posso dire che 20th Century Boys sia uno dei manga più avvincenti che abbia mai letto: mi sono immedesimato nei personaggi che, come quando ero piccolo io, si atteggiano innocentemente e trascorrono la loro vita come se fosse un eterno gioco e che da adulti si ritrovano immersi nello stesso gioco, il quale però ha preso una piega macabra e insidiosa. Mi ha affascinato la cura dei dettagli con la quale l’autore è riuscito ha raccontare la sua storia e di come anche una cosa che può sembrare poco rilevante possa trasformarsi in qualcosa che sconvolge la trama e crea colpi di scena. Infine il mistero che si cela dietro l’opera suscita curiosità e voglia di continuare la lettura, per esempio l’identità dell’amico, che risulta essere un tassello fondamentale per sventare i suoi piani.

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