“Sono diventato la morte, il distruttore di mondi”
Oppenheimer, citando la Gita durante il Trinity test
J. R. Oppenheimer era un cittadino americano, un fisico brillante che con il collega Bron aveva scoperto il paradosso di Born-Oppenheimer e durante gli anni 30 aveva svolto ricerche in giro per l’Europa, finché nel 1942 la sua attività di ricercatore si era incrociata con il progetto Manhattan, un progetto segreto americano finalizzato alla creazione di armi ad alto potenziale per vincere la guerra. Lo scienziato venne scelto perché geniale non solo nel campo della fisica, ma anche per la sua capacità di coordinare gli altri ricercatori facenti parte dell’impresa, provenienti da tutto il mondo.
Al di fuori del laboratorio Oppenheimer aveva avuto rapporti con professori e giornalisti del partito comunsita americano ed era membro dell’associazione non governativa filosovietica American Liberty Civil Union, ma, visto il suo ruolo centrale nel progetto, il governo statunitense lo lasciò lavorare indisturbato.
Il 16 luglio del 1945 si decise di collaudare la prima bomba atomica chiamata “Gadget” nel deserto di Jornada del Muerto, in Messico. La detonazione dell’ordigno andò a buon fine e tutti i presenti all’esperimento si ritrovarono di fronte ad un’esplosione senza precedenti.
Alcuni studiosi erano euforici, altri avendo compreso la potenza dell’arma piansero, ma la maggior parte delle persone rimase in silenzio, consapevole che il mondo non sarebbe più stato lo stesso, l’umanità aveva scoperto la scissione nucleare . Nelle settimane seguenti, il fisico non si oppose allo sgancio di Little Boy su Hiroshima, ma si scontrò direttamente con il presidente Truman riguardo alla volontà del presidente di utilizzare l’arma su Nagasaki, poichè il mondo aveva già conosciuto la potenza degli Stati Uniti e il Giappone si sarebbe arreso ugualmente. Durante il secondo Dopoguerra Oppenheimer venne ostracizzato dalla società americana a causa del suo rosso passato politico e tentò in ogni modo di ostacolare il progetto della bomba a idrogeno, ancora più pericolosa rispetto alla precedente invenzione. Negli anni ‘60 lo scienziato venne riabilitato nella società americana e si dedicò a divulgare i rischi della bomba atomica, inoltre affermò più volte di essere un convinto pacifista. Nel ‘65 il fisico scoprì di avere un tumore terminale e interpretò la malattia come una punizione divina per aver partecipato alla creazione di una macchina mortale e solo due anni più tardi, morì.
In molti potrebbero affermare che Oppenheimer abbia compiuto delle scelte etiche discutibili prendendo parte al progetto Manhattan, ma senza il suo contributo probabilmente la seconda guerra mondiale sarebbe durata più a lungo e il mondo non avrebbe mai beneficiato delle altre applicazioni pratiche della scoperta della scissione atomica come le centrali nucleari, che hanno salvato intere nazioni dalla crisi energetica.
Spesso si dimentica che nel corso della storia recente molte invenzioni rivoluzionarie ( internet, i razzi spaziali, l’editing genetico) sono nate a scopi bellici e poi si sono adattate ad ambienti più pacifici. Qual è il prezzo da pagare per il progresso? E’ possibile che gli uomini riescano ad evolversi solo in presenza della necessità di prevalere l’uno sull’altro in un conflitto?
