Libri di testo, in che direzione stiamo andando?


Giorni fa, in una normale ora di scuola, il professore ha esordito la sua lezione annunciando un cambiamento, a parer mio epocale, che dal prossimo anno riguarderà tutti noi studenti. Pare che il Ministero abbia abbassato il tetto massimo di spesa per i libri di testo scolastici (fatto in sé positivo). Così i professori, riunitisi in consiglio per scegliere i nuovi volumi, si sono trovati costretti ad affrontare una grande criticità: il budget stanziato dal Ministero non permette l’acquisto di tutti i volumi di testo necessari. Inizialmente straniti da questo preambolo, forse perché mai ci siamo interessati più di tanto a questo genere di questioni, abbiamo chiesto, ora curiosi, quale potesse mai essere la soluzione trovata. ‘Dal prossimo anno non avrete più tutti i libri in forma cartacea, una buona parte sarà in forma digitale’. Ecco come il professore ha risposto: abbandonare la carta e buttarci a capofitto verso questa ambita digitalizzazione. E’ iniziato così un dibattito tra membri della classe che ritenevano inaccettabile e assurda questa decisione e membri che invece ritenevano che questo fosse quanto di più naturale potesse accadere, soltanto una tappa più in là nel nostro percorso evolutivo di modernizzazione. 

La risposta definitiva a questo dilemma, che definirei persino etico, non c’è, e questo è ciò che trovo più destabilizzante.

Per farmi un’idea più completa riguardo l’argomento, ho iniziato a vagliare i pro e i contro. Ho subito pensato al risparmio economico, che dovrebbe essere esiguo, di oltre il 40 per cento secondo molte fonti. Naturalmente anche il peso sarebbe notevolmente limitato, di oltre il 90 per cento secondo le stesse fonti, riducendo così notevolmente il sovraccarico degli studenti. Ci sarebbe anche un fattore ecologico di risparmio della carta stampata, che trovo però inutile in quanto anche una così alta e intensa produzione e un successivo smantellamento degli e-reader, esclusivamente destinati alla scuola e quindi non utilizzabili al posto dei Telefoni o altri dispositivi, porterebbe ad altre forme di inquinamento. Un’altra argomentazione favorevole penso sia l’aumento dell’efficienza del lavoro svolto in classe, con la conseguente ottimizzazione del tempo sprecato, per esempio, a sistemare appunti mal scritti o interi schemi. Non penso però che questo si possa considerare un fatto solamente positivo, in quanto andrebbe ancora di più a limitare lo sforzo e quindi l’impegno che lo studente deve mettere nel processo di apprendimento. Da un articolo, decisamente ottimista e favorevole riguardo questa digitalizzazione scolastica, ho riportato il seguente estratto, dove si parla di alcune funzionalità di questi apparecchi: ‘Si tratta di supporti che è possibile leggere con il programma di sintesi vocale sfruttando il riconoscimento dello scritto per riprodurlo a voce alta, con funzioni che consentono di evidenziare parti importanti e prendere appunti, riassumere interi testi e realizzare mappe concettuali per mettere in collegamento argomenti diversi’. 

Quanto queste tecnologie semplificherebbero la vita allo studente? Ma quanto invece andrebbero a influenzare negativamente il processo di apprendimento, il desiderio di conoscere e la voglia di fare?

L’apprendimento, la conoscenza, è prima di tutto fatica, poi naturalmente anche piacere. Questo era noto già nell’antichità, ai tempi di Alessandro Magno, che riteneva la lettura e la scrittura un grande esercizio di virtù interiore, compiuto con piacere in vista del conseguente e finale benessere. 

Quali sono gli aspetti negativi di questo cambiamento? In termini pratici ho pensato a una maggiore fragilità di un dispositivo di questo tipo rispetto a un libro e perciò, non considerata la questione economica, a possibili inefficienze dovute alla mancanza del libro di testo. Inoltre credo che l’uso di tali dispositivi aumenterebbe notevolmente il grado di distrazione, come d’altronde abbiamo già avuto modo di vedere con i telefoni, che hanno notevolmente abbassato il nostro livello di attenzione. Confrontandomi con i miei compagni e amici è emerso più volte quanto tempo passassero davanti ai propri telefoni o computer; alcuni mi hanno rivelato che possono stare anche 8\10 ore al giorno davanti allo schermo. La scuola fino ad adesso, almeno in linea teorica, è rimasta quel mondo in cui per almeno 5 ore si sta lontani da queste forme di distrazione e ci si concentra su altro. Se anche questo spazio fosse vissuto per mezzo di dispositivi tecnologici, per non parlare del tempo passato a studiare il pomeriggio, vivremmo completamente immersi in un mondo per la maggior parte digitale. 

Mi chiedo quanto questo possa essere positivo per la nostra salute, sia fisica che psichica.

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