Quante parole ci hanno cambiato la vita?
Basti pensare a quanti semplici “ciao” ci hanno fatto incontrare persone che ora sono fondamentali nelle nostre giornate.
Quante parole ci hanno ferito?
Parole dette senza cura, senza essere state scelte attentamente, parole non pensate, parole buttate nella tempesta che però hanno lasciato una ferita, più o meno profonda, dentro di noi.
Quanto stiamo male quando non esprimiamo i nostri sentimenti?
Ci riempiamo di emozioni, specialmente quelle negative, che piano piano appesantiscono e, senza nemmeno rendersene conto, iniziano a farti annegare dentro la tua stessa immensità.
Quante volte ci ritroviamo nel testo di una canzone o nelle parole di un libro?
Potrei andare avanti per ore con questo tipo di riflessioni, ma tutto questo è solo per dire che le parole formano le nostre giornate, le nostre esperienze, la nostra vita.
Spesso non ce ne accorgiamo, ma il dialogo, la condivisione, le parole sono il perno di ciò che costituisce il nostro essere.
Parlare è il modo più bello per mostrare al mondo il nostro bellissimo mare interiore! Fare in modo che la voce sia strumento del cuore! I legami che vanno ben oltre il cenno della testa quando ci si incrocia per strada si creano solamente attraverso qualche cosa che ci lega all’altro.
A volte la paura ci blocca dal parlare, dall’uscire dal nostro nascondiglio, ma quanto è bello sapere che anche il mondo che ti circonda non è così male! Quel passo in avanti è una delle cose più difficili che si possano fare, lo riconosco, ma un consiglio, una parola di conforto o un semplice sguardo possono essere forti come una spinta inaspettata, che riesce a farti cadere ma che ti dona la voglia di rialzarti. E’ proprio in quel momento, quando ormai il passo è stato fatto, che è il giusto istante per raccontarsi.
Narrare la propria felicità! La sensazione di libertà quando si tirano fuori cose mai dette, esperienze nascoste agli occhi altrui ma che sono luminescenti dentro di noi, sentimenti accumulati in un cassettino in un angolo della nostra memoria.
Gio Evan, cantautore e poeta italiano, scrive “Credo nelle parole che non sono mai state pronunciate”. Questo perchè hanno una potenza immensa!
Parla, caro lettore, tira fuori le cose che hai detto solo a te stesso, nel silenzio della tua camera ma nella confusione del tuo oceano: di ad alta voce cose che ti sei sempre nascosto, urla ciò che non ti sta bene. Nuota caro lettore, non farti annegare dai sentimenti mai urlati al vento.
Capita, invece, di venire fraintesi o di fraintendere qualcuno, a causa della mancanza di attenta selezione alle parole che si usano. Alda Merini scriveva “Mi piace la gente che sceglie con cura le parole da non dire”. Questo è fondamentale in ogni relazione. Prendersi cura dell’altro, custodirlo, è anche stare attenti alle parole che si usano, pensare di donarle con la delicatezza di un bacio sulla fronte, senza lanciarle addosso all’altro, così da non rischiare di farle mettere in ordine dall’interlocutore che,ingenuamente, potrebbe non indovinare l’ordine giusto del pensiero e capire una cosa totalmente diversa da ciò che si voleva far intendere. Ma quanto è difficile spiegare per bene ciò che ormai è stato frainteso; far capire qual era il nostro vero intento e far retrocedere la persona?
Le parole hanno un peso immenso! Parlare, esporsi, implica una responsabilità,implica rischiare. Fa paura? si! Fa bene? SI!
Perciò, caro lettore, scegli con cura le parole, usa la tua voce come mezzo per tirare fuori tutta la bellezza della tua anima, accarezza ciò che dici e renditi conto dei colori che le parole celano.
