Cosa succede quando una ricca ereditiera statunitense decide a tutti costi di voler diventare una cantante lirica, nonostante la sua totale assenza di talento canoro? Nascono “splendidi” album come The Glory???? of human voice, prodotto e inciso dalla stravagante Lady Florence.
Florence Foster Jenkins nasce da una famiglia facoltosa nel 1868 e studia canto e pianoforte sin da giovanissima. A 15 anni i genitori decidono di sospendere gli studi della figlia poiché si era dimostrata scarsamente dotata in musica. ormai nella giovane ragazza divampava il fuoco di quella che per lei non era solo una semplice passione, ma scopo della sua vita. Per scappare dalla sua famiglia poco solidale Florence si sposa con un vecchio medico, il dottor Jenkins che le trasmise la sifilide, malattia che altera in parte i suoi sensi e che la rende dunque per tutta la vita inconsapevole della sue mancanze in materia di musica.
Dopo alcuni anni Florence conosce e sposa Sinclair un uomo molto più giovane di lei con cui conduce un matrimonio bianco, unicamente interessato alla grande somma di denaro che il padre della donna, morto da poco, aveva lasciato alla straordinaria cantante. Con queste nuove, enormi, disponibilità economiche Florence decide, spinta dal suo amore per l’arte, di fondare il Verdi club, un’associazione filantropica che non solo accoglie gli artisti più celebri, ma fornisce anche del denaro ai musicisti meno noti e dunque poco retribuiti così che possano sostentarsi senza interrompere le proprie attività artistiche.
Più che quarantenne, la Jenkins decide che non vuole più godersi gli spettacoli dei migliori cantanti dell’epoca in platea, ma vuole tornare sul palco per donare la sua voce al pubblico.
Si inizia dunque con le lezioni assieme al pianista Cosmè Mcmoon. L’alta società del Verdi club non può fare altro se non appoggiare la fantasia della disgraziata donna che vive in un mondo chiuso e falso, controllato severamente da Sinclair. Le persone intorno a lady Foster sono si dimostrano così entusiaste delle sue performance che questa decide di esibirsi. Gli spettacoli si tengono in teatri tassativamente chiusi a critici e giornalisti. Il pubblico viene rigidamente selezionato e solitamente coincide con i membri del Verdi club. Di questi spettacoli non rimangono dunque recensioni, ma si racconta che si siano verificati episodi di risate durante lo spettacolo, oppure fischi, che però Florence scambiava per gesti di apprezzamento e di riconoscenza di alcuni suoi ammiratori. Con queste premesse la sgraziata artista decide di autofinanziare il proprio disco The glory of human voice rinominato più tardi The Glory ???? of human voice per ovvie ragioni. Ascoltando i brani si ha la sensazione che Florence,nonostante i suoi evidenti limiti fisici, voglia trascinarci con lei nel suo mondo fittizio in cui sotto le note stonate e stridenti si percepisce la forte passione per la musica che sosteneva Jenkins nella sua lotta personale contro la sifilide
Nel ‘44 Lady Florence,76enne, decide di porre fine alla sua carriera, ma per un’artista straordinaria come lei si crede, bisogna terminare con un concerto indimenticabile ed in effetti, ciò avviene.
L’anziana sborsa una quantità esorbitante di denaro per affittare il Carnegie Hall, un teatro in cui in quel periodo si esibivano artisti del calibro di Maria Callas o Frank Sinatra.
In questo caso Sinclair non riesce a tenere lontani i giornalisti, né tantomeno a selezionare il pubblico perciò l’esibizione è un fallimento colossale e le principali testate giornalistiche di New York massacrano la fragile Florence che dopo poche settimane muore d’infarto. Poco prima di sparire questa avrebbe detto “la gente può dire che non so cantare, ma non potrà mai dire che non ho cantato”.
Se si sente un pezzo di Florence le risate sono quasi impossibili da trattenere, fermondoci a riflettere sulle vicende di questa straordinaria personalità, viene dimostrato che il talento, che Florence non è riuscita a comprare, è, in alcuni contesti,solo un inutile accessorio dell’artista.
