Tuttiateatro

Buio. Sipario. Riflettori. Ecco, il teatro. Chi non ha mai sognato di salire sopra un palcoscenico ed essere acclamato dal pubblico? Un palcoscenico dove si raccontano vite, storie, incredibili avventure, mitiche tragedie e scherzi esilaranti.

Eppure non sempre il teatro si è dimostrato un luogo per tutti.

Difficilmente infatti ci è capitato di veder recitare delle persone in sedia a rotelle o con disabilità intellettive.

Ma perché? Per raccontare una storia a teatro, a tutti gli effetti, non servono particolari capacità fisiche o mentali: basta la passione.

Ed è ciò che “Tuttiateatro” ha capito. No, non è stato scritto male, è il nome di questa associazione APS (“associazione di promozione sociale”) grossetana che si propone di portare a teatro ragazzi normodotati e ragazzi disabili in egual misura.

In effetti, chiamare Tuttiateatro solo un’associazione è riduttivo.

Tuttiateatro è un gruppo. Un gruppo inclusivo, alimentato dell’amicizia che lega i suoi componenti e da una forte passione per lo spettacolo, così da creare una compagnia teatrale unica nel suo genere, ma non per questo meno “vera” delle altre.

Tutti sono al pari di tutti, nessuno viene lasciato indietro e ci si aiuta a vicenda a crescere, uniti da uno spirito di gruppo costantemente valorizzato in ogni piccola decisione e azione.

Ma come nasce Tuttiateatro?

2004, quarto anno ginnasio, l’insegnante di latino e greco Bernardina Tarlati entra nella sua classe con in mente un’interessante lezione.

La professoressa infatti ha un figlio, Benedetto, un ragazzo disabile, un ragazzo per il quale era difficile, ai tempi, essere integrato in un gruppo, scolastico o meno.

Qual è il compito degli studenti dunque? Trovare un’attività per integrare i ragazzi disabili.

Due delle alunne, Eleonora Guelfi e Mariagiulia Pichenino, hanno così una grande idea: siccome già facevano corsi di teatro, perché non proporre la loro passione alla professoressa?

È una trovata vincente.

Dal 2005/2006 la classe della Tarlati e altri studenti del liceo classico si mette a fare teatro e a portare in scena degli spettacoli, mentre piano piano l’entità di Tuttiateatro 

Va a formarsi.

Qualcosa però ancora manca. Ma ecco, il punto di svolta.

Nel 2008 usce “Mamma mia”, un musical che ha un successo strepitoso, successo che arriva pure in Italia fino a giungere alle porte della sala prove di Tuttiateatro.

E allora sia: nel 2009, con lo spettacolo “Un viaggio indimenticabile” liberamente tratto dall’incredibile musical, la compagnia teatrale ha fatto centro.

E tutta un’ascesa poi.

Ottengono sponsor, soldi, il loro logo della mongolfiera viene creato dai ragazzi del professionale grafico pubblicitario con un progetto scolastico, fino ad arrivare agli Industri coi loro musical, un “marchio di fabbrica” ormai consolidato.

Dal 18 ottobre 2012, Tuttiateatro diventa una ONLUS (dal dicembre scorso, con la riforma del terzo settore, è invece APS), siccome sin dal 2004 è stata con l’AGGBPH (l’Associazione Genitori Grossetani Bambini Portatori di Handicap)

Il gruppo non ha grandi voci o i migliori performer, ma ha sempre quella passione dentro di sè, quella la cui miccia si accende a “sipario”, prende fuoco a “palco” e divampa a “teatro”.

Teatro che, nel 2020, ha chiuso.

Perché con le mascherine e il distanziamento sociale come puoi raccontare una storia?

Tuttiateatro ha bisogno di cooperazione e umanità, e soprattutto ha bisogno di contatti coi giovani e dunque con la scuola, dove tutto è cominciato e dove tutto, sempre, ritorna: i più giovani possono così entrare a far parte del gruppo e imparare come ci si relazione con le persone diversamente abili.

Ma la passione perdura ed eccoci qua, 2023, e Tuttiateatro è più in forma che mai.

E, ancora una volta, si ripropone coi suoi obbiettivi: l’educazione sociale, poiché il mondo della disabilità non deve suscitare “compassione”, ma deve essere trattato con spontaneità e semplicità (spesso, il troppo perbenismo è più discriminatorio), una parità nel trattamento tra ragazzi abili e non e ultimo, ma ovviamente non per importanza, la realizzazione di uno spettacolo in cui tutti gli attori si sentano valorizzati. E a proposito: da non perdere sarà sicuramente quello che la compagnia metterà in scena il 2 giugno alla Fattoria la Principina, con scene liberamente ispirate al musical “Grease”.

Però la curiosità è troppa a questo punto: come si svolge una lezione di un Tuttiateatro che riaccende i motori e si prepara ad un nuovo spettacolo?

Innanzitutto, ogni lezione inizia con un gioco divertente per entrare nello spirito del teatro e, soprattutto, del gruppo, ma nel quale si lavora anche sulla coordinazione e concentrazione.

Poi, siccome è il primo giorno di prove per il nuovo musical, si distribuiscono dei copioni: ognuno avrà la chance di recitare una parte, così da capire chi meglio entra nei panni di un personaggio.

Ovviamente, gli insegnanti non se ne stanno con le mani in mano, ma danno consigli di dizione, espressività, movimento, respirazione e intonazione.

Nessuno è messo sotto pressione, ma tutti sono spronati a dare il meglio, aiutati dagli altri. E se capita un piccolo errore, ci si scherza sù, andrà meglio la prossima prova, alla prima nessuno è perfetto: dopotutto, lo spettacolo nuovo sarà a giugno, c’è tempo per migliorarsi.

Solo sbagliando e riprovando, perseverando, ricevendo correzioni, chiedendo consigli, così da entrare nel personaggio e dandogli un nuovo carattere, rendendolo proprio, si può arrivare alla produzione finale.

Tutti recitano, pure i ragazzi con disabilità, poiché sono una parte integrante del gruppo: lo spettacolo si compone di ogni singolo attore, che sia una comparsa o il protagonista.

E tra i ragazzi con disabilità, rientrano anche quelli sulla sedia a rotelle. Nonostante la loro mobilità limitata, non sono sul palco tanto per fare, sono veri e propri attori recitanti che vanno integrati nella scena.

Quelle di Tuttiateatro non sono solo lezioni di teatro, ma vere e proprie lezioni umane.

“Noi non siamo una vera scuola di recitazione, ma i nostri ragazzi hanno una marcia in più. Quando vanno in scena, pensano alla loro parte e ad aiutare gli altri”, ecco cos’è questo fantastico gruppo: tanto amore verso il teatro e verso gli altri compagni.

Tuttiateatro è un gruppo unico proprio perché abbatte i limiti che la società impone e vede una passerella dove c’è una scala.

Ringrazio il consiglio direttivo per avermi lasciato raccontare la storia di questo incredibile gruppo e per avermi fatto entrare in una delle loro lezioni.

Il teatro è per tutti, nessuno escluso.

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