La moda. La tendenza. L’influenza.
È difficile trovare ai nostri tempi qualcuno che prescinda da esse, non ne faccia riferimento, non ne sia condizionato.
Sì, ma che cos’è questa moda?
<< La parola moda >> ci viene in aiuto il dizionario Treccani << designa l’usanza o il gusto del momento che cambia a causa di una continua ricerca del nuovo >>.
Ciò che piace di più oggi, ma domani già non sarà più il centro dell’attenzione. Quel paio di pantaloni degli anni ’70 che sono tornati a popolare i negozi delle multinazionali. Quel cantante che ora è il più “in” e tutti vanno ai suoi concerti sapendo sì e no mezza canzone. Il locale più in voga di Milano che ha le prenotazioni piene fino al prossimo anno (e delle quali probabilmente la metà verranno disdette tra un paio di mesi, quando sarà sorpassato da quell’altro locale che sta per essere inaugurato e dove anche solo un drink ti costa un terno al Lotto).
Questa è la moda.
Perché la gente si stufa in fretta. La gente si annoia a forza di sentirsi dire le stesse cose, ad andare negli stessi posti, a vestirsi nello stesso modo.
C’è sempre bisogno di un qualcosa di più, non è mai abbastanza, e allora si fanno le corse per accaparrarsi il nuovo Iphone 23 Pro Max Mega Super “2 minuti, mezzo Giga, 3.000 messaggi”, quando il prossimo mese sarà da buttare, perché verrà rilasciato il nuovo modello Iphone 23 Pro Max Mega Super +. Cosa avrà di diverso da quello precedente? Ha un “+” nel nome. Mi sembra abbastanza.
Ma la moda non si ferma all’oggettistica, va oltre, fino ad arrivare alle correnti di pensiero. Ed è qui che diventa propaganda politica e sociale.
Salvini sbarcato su TikTok, Berlusconi che fa i meme, la stessa canzone “Sono Giorgia, sono una donna, sono cristiana” è propaganda politica, seppur indiretta.
Seguendo così le tendenze del momento, i politici riescono ad accaparrarsi una fetta di elettori giovani molto ampia, con spesso anche motivazioni e proposte molto blande.
Se non abbiamo ideali politici precisi, meglio votare quello che ci sembra il meno peggio, di cui abbiamo visto quella mezza intervista ma uff, era troppo lunga, e l’abbiamo interrotta prima della fine, che espone quelle due, tre idee che ci vanno un po’ a genio, si veste con il completo Gucci, e ci sembra che sia più simile a noi, proprio perché fa quello che tutti fanno: seguire la moda.
Ma la moda chi la detta? Chi è che ci dice che quello ora è di tendenza e quell’altro invece non lo è più? Gli influencer, coloro che appunto “influenzano” le nostre opinioni e i nostri gusti momentanei e sono a loro volta pagati per farlo dalle grandi multinazionali.
La moda è business, andiamo. È tutto un “Chi offre di più? Che al miglior offerente assicuro di indossare durante le mie interviste i modelli della sua ultima collezione, di fare una storia su Instagram dove dico di votare un certo partito, un TikTok dove mostro il mio splendido soggiorno al nuovo hotel ‘ti domotizzo pure le mutande’ “.
E chi è l’influencer per eccellenza nel mondo? Colei che ha creato questo vero e proprio lavoro? La nostra Chiara Ferragni.
Ha iniziato con un umile esordio, non dobbiamo immaginare nulla di che. Eppure il modo in cui si vestiva, parlava, mangiava, camminava, insomma, viveva, piaceva alla gente.
Ed ora eccola qua, una delle donne più influenti nel mondo della moda, specialmente nel settore abbigliamento, col quale spesso si mette in gioco in temi sociali – basti pensare agli abiti che ha indossato a Sanremo, realizzati da Dior e Schiapparelli, e ai loro significati: quella è propaganda sociale-.
Chiara Ferragni ha più che mai dimostrato di sapere e poter muovere le azioni delle masse, ma è interessante come lo faccia spesso per promuovere temi senza sfondo commerciale, ma culturale – ovviamente, dando sempre risalto alla propria immagine -.
Riprendendo l’esempio di prima, coi vestiti che ha indossato al Festival Italiano della Canzone ha “riportato l’attenzione sui diritti delle donne”, proponendo una serie di tematiche, dalla liberazione degli stereotipi di genere al diritto all’aborto – lo stesso “Pensati libera” è un’invito alla lotta delle donne contro una società prettamente maschilista che cerca in tutti i modi di “rimetterle al loro posto” -.
Essere influencer significa dunque avere un grande peso sulle proprie spalle, poiché si è colei o colui che influenzerà le persone, specialmente i giovani, ad una serie di scelte e ideologie, ed è un compito che deve essere preso con serietà ed estrema delicatezza.
L’ultima parola sta però ovviamente sempre a noi: seguiremo la moda o, come disse Coco Chanel, il nostro “stile”?
