La storia della medicina

L’evoluzione della medicina

Per medicina intendiamo quella scienza finalizzata allo studio, al trattamento ed alla prevenzione delle malattie. Studiare la sua storia permette di capire come sia cambiato l’approccio della società alla malattia dall’antichità ad oggi. La storia della medicina, e la storia della scienza in generale, è stata tortuosa, piena di imprevisti, casualità e colpi di genio. Nel corso dei secoli, le spiegazioni dei fenomeni naturali sono gradualmente passate da spiegazioni puramente mitologico-teologiche a descrizioni più razionali e empiriche.

Eppure si parla ancora di miracoli o si sentono espressioni non scientifiche come “natura ribelle”, come se la natura avesse una volontà propria e si rifiutasse di lasciarsi imbrigliare dal progresso tecnologico e scientifico.

La prima forma di medicina risale al V secolo a.C. ed è associata all’immagine di Ippocrate di Coo, il medico greco che presta il giuramento ai medici di oggi. La prima esposizione scientifica della medicina che descrive in dettaglio i principali sintomi della malattia è associata al cosiddetto “padre della medicina”. Inoltre, secondo i suoi studi, le malattie hanno un’origine naturale dovuta a uno squilibrio tra i quattro umori (sangue, flemma, bile gialla e nera) che regolano l’organismo. Secondo la teoria di Ippocrate, l’evoluzione e il decorso della malattia esprimono i tentativi spontanei dell’organismo di risolvere il problema e quindi di guarire se stesso.

Pertanto, la medicina greca si è allontanata dalle credenze religiose e dalle pratiche magiche e verso una metodologia più razionale ed empirica.

A differenza dei greci, i romani non hanno scritto una storia della medicina particolarmente rilevante. La maggior parte delle tradizioni sono state riportate dalla Grecia. Tuttavia, il ritrovamento di alcuni strumenti “medici” attesta che i primi ospedali, così come le prime cure ginecologiche, ebbero origine nell’antica Roma.

Un’altra figura che dominò il campo della medicina dopo Ippocrate e nel Rinascimento fu Galeno, medico dei gladiatori di Pergamo e poi di Marco Aurelio.Attribuiamo alla sua attività di apprendimento la nascita della specializzazione, che innovò il campo della diagnosi, della prognosi e della terapia, concentrando la fase interamente sull’organo o sugli organi malati.

Andando avanti con gli anni non si può non citare la medicina medievale, che ha rappresentato un vero e proprio passo indietro rispetto alle scoperte precedenti. Ciò fu causato dalle ondate di barbari che invasero l’Europa e molti trattati di medicina andarono distrutti e perduti.

Conoscenze condivise

I protagonisti nello sviluppo della storia medica sono le istituzioni. La conoscenza, infatti, deve essere trasmessa e ogni conoscenza ha bisogno di un mezzo per essere trasmessa di generazione in generazione. Pensa a Leonardo da Vinci. Il suo genio (solitario) si è completamente sprecato nel campo della medicina. Le sue tavole anatomiche, se fossero state rese pubbliche nel XVI secolo, sarebbero state un passo avanti e uno stimolo alla ricerca, ma quelle ritrovate nel XVIII secolo sono oggi materiale museale. Scuole mediche ellenistiche, monasteri medievali, scuole arabe, università, prima l’invenzione della carta, poi la stampa, e oggi l’invenzione dei supporti informatici hanno sempre rappresentato i motori del progresso nella storia della medicina.

La ricerca non ha fine

Intelligente o meno, astuto o meno, fortunato o no, ogni passo in avanti è una pietra miliare che diventa la base di nuove scoperte. In medicina, per citare il filosofo Karl Popper, “non c’è fine alla ricerca”. Ogni nuova risposta a una vecchia domanda suscita più curiosità e ulteriori domande a cui rispondere ulteriormente.

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