Come anelli d’accrescimento

Le neuroscienze hanno dimostrato che il cervello non è capace di inventare volti che non abbia mai visto prima, per questo nei nostri sogni ci capita di trovare persone che non conosciamo, ma semplicemente abbiamo visto, per esempio dei passanti, dunque possiamo ipotizzare che la realtà non sia un sogno o un prodotto della nostra mente, confutando, di fatto, la filosofia del solipsismo. Tuttavia non è da escludere che la realtà stessa, ovvero ciò che percepiamo, non sia a sua volta la riproduzione di un sogno più potente. Perciò mettere a confronto solipsismo e neuroscienze è piuttosto riduttivo, poiché la scienza, in quanto umana, è limitata, e si trova, si direbbe, su un livello inferiore rispetto ad una realtà oggettiva e completa. Basandoci sulla logica che, paradossalmente, essendo anch’essa frutto dell’uomo, è ciò che si avvicina di più a quella realtà completa e finita, possiamo perciò dichiarare che ci siano vari livelli più o meno vicini alla Realtà.

È necessario, per proseguire, introdurre i concetti delle tre realtà e dei livelli: ci sono tre tipi di realtà, quella percepita e influenzata dai pensieri e dalle conoscenze, oltre che dai sensi e dagli stati d’animo; la Realtà (che identificheremo con l’iniziale maiuscola) che invece rappresenta un universo totalmente oggettivo a cui non sappiamo di poter accedere o a cui non possiamo farlo e la realtà 0, ovvero tutte quelle conoscenze che sono proprie dell’umano dalla nascita, ovvero la coscienza comune: ciò che è oggettivo per la comunità. Per quanto riguarda i livelli sono disposti come sottoinsiemi concentrici della Realtà. Ad ogni livello corrisponde una realtà 0, che al suo interno ha delle realtà, in questo modo vediamo come la disposizione dei livelli vada a creare una struttura simile a quella dell’interno degli alberi, in cui ogni anello è un livello al cui interno sono comprese le realtà, quando, invece, la corteccia è rappresentata dalla Realtà. Il livello immediatamente inferiore alla Realtà è dunque il livello 1, quello sotto sarà il 2 e via discorrendo. Tra ogni livello c’è però un filtro che non permette alle idee di un livello superiore di trasmettersi ad un livello inferiore, almeno non del tutto. Ogni livello contiene delle realtà in dipendenza da degli esseri coscienti, ma è importante sottolineare che le realtà hanno anch’esse dei filtri e perciò anche questo articolo non trasmetterà completamente le idee degli autori ai propri lettori, ma saranno sporcate dalla soggettività, data dai filtri tra realtà, dall’interpretazione. Questi filtri sono ciò che impediscono ai concetti oggettivi propri della Realtà di essere trasmessi ai livelli inferiori, quindi ogni gradino ha di fatto un bias, un filtro in più rispetto al superiore. Per spiegare meglio questi concetti, proponiamo un esempio: quando ci si trova in un cinema ed è presente un cartello con su scritto “vietato fumare”, questa regola, presente nella realtà alla quale si appartiene, non viene applicata ai personaggi del film, poiché verrebbe trasmesso un concetto, un’idea, da una realtà superiore ad una inferiore senza che questo venga filtrato. I personaggi, che si presuppone non sappiano di trovarsi in un film, non sono dunque obbligati a seguire una regola di un livello superiore, anche perchè la loro realtà 0 li obbliga a credere che il loro sia il nostro equivalente di “mondo reale”, che per quanto ne sappiamo potrebbe essere anch’esso una simulazione come il film stesso. Quindi, di base, l’unica cosa che possiamo sapere o giudicare del livello del film è il fatto che i personaggi ritengano ciò che considerano proprio della Realtà, Reale, sia in verità fallace, in quanto filtrato da un livello, ma tutto ciò lo possiamo affermare solo in quanto facenti parte di un livello superiore. Quello che loro ritengono Realtà si rivela fallace, poiché noi, essendo ad un livello superiore al loro possiamo affermare che il loro sia un livello inferiore al nostro, quindi ciò che loro ritengono Reale, è in verità parte della realtà comune ovvero quella che abbiamo definito realtà zero. Però, a questo punto non c’è nulla che vieti a ciò che viviamo, alla realtà che percepiamo, di essere anch’essa una proiezione di un’altra o una simulazione. Similmente a quella dell’Iperuranio, la teoria che stiamo esponendo prende in considerazione che ci sia un piano delle idee che, nel nostro caso, equivale, però, alla Realtà, che nel suo livello combacia alla realtà 0 ed ad una sola realtà, che appartiene ad un unico essere, il Demiurgo, in grado, grazie alla sua soggettività di accedere all’Iperuranio e creare le idee che vengono inviate ai livelli inferiori e vengono filtrate.

Ricordiamo ai lettori che ci sono due assiomi inviolabili alla base di questa teoria: il primo è che gli esseri coscienti di un livello non possono elevarsi un livello superiore; e il secondo, implicatorio del primo, indica che gli esseri coscienti non possono descrivere la Realtà, poiché considerano Realtà ciò che è invece la realtà 0 del livello in cui si trovano.  

Poiché la nostra mente è limitata, in quanto situata in un livello inferiore a quello della Realtà, ci risulta ostico, anzi impossibile, visualizzare una struttura non ricorsiva dei livelli di questo sistema. Infatti se pensiamo ad un livello ci viene automatico ritenere che questo sia stato creato a sua volta da un livello più alto, dunque anche l’introduzione di un’ipotetica entità superiore, risulterebbe alle nostre menti un’illusione, una convenzione fallace, proprio per il fatto che ci è impossibile immaginare che un essere cosciente superiore non possa essere stato, a sua volta, creato da un altro essere ancora più alto, e che di conseguenza sia localizzato sul livello appena più elevato, fino al livello della Realtà. Pertanto questa entità può esistere come no, ma per la limitatezza delle nostre menti non può essere contemplata. Per questa ragione il sistema della simulazione che abbiamo ricreato, basato sulle leggi della logica, può solo aiutarci ad indagare la Realtà e a descriverla, per comprenderla e conoscerla meglio, ma senza mai potervi accedere.

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