Esplorazione di Marte

Marte, chiamato anche pianeta rosso per via del suo colore caratteristico, è il quarto pianeta del sistema solare in ordine di distanza dal Sole dopo Mercurio, Venere e la Terra. 

Fin dall’antichità le varie popolazioni tennero traccia del moto del pianeta. Gli Incas lo chiamavano Augakuh, i babilonesi lo chiamavo Nirgal mentre i romani associarono al suo colore il dio della guerra, Marte.

Da anni ormai l’interessante per la scoperta del pianeta è altissimo. Il primo oggetto terrestre a posarsi sul territorio marziano è stato il lander Viking della NASA. Quest’ultimo era un dispositivo di superficie che aveva utilizzato un piccolo braccio robotico per esaminare la superficie del territorio. La situazione mutò con l’utilizzo del rover. I rover sono dei robot mobili che consentono di esplorare Marte comprendo parti ampie di territorio. La NASA ad oggi ha inviato 5 rover: Sorjourner, Spirit, Opportunity, Curiosity e Perseverance. 

Nel 1997 venne spedito il primo, Sorjourner. Dalle telecamere di esso era possibile avere delle foto in 3D del pianeta ma dal punto di vista tecnologico l’aspettò più interessante era il Rocker Boige, il meccanismo che gestiva il movimento sul terreno dei Rover permettendogli di superare ostacoli. Il rover sfortunatamente però funzionò soltanto 90 giorni avendo batterie ricaricabili con la fioca luce solare.

L’ultimo rover inviato è il Perseverance, precisamente il 18 fabbraio 2021, che grazie ad una trivella era in grado di perforare la superficie. Grazie ad esso abbiamo raccolto il primo campione di suolo marziano. Il suo compito consiste nel studiare la geologia del luogo, prelevare campioni da analizzare e studiare eventuali tracce di vita passata. Recentemente ha trovato rocce sull’ superficie di Marte che contengono molecole organiche e che, secondo esperti, potrebbero essere “una possibile forma di vita”.

Le molecole organiche, trovate dal rover Perseverance non sono molecole biologiche, ma comprendono una vasta gamma di comporti in particolare carbonio, idrogeno e ossigeno ma anche azoto fosforo e zolfo.

Altre missioni sono previste per il 2024 e probabilmente ne seguiranno una dozzina fino al 2040, anno in cui la SpaceX, secondo le dichiarazioni del suo fondatore Elon Musk, dovrebbe far sbarcare i primi astronauti sul pianeta. 

Ci sono però svariate problematiche da tenere a mente. Secondo il sito web della NASA infatti con i mezzi attuali il tempo di viaggio necessario per portare l’equipaggiamento su Marte dovrebbe essere di circa nove mesi. Ciò rende le missioni di rifornimenti impraticabili perché gli astronauti non possono aspettare così a lungo per ricevere spedizioni di carburante, cibo e altri rifornimenti. Inoltre le distanze coinvolte creano disagi anche per quanto riguarda la sicurezza degli astronauti e la produzione di energia. Una problematica quindi è senza dubbio il tempo. Ne abbiamo poi altre riguardanti la traiettoria del volo, la gestione del carburante, le comunicazioni con la terra e l’inserimento orbitale. Gli astronauti però, superate le svariate difficoltà, dovranno trascorrere due anni sulla superficie del pianeta, facendo analisi chimico-fisiche, studi di geologia, ma fattore più importante, cercheranno eventuali tracce di vita passata.

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