Senza posa

Non mi ero mai resa conto di quanto siano preziose le relazioni, fin quando non ho iniziato a starci dentro, vivendo legami che liberano.

Come può un legame liberare?

Spesso abbiamo paura di mostrarci per ciò che siamo, temiamo che qualcuno possa giudicarci, vogliamo a tutti i costi piacere ed essere considerati e facciamo l’errore di credere che non siamo abbastanza agli occhi degli altri, perchè è altro ciò che cercano.

A questo punto, solitamente, si presentano due strade. 

La prima è quella di costruire qualcosa che copra la nostra unicità, che ci permetta di raggiungere gli standard e le richieste. Ergiamo muri sempre più alti e sempre più resistenti per nascondere noi stessi e iniziamo ad imparare i movimenti, il modo di vestire, di parlare e gli atteggiamenti delle persone che ci appaiono forti, dalle quali vorremmo essere considerati. Ci dimentichiamo di quando da piccoli una corsa su un prato ci rendeva felici e di come un bacio ci faceva passare il dolore di una ferita. Eppure quelle sensazioni sono dentro di noi, ma ormai siamo quel muro e tutto ciò che conta è al di fuori.

La seconda strada riguarda sempre la costruzione di una barriera, ma non per apparire in modo diverso, bensì per scomparire. Costruiamo barriere per isolarci, spaventati dal mondo e dalla vita. Non ci interessa essere come tutti gli altri né nascondere quello che siamo per diventare qualcun altro; ci interessa proteggerci. Proteggerci da quelle persone che ci sembrano così distanti da noi, che sono tutte uguali e con le quali non riusciamo a confrontarci, perché ci sentiamo diversi, sbagliati, fuori-posto. Vogliamo proteggere questa diversità e crediamo che l’unica soluzione possa essere quella di trattenerla, mantenendola al sicuro. Non vogliamo che nessuno si avvicini, perché potrebbe soltanto giudicare o farci sentire ancora più sbagliati. In questo spazio conteniamo tutto ciò che siamo, guardiamo il mondo da un piccolo foro tra le pietre e ci convinciamo che quella è la felicità, mantenere la nostra unicità al sicuro e guardare tutto da lontano, senza rischiare che qualcuno possa conoscerci pienamente.

Io ho preso la seconda strada e sono stata per tanto tempo dietro al mio muro, che stabiliva le distanze con gli altri, senza mai permettere a nessuno di entrare. Sola, ma al sicuro. In quello spazio protetto era contenuto tutto il mio mare, calmo e in tempesta e facevo attenzione che nessuna goccia d’acqua uscisse. La mia unicità, che un mio amico ha definito “mare”, non poteva essere ostacolata da quel muro, non poteva essere arginata da uno scoglio.

Non poteva e non era giusto, perché per stare al sicuro, non ho vissuto.

Tutto è cambiato quando alcuni legami mi hanno liberata, demolendo ciò che avevo costruito per difendermi.

Libera, ho iniziato a vivere veramente. 

Sono stati gli abbracci, le carezze, le parole dolci e un’amore gigante a buttare giù quel muro. A questo punto mi sono trovata a vivere la mia più grande paura, quella di essere vista per ciò che sono. Fragile e con gli occhi fissi a terra aspettavo che tutti scappassero o iniziassero a giudicarmi. Mi hanno amata, invece! Mi hanno ringraziata di essermi mostrata nelle mie fragilità, nei miei dolori, nelle mie difficoltà e si sono tuffati a bomba nel mio mare.

Nel mare di ognuno le tempeste e le mareggiate sono piene di vita, non proviamo ad arginarle! “Come può uno scoglio arginare il mare?” si chiedeva Battisti.

Ho iniziato quindi ad essere me stessa, ad amare a modo mio. Così ho capito l’importanza dei gesti d’amore. Un abbraccio può salvarti la vita, un sorriso può farti capire quanto sia bella, un bacio può lasciare il mio amore sulla pelle di chi amo. Allora perché spesso si pensa che questi gesti siano scontati e che alla fine non dimostrano amore quanto invece ne dimostrano l’essere sempre online su whatsapp per rispondere subito o i regali costosi? Vogliamo essere amati, alla mia età siamo costantemente alla ricerca del ragazzo o della ragazza ideale; ma siamo disposti ad amare?

Amare significa rischiare, distruggere le barriere e lasciarsi vedere, significa cercare, scoprire, accogliere, donarsi. Donare se stessi, non è questo preziosissimo? L’amore rende amabili, ricordiamocelo. Non pretendiamo amore se decidiamo di rimanere dietro il nostro muro o se decidiamo di essere quel muro.

Un abbraccio, un bacio, una carezza, una parola, possono far crollare quello che abbiamo costruito. Di fronte all’amore non è necessaria una posa.

“Lasciati e amare e ama senza posa

rimani saldo anche se crolla ogni cosa”

Questa frase riassume molto di quello che ho detto (è infatti la mia ispirazione) e mi è stata donata nel momento in cui tutto era crollato.

Le barriere che ci costruiamo non sono vita, noi non siamo quei muri, possiamo credere di esserlo, ma quando crolleranno, l’unico modo per rimanere saldi, e quindi per vivere, è l’amore.

L’amore è la risposta, è ciò che ci dà la forza di andare avanti.

Quindi, poniamo attenzione alle parole, ai gesti, alle cure che ogni giorno riceviamo e impegniamoci a compiere anche noi quel gesto che non abbiamo mai avuto il coraggio di compiere (che sia un abbraccio ad una amico o un ti voglio bene ai nostri genitori).

Iniziamo a vivere le relazioni con verità, abitando le gioie e i conflitti, senza scappare. A volte potrebbe succedere che un legame inizi a farci male e ci troviamo in una crisi; non è sbagliato fare un passo indietro se quel passo è fatto con amore, perché nei legami che liberano c’è lo spazio per muoversi, conoscersi, allontanarsi, riconoscersi, amarsi senza pretese.

Ricercate i legami che liberano e “Via tutte queste barriere, fate entrare l’amore”!!

Avanti con amore, sempre.

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