“Yuzuru Hanyu, from Japan!”.
Questo è come è spesso stato annunciato il pattinatore nipponico mentre entrava nella pista ghiacciata, toccandola con le mani a mo di saluto, preparandosi per il suo programma.
Yuzuru Hanyu, nato il sette dicembre 1994 a Sendai, Giappone, è considerato il più grande pattinatore di tutti i tempi, il G.O.A.T. del pattinaggio artistico su ghiaccio, vincitore ben due volte dell’oro alle Olimpiadi.
Ma non c’è da stupirsi di ciò, poiché la carriera dell’atleta è iniziata dalla sua più tenera età.
Infatti sin da quando aveva circa quattro anni, Hanyu ha iniziato e praticare lo sport, esordiendo già nel 2004 in competizioni nazionali.
Ma dal 2005 l’allenatrice Nanami Abe diventa la sua coach e il ragazzo inizia a ottenere risultati sempre più concreti, arrivando nella stagione 2006/2007 a classificarsi terzo nei Campionati Nazionali Giapponesi categoria Junior.
Il suo debutto internazionale è avvenuto nel 2008 col Junior Grand Prix tenutosi a Merano, in Italia, ma solo nel 2009 Hanyu è riuscito a vincervi l’oro, che l’anno dopo avrebbe vinto pure ai Campionati Mondiali.
Nella stagione 2010/2011 Hanyu ha fatto quindi il suo ingresso ufficiale nella categoria Senior.
Ma sempre nel 2011, purtroppo, il terremoto e maremoto del Giappone segna la vita del pattinatore (leggenda vuole che si stesse allenando quando sono partite le prime scosse e sia scappato dalla pista con ancora indosso i pattini), che da quel momento in poi donerà i soldi ottenuti con le sue vittorie per aiutare le famiglie delle vittime della sciagura e per la ricostruzione della sua città natale, completamente distrutta.
Ma senza pista di pattinaggio, il ragazzo era stato costretto ad allenarsi altrove, fino a prendere la decisione di trasferirsi a Toronto, in Canada, dove il suo allenatore sarebbe diventato Brian Orser, coach della campionessa olimpica del 2010, Yuna Kim.
Nel 2012 riesce quindi a portare a casa il bronzo ai Mondiali.
Nella stagione successiva per il pattinatore è un susseguirsi di record personali e addirittura mondiali.
Ma è nel 2014 che Yuzuru Hanyu segna una volta per tutte la propria impronta nella storia del pattinaggio, nonché la svolta totale nella sua carriera.
Avendo vinto la finale del Grand Prix dell’anno prima, si era qualificato per le Olimpiadi di Sochi 2014.
Col programma corto, “Parisienne Walkways”,
Hanyu riesce ad ottenere 101,45 punti, superando col nuovo sistema ISU la barriera dei 100 punti, ancora mai raggiunta da nessun pattinatore.
È un grande traguardo per il diciannovenne, arrivato a Sochi “senza niente da perdere”, ma la vittoria più grande arriverà il giorno dopo.
Infatti nonostante le due cadute nel programma libero, Hanyu si classificherà primo anche questa volta, aggiudicandosi quindi il titolo di campione olimpico – nonché quello di primo giapponese a vincere l’oro ai giochi olimpici di pattinaggio di figura -.
Il mondo del pattinaggio impazzisce per Yuzuru Hanyu, che diventa piano piano il modello di ispirazione per le nuove generazioni, nonché volto più conosciuto e acclamato del suo sport.
Purtroppo però, la stagione successiva non sarà molto semplice per il giapponese, che dovrà affrontare una serie continua di infortuni – uno dei quali capitato proprio durante il warm-up prima di una competizione, dovuto ad uno scontro con un altro pattinatore -, riuscendo a qualificarsi a malapena per la finale del Grand Prix – che riesce tuttavia a vincere -.
Ma nella stagione 2015-2016 Hanyu torna a fare la storia, raggiungendo durante l’NHK Trophy punteggi superiori al 200 nel programma lungo e al 300 nel totale, stabilendo quindi nuovi record mondiali – che durante la stagione sarebbero stati battuti più e più volte dallo stesso atleta nipponico -.
Nel 2016-2017, dopo qualche medaglia d’oro sottratagli dal diciottenne americano Nathan Chen, destinato a diventare il maggior rivale del giapponese negli anni a venire, Hanyu si presenta ai mondiali di Helsinki, dove dà vita a quello che è considerato dai più il programma lungo più bella della storia del pattinaggio artistico su ghiaccio, ovvero il suo programma “Hope and Legacy” – al cui finale Massimiliano Ambesi, analista e commentatore italiano per Eurosport, commenterà con grinta “Bentornati sul Pianeta Hanyu. Abitanti: 1. Solo lui! -, che gli varrà l’oro e un nuovo record mondiale.
Tutto sembra quindi prospettare per la migliore delle ipotesi alle Olimpiadi di Pyeongchang, Corea del Sud.
Ma a causa di un infortunio alla caviglia destra – che aveva già dato in passato molte noie al pattinatore e che per tutto l’arco della sua carriera continuerà a dargliene -, Hanyu è costretto a ritirarsi dal Grand Prix, facendo temere a tutti anche un ritiro dalle Olimpiadi, per le quali, essendo il campione in carica, aveva già la partecipazione assicurata.
Ma nonostante avesse potuto ricominciare a pattinare solo dall’inizio di gennaio e avesse potuto ricominciare a fare i salti quadrupli solo due settimane prima dell’evento, il pattinatore atterra in Corea pieno di grinta.
Pattinando programmi a lui già noti dalle stagioni precedenti, il giapponese riesce ad arrivare primo al programma corto.
E alla fine dell’iconico programma lungo “Seimei”, un raggiante e infervorito Hanyu punta in alto l’indice, mentre una montagna di peluche di Winnie The Pooh – la “mascotte” simbolo dell’atleta, il cui pupazzo lo aveva accompagnato in tutti i kiss&cry sin dai suoi anni Junior – viene fatta cadere attorno a lui.
L’indice non è solo un gesto, è il simbolo di vittoria, una garanzia che si porterà a casa la medaglia d’oro. Quando Hanyu sente di aver vinto, nonostante non sappia ancora il punteggio finale, alza quel dito, e tutti sanno già che il giapponese finirà in cima al podio.
E anche stavolta è così.
Accompagnato dal connazionale Shoma Uno e dal compagno di allenamento – nonché suo grande amico – Javier Fernandez, Yuzuru Hanyu vince l’oro olimpico per la seconda volta, impresa in cui solo Dick Button aveva avuto successo nel secondo dopoguerra.
Dopo le Olimpiadi, il pattinatore annuncia che non parteciperà ai Mondiali per cercare di concentrarsi sul suo infortunio, ma riesce comunque a mettere su uno show in aprile, dove invita i suoi idoli tra i pattinatori, tra cui Evgeni Plushenko.
La stagione 2018-2019 è nuovamente fallata a causa della sua caviglia destra, per colpa della quale dovrà rinunciare alla finale del Grand Prix.
All’inizio della stagione successiva Hanyu riesce a vincere il suo primo Skate Canada, nel quale pattina uno dei suoi programmi più famosi, “Origin”.
Alla finale del Grand Prix di Torino perde l’oro a favore di Nathan Chen, che si riscatta così dalla pessima performance delle Olimpiadi precedenti. Durante la conferenza stampa al termine della competizione, i due atleti hanno modo di parlare davanti ai giornalisti di come ormai l’ambizione primaria di Hanyu non è quella di vincere le competizioni, ma quella di atterrare il primo Quadruplo Axel della storia, salto considerato fisicamente quasi impossibile e del quale Chen commenta: “Aspetto che lui (Yuzuru) faccia un Axel Quadruplo, poi vedremo cosa succederà”.
L’ultima gara della stagione è quella dei Quattro Continenti, che riesce a vincere, ottenendo così il Super Slam, cioè il completamento delle gare più importanti a livello Junior e Senior. Tutt’oggi è l’unico pattinatore uomo ad averlo completato.
Purtroppo per colpa del Covid-19 deve interrompere non solo la sua partecipazione alle competizioni, ma anche il suo allenamento in presenza con Brian Orser.
Hanyu approfitta però della situazione per completare il suo percorso di laurea, che conclude con la sua tesi su “L’utilizzo della tecnologia di motion capture 3D nel pattinaggio di figura”, nella quale illustra come la tecnologia 3D che lui ha utilizzato per studiare i suoi salti possa essere utilizzata nelle gare per ottenere un punteggio più preciso e affidabile di quello tutt’ora esistente.
Al ritorno della stagione competitiva, la prima gara a cui prende parte nuovamente nel 2020 sono le nazionali giapponesi, che vince, mentre dovrà accontentarsi del bronzo ai Mondiali di Stoccolma, dopo i quali dichiara di aver avuto un attacco d’asma a seguito del programma lungo, nel quale non era visibilmente nella sua migliore forma.
Ritiratosi dal Grand Prix 2021, ripartecipa ai Campionati Nazionali giapponesi, durante i quali sconvolge tutti portando un programma che comprende un Quadruplo Axel, che tuttavia non riesce ad eseguire correttamente, non completando la rotazione e atterrando su due piedi, il che gli varrà il downgrade del salto, che sarà valutato come Triplo Axel – il che gli costerà deduzioni ulteriori -.
Siamo però di nuovo in periodo di Olimpiadi e l’atleta, nonostante molte insicurezze sulla sua partecipazione, arriva a Pechino solo poco prima delle competizioni, per le quali riproporrà i programmi delle nazionali giapponesi.
Durante il lungo ritenta dunque nuovamente il salto tanto bramato, che porta a termine sempre con qualche imprecisione e dei dubbi sull’atterraggio.
Durante una breve intervista dopo il programma arriva però il verdetto: seppur sottoruotato, il salto è stato atterrato su un piede.
Il Quadruplo Axel viene quindi confermato e Yuzuru Hanyu – che, al momento della notizia, sbarra gli occhi incredulo e tira un sospiro di di sollievo – raggiunge il sogno di una vita, quello per cui ha combattuto e si è allenato anni e anni, nonostante l’età ormai avanzata per un pattinatore ai suoi livelli e i vari infortuni e problemi di salute, il sogno che molti avevano dato per vano e irraggiungibile ma che non aveva mai abbandonato e per il quale, anzi, non si era mai dato per vinto.
Il Galà alla fine delle Olimpiadi, in cui ripropone l’emozionante programma di “Haru Yo, Koi”, nel quale il giapponese raccoglie dei pezzetti di ghiaccio e li lancia in aria come se fossero petali, sarà l’ultima volta che pattinerà per un evento di competizione.
Infatti nel luglio 2022 annuncia il suo ritiro dal mondo delle gare per dedicarsi alla sua carriera professionale.
Il mese dopo apre un canale youtube, il suo primo social, dove condivide col web consigli e aiuti, oltre che a video di allenamento.
Ma anche se non parteciperà più alle competizioni, il pattinatore ha dichiarato di voler continuare la ricerca nel perfezionamento dell’Axel.
La leggenda che è stata Yuzuru Hanyu rimarrà per sempre nella storia del pattinaggio artistico su ghiaccio, che ha acquistato molta popolarità nel corso della carriera dell’atleta, che ha ispirato molti pattinatori della generazione attuale, come Ilia Malinin, giovane statunitense che è riuscito ad atterrare correttamente per la prima volta il Quadruplo Axel in competizione.
