I giovani e I pericoli del Web

Nel Febbraio del 2004 nasce Facebook Inc., oggi rinominata come Meta. Nel 6 ottobre 2010 viene lanciata la piattaforma di Instagram. Un’altra piattaforma che sta spopolando è Tik Tok. Possiamo quindi considerare i principali social come un qualcosa di relativamente nuovo. Chi non ha mai messo un like a un posto di Facebook o Instagram.

Ma le persone che hanno vissuto senza questi social, parliamo della generazione X e Y, vedono con malocchio queste nuove tecnologie. Non tutte specifichiamo ma di certo tutte le mamme. Quante volte la vostra madre incolpa il telefono o la play per un malore che avete? A me capita sempre.

“Questo perché stai sempre al telefonino, poi ci credo che ti senti male!”, un classico del repertorio delle mamme.

Le mamme magari hanno torto quando pensano che un male alla gamba sia dovuto al tempo passato a giocare alla play, ma non hanno tutti i torti sul fatto che internet ci espone a dei pericoli, più o meno gravi.

Oramai anche le scuole, prevalentemente con educazione civica, trattano dei rischi della rete. Chi non ha mai sentito parlare di cyberBullismo? Il fenomeno che comprende diversi atteggiamenti che il bullo può avere in rete; alcuni esempi sono il body-shaming o inviare o pubblicare pettegolezzi, dicerie crudeli o foto compromettenti per danneggiare la reputazione della vittima o le amicizie. Anche postare commenti ai post della vittima in cui la si insulta è una forma di cyberbullismo, come la tortura psicologia di quest’ultima. Quindi se qualcuno si sente vittima di cyberbullismo deve cercare di esprimersi con qualcuno, che sia un genitore o un insegnante non ha importanza, e parlare del problema. Poi, con l’aiuto dell’adulto nel caso di minorenne, è possibile ricorrere alla legge che punisce il Bullismo e il Cyberbullismo, la quale è stata approvata la L. 71/2017, intitolata “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del cyberbullismo”. L’articolo numero 2 della soprannominata legge prevede la possibilità di richiedere al gestore del sito o al titolare del social network l’immediato oscuramento, il blocco o la rimozione dei contenuti illeciti pubblicati online; invece l’articolo uno prevede di “… contrastare il cyberbullismo con azioni a carattere preventivo e con una strategia di attenzione, tutela ed educazione nei confronti dei minori coinvolti, sia nella posizione di vittime sia in quella di responsabili di illeciti, assicurando l’attuazione degli interventi senza distinzione di età nell’ambito delle istituzioni scolastiche.”

Il World Wide Web non è però utilizzato da soli adolescenti ma anche da persone adulte malintenzionate che attraverso l’utilizzo di falsi account adesca la vittima a volte minorenne, in quanto ignara dei pericoli del web, e fa in modo di avere materiale audio video illecito.

Un altro problema di cui molte persone sono vittime è il furto d’identità. Molti pensano che dietro ad un furto di identità ci sia un hacker ma bisogna fare una classificazione di quest’ultimi; infatti esistono i White Hat hacker(hacker con cappello bianco) ed i Black Hat hacker(hacker con cappello nero). Un’hacker in generale è una persona che ha una conoscenza molto approfondita dell’informatica, di questi coloro che utilizzano le loro conoscenze per quella che si chiama cybersicurezza sono i White Hat hacker, conosciuti anche come Ethical Hacker. Chi di loro invece che utilizza il web e le sue conoscenze per attuare atti criminali vengono chiamati Black Hat hacker, nel caso in cui ci sia un profitto dietro all’atto criminale vengono chiamati anche Cracker. I metodi con cui un hacker possa rubare credenziali, informazioni bancari sono molte dalla posta indesiderata (spam) al phishing. Può succedere quindi che quando ci impattiamo in un link online di immettere delle credenziali e che un malintenzionato riesca, grazie all’ausilio di algoritmi, ad entrare con forza bruta in un account con l’utilizzo delle password più gettonate (tutti almeno una volta nella vita abbiamo messo come password proprio “password”).

In generale è sempre sconsigliato cliccare su dei link ambigui, in particolare se vengono inviate da mittenti via posta che non si conoscono, anche se sono inviati da persone che si conoscono perché potrebbero essere link che portano a pagine web infettate o in cui dovete immettere credenziali o informazioni personali.

I consigli per prevenire il più possibile dall’essere soggetti a un furto d’identità sono di cambiare le proprie password almeno ogni sei mesi, di non comunicare credenziali a persone anche conosciute e non utilizzare la stessa password per tutti i servizi. Ciò di sicuro non vieta a un cracker di entrare nel vostro sistema e attraverso l’utilizzo di malware, come keylogger, di avere le vostre password ma ciò riduce le possibilità di esserne oggetto.

Il Web non è un mondo del tutto sicuro, ma seguendo le dovute precauzione e seguendo le netiquette, ovvero le norme non scritte che un utente dovrebbe seguire online come essere sempre rispettosi o usare un registro linguistico adeguato alla situazione, si può navigare con sicurezza e divertirsi coni propri amici ma ricordiamo di non esagerare.

“Un animo grande disprezza la grandezza e preferisce la moderazione agli eccessi; quella è utile e vitale, questi, invece, nocciono, proprio perché sono superflui.”

SENECA ANNEO LUCIO

Il 28% degli adolescenti mostra una problematica sicuramente da non sottovalutare: la dipendenza dagli stessi social network. La dipendenza dai social è un problema che si mostra sempre di più nei giovani di oggi; infatti alcuni di loro non riuscirebbero a resistere una sola settimana senza i loro smartphone. L’eccesso in particolar modo dell’utilizzo dei device non è salutare perché compromette anche il benessere del sonno e del riposo e fa sentire la vittima stanca e sfaticata. Chi si sentisse oppresso ai sociali può fare una Challenge che consiste nello stare un fine settimana senza telefono per scoprire se si è affetti o meno di dipendenza. Se dopo poche ore sentite il bisogno di aprire disperatamente il telefono allora è consigliato consultarsi con il proprio medico. Ci sono anche dei comportamenti che possono aiutare la “disintossicazione” dal telefono. Alcuni esempi sono:

  1. Disattivare le notifiche dei social network.
  2. Nascondete le icone delle app più ‘distraenti’.
  3. Impostate un’immagine di sfondo dissuadente.
  4. Nascondete lo smartphone.
  5. Installate un’app che limitino l’utilizzo del telefono.
  6. Non tenete lo smartphone in camera da letto.

In ogni caso è sempre bene parlarne con i propri genitori, o con i propri amici e nell’eventualità contattare uno psichiatra per essere aiutati.

Quindi le regole per una buona ed salutare sessione sul web sono: Moderazione, Sicurezza e Netiquette.

Chi segue le sopra elencate regole e le segue al meglio può considerarsi un buon utente del Web. Ricordatevi della netiquette quando commentate in dei forum o sotto dei post ed evitate di avere atteggiamenti denigratori nei confronti di altri utenti, non credete a tutto e a tutti online e soprattutto state attenti. 

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