Intervista collettiva a studenti delle scuole superiori
Ricreando l’atmosfera di Comizi d’amore (citando il commento di un mio professore), con il desiderio di conoscere le opinioni dei miei coetanei, ho proposto a vari studenti delle scuole superiori di spiegare con le loro parole il significato dell’amore.
Alla base della nostra esistenza vi è l’amore, un sentimento travolgente che tende alla felicità reciproca; la costante linea direttrice delle nostre vite.
Sull’amore sono stati scritti trattati, elogi, film e canzoni. Molti uomini hanno discusso riguardo questo tema. L’esempio lampante è il Simposio di Platone, un dialogo in cui ciascuno degli interlocutori espone la propria teoria su Eros (Amore).
Tra queste teorie è presente il mito dell’androgino raccontato da Aristofane. Secondo questo mito, in un lontano passato la specie umana era costituita da tre generi: maschio, femmina e androgino. Quest’ultimo aveva quattro mani e gambe di numero uguale a quello delle mani, inoltre, su un collo sempre rotondeggiante, c’erano due volti opposti l’uno all’altro; le orecchie erano quattro, i genitali doppi e tutto il resto come ci può figurare partendo da questi dati. Essendo molto forti e arroganti, gli androgini pensarono di poter sfidare gli dei. Zeus, per punirli, decise di dividerli in due. Ogni metà, avendo nostalgia dell’altra sua metà, la raggiungeva. Così è da tempi molto lontani che si è instaurato nell’uomo l’amore per i suoi simili: è l’amore che ripristina la nostra primitiva natura, quell’amore che, di due esseri, si sforza di farne uno solo. Ciascuno di noi è dunque la parte complementare di un uomo […] E così, quando gli succede di imbattersi in quella metà di sé, si sente da quel momento misteriosamente in preda a un forte sentimento di affetto, d’intimità e di amore, e si rifiuta, per così dire, di separarsi dall’altro, anche per poco tempo. Eppure costoro che passano insieme la vita dall’inizio alla fine sono persone che non sarebbero nemmeno in grado di dire che cosa desiderano ottenere l’una dall’altra. Nessuno infatti direbbe che sia il mero godimento sessuale la ragione del piacere che ciascuno di loro prova nel vivere accanto all’altro con tanta passione. È un’altra la cosa cui, palesemente, l’anima di ciascuno di loro aspira, una cosa che non sa dire a parole, un desiderio di cui ha piuttosto un vago presentimento che esprime in forma enigmatica.
In queste parole ci troviamo dunque di fronte ad un sentimento enigmatico, si prova a spiegarne la nascita e l’esistenza, ma come si può definire?
Agatone, nel celebre dialogo platonico, afferma che chiunque sia toccato da Amore, anche se prima era estraneo alle Muse, diventa un poeta.
Questo pensiero, anche se scritto in un tempo molto lontano da noi, ritengo che sia molto attuale e me lo hanno dimostrato le risposte ricevute alla domanda “che cos’è l’amore?”
“Secondo me la definizione di amore è da ricercarsi nell’altra faccia della stessa medaglia: l’odio. L’odio è, dal punto di vista quanto più incompleto e distorto di un quindicenne, il provare estrema repulsione verso un concetto. Quindi cos’è l’amore? Può esistere senza l’odio? A mio parere no, perchè l’amore e l’odio portano sovente l’uno all’altro. L’amore dunque è, ad ogni costo, aprirsi e rendersi vulnerabili a qualsiasi tipo di ferita, a costo di arrivare all’odio, che forse in fondo è solo la forma più pura di amore. L’amore è sperimentare e noi siamo sia cavie sia coloro che fanno l’esperimento. L’amore è odio e l’odio è amore, perché l’amore porta anche all’odio verso chi minaccia l’oggetto del tuo amore, e quell’odio è il simbolo più puro dell’amore, è la natura umana che lo impone, giusto o sbagliato che sia. L’amore è attentare a se stessi.”
A.
“Quando provo a spiegare i sentimenti per una persona mi trovo in difficoltà. Per me l’essere umano, avendo bisogno di spiegazioni materiali, non riesce a spiegarsi come sia possibile che esista una cosa così forte, dolorosa, intrigante, insomma enorme, ma che non abbia un significato preciso. In chiesa c’è un canto che dice “amare è servire” e mi accorgo che è vero, ogni volta che qualcuno ti aiuta e lo fa volentieri vuol dire che ama tanto quella persona da mettersi al suo servizio. Anche avere un amico che è fratello per me è amare.”
E.
“Per me l’amore è tanto, ma allo stesso tempo niente. A volte sembra essere presente altre volte è come se non ci fosse mai stato; a volte inizia ed è bellissimo, ma poi finisce e ti lascia un segno profondo. Non si ama solo un corpo, non si ama solo un nome o una fortuna, questo a mio parere non è amore, queste sono solo noiose costrizioni. Si ama un carattere, si ama un tono di voce, si ama un profumo, si ama il tocco d’una mano, si ama uno sguardo, un sorriso. In ognuno di noi si può trovare qualcosa da amare e quando si ama qualcosa, si finisce con l’amare tutto. L’amore è lo stesso che cuce le ferite del mio cuore, ma che poi ne riapre altre. Amare implica il soffrire e non esiste l’amore senza sofferenza. Perché farà male, ma ogni cosa è destinata a finire, tutto ciò che si crea è destinato a distruggersi. Anche se farà male però capirai che in quel periodo, seppur breve, sei stato bene, ti sei sentito vivo e amato, ed è questo che la vita ci vuol far provare. L’amore è lottare per qualcosa. Con le ali dell’amore ho volato oltre le mura, perché non si possono mettere limiti all’amore e ciò che amor vuole amor osa.”
V.
“Domanda difficile al pari delle esistenziali (chi siamo? da dove veniamo? che senso ha la vita?)… spero che le risposte ci vengano fornite o quantomeno capiremo noi le risposte in fin di vita per due motivi: primo che se capiamo tutto prima non ci serve più a nulla il tempo che avanza, secondo che non sapere con certezza le cose lascia quel velo sinistro e semitrasparente che rende tutto più… più più ecco (citando “altrimenti ci arrabbiamo”), come quando devi entrare in doccia e senti l’acqua ma non sai mai che temperatura ha.
L’amore è sapere di essere innamorati senza sapere cos’è l’amore.”
A.
“Sicuramente è ciò che conferisce un senso al mondo, in ogni sua espressione. Però ora una risposta precisa non so dartela, ma forse è amore proprio perché non si riesce a spiegare.”
F.
“Qualcosa di così grande, vario e complesso che nel momento in cui si racchiude in delle semplici parole automaticamente si priva di una parte di sé, qualcosa viene lasciato fuori. Non me la sento di limitare in questo modo il significato di un qualcosa di tanto grande.”
I.
“Molti lo confondono con l’infatuazione e dicono che sia solo una cosa passeggera, ma si sbagliano, le energie, le vibrazioni, le sensazioni che provi quando ami, sono indimenticabili. Amare è l’arma a doppio taglio più potente che esista e chi si rifiuta di amare è solo perchè non ha le palle di buttarsi e rischiare tutto, perché crede che il rimpianto di non averci provato sia minore del dolore che si prova dopo un rifiuto, ma non è così.
C’è una cosa che ho capito dell’amore, è che bisogna essere in due perché esista.”
V.
Credo che sia una degna argomentazione alla mia domanda. C’è chi, oltre a rispondermi, ha sentito il bisogno di rigirare la domanda, “e per te, che cerchi una risposta negli altri, che cos’è l’amore?”
Per me l’amore è ciò che ci rende vivi. Noi viviamo veramente perché amiamo. Quest’amore si può trovare non soltanto nelle parole, che a volte sembrano troppo lontane da noi, ma negli abbracci, negli sguardi e soprattutto nei sorrisi. Quando sei amato e ami ti senti completo, perché l’amore può colmare i vuoti dentro di noi, che forse può anche aver creato. Molti hanno sostenuto la tesi di amare è soffrire, sulla quale vorrei dire qualcosa. Un amore tra due persone (quell’amore di una relazione) ad un certo punto può finire, ma non siamo soli, siamo vivi e dentro di noi c’è tanto amore, soltanto che non riusciamo a rendercene conto. Quando non ci accorgiamo dell’amore che c’è in noi e dell’amore che ci circonda, vediamo tutto nero. Sarà proprio la riscoperta di questo sentimento meraviglioso e magico a farci vedere di nuovo i colori e a farci tornare a sorridere. Non c’è bisogno di avere paura del buio, quando sappiamo che c’è un interrutto per accendere la luce. Si deve solo trovare e accendere.
