Da sempre l’uomo è stato incuriosito da ciò che osservava nel cielo, ma oggi grazie alla scienza moderna siamo riusciti a scoprire fatti sconvolgenti sui corpi celesti, in particolare sulle comete, che potrebbero essere responsabili dell’origine della vita.
Si pensa che le comete siano residui rimasti dalla condensazione della nebulosa (agglomerato interstellare di polvere, idrogeno e plasma) da cui si formò il Sistema Solare: le zone periferiche di tale nebulosa sarebbero state abbastanza fredde da permettere all’acqua di trovarsi in forma solida (invece che come gas). Dentro il basalto è intrappolata l’acqua che c’era durante la formazione del pianeta che le rocce hanno catturato. Essa ha una struttura chimica diversa da quella degli oceani e le comete hanno la solita struttura chimica di questi ed è una delle prove che hanno contribuito alla formazione. Dopo questa ipotesi confermata è sorta un’altra domanda: – È possibile che le comete abbiano portato la vita? È nelle comete il segreto della vita?-. Nel materiale polverizzato della cometa Wild-2, potrebbe esserci la chiave della vita da quello che emerge dalle analisi di pochi milligrammi di polvere, raccolta da una sonda spaziale della Nasa, in cui sono state ritrovate molecole organiche.
Secondo una teoria dei primi del Novecento la vita sulla Terra è stata portata dalle comete che, grazie alla loro composizione, hanno innescato, sul giovane pianeta (che aveva “appena” un miliardo di anni), un processo biochimico che ha dato il via ad una pioggia di comete (intenso bombardamento reattivo). Nella polvere di Wild-2, infatti, sono state ritrovate tracce di ammine e molecole di carbonio, che costituiscono la struttura di base delle grandi molecole come il Dna, che a sua volta contiene il codice genetico ed è un elemento fondamentale per gli esseri viventi. Ipotizzando che materiale simile a questo sia caduto sulla Terra e abbia trovato condizioni giuste per evolversi, è possibile, secondo gli scienziati, che abbia contribuito alla formazione di ciò che noi vediamo ora. In più esse contengono gli amminoacidi, e producono proteine, e sono anch’essi la base da cui proviene la vita. Dunque si conferma nuovamente che se la vita è legata a questo non siamo sicuramente soli nell’Universo.
Quindi gli alieni esistono? Sicuramente ci sono altre forme di vita ma per nostra fortuna o sfortuna siamo abbastanza certi che non dovrebbero avere le stesse sembianze degli alieni che vediamo nei film. Infatti gli scienziati hanno scoperto un nuovo Sistema Solare la cui stella posta al centro, Etacorvi, è ricoperta di polvere delle comete, e i pianeti che girano intorno ad essa stanno subendo intensi bombardamenti reattivi da parte di queste. Quindi se sono giusti tutti gli esperimenti e le teorie sulle comete, esse potrebbero far nascere una qualche forma vivente in questo Sistema Solare. Per giunta le basi per la vita non provengono da qui quindi, in poche parole, siamo noi gli alieni. Le comete, dunque, sono state nominate capsule del tempo e senza esse la Terra non sarebbe il pianeta blu e forse gli esseri umani non esisterebbero.
Cosa significa che le comete sono capsule del tempo? Per cominciare, una capsula del tempo è un contenitore appositamente preparato per conservare oggetti o informazioni destinate ad essere ritrovate in un’epoca futura. A pensarci bene la scoperta di Etacorvi potrà chiarirci ogni dubbio su come ogni forma di vita si sia creata. Osservare quel sistema solare, che tecnicamente dovrebbe essere in evoluzione, è analogo a studiare la nostra evoluzione come fosse riflessa in una sorta di specchio in senso metaforico. Nonostante questo potrebbero essere finalmente la conferma di molte domande esistenziali che l’uomo si pone da secoli in realtà, a pensarci bene, i quesiti non svanirebbero. Questo perché rimarrà la domanda: “Ogni essere vivente su un pianeta qualsiasi si è evoluto in questa maniera?”, “Se sono capsule del tempo, qualcuno ha voluto che le trovassimo?”. Ovvio che la prima domanda ha già molte più possibilità di essere in un certo senso chiarita, per quanto riguarda la seconda per le conoscenze che abbiamo ora non verrà mai trovata la risposta. Diciamo che forse è molto meglio così. Come diceva Albert Einstein “la cosa più incomprensibile dell’Universo è che sia comprensibile”. Questo per dire che probabilmente non dobbiamo trovare la risposta ma porci sempre più domande.
