Tra le donne che hanno cambiato e stanno cambiando il mondo non possiamo non citare Malala Yousafzai.
Malala è una giovanissima donna che sta combattendo un’ambiziosa battaglia per il diritto all’istruzione.
Nasce a Mingora nella valle di Swat, la sua famiglia si distingue per la vivacità intellettuale e la passione politica: i suoi nonni sono insegnanti presso scuole religiose e il padre, fa debiti per aprire la propria scuola. I suoi genitori si sposano per amore, contro le usanze locali, e chiamano la prima figlia Malala, come l’eroina di guerra Malalai.
Malala inizia prestissimo a frequentare la scuola paterna e ben presto diventa un prodigio nello studio.
Nel 2008, quando i telebani stavano attaccando le scuole femminili nello Swat, Malala tenne un discorso dal titolo: “Come osano i Talebani togliere il mio diritto fondamentale all’istruzione?”.
Nel 2009, ha poi lavorato per un blog della BBC nel quale denunciava il regime dei telebani pakistani.
3 anni dopo successe poi l’impensabile.
Il 9 ottobre 2012, alcuni uomini sono saliti sul bus scolastico e le hanno sparato, colpendola la parte sinistra della testa.
Questo attentato ha lasciato Malala in condizioni critiche, per ottenere migliori cure è stata poi trasferita in Inghilterra.
L’anno successivo ha dato in stampa la sua autobiografia, motivo per il quale ho deciso di scrivere questo articolo su di lei, dal titolo “Io sono Malala”.
Nell’ottobre del 2014, infine, ha ricevuto il premio Nobel per la Pace, diventando a soli 17 anni la persona più giovane ad averne vinto uno.
Prendete i vostri libri e le vostre penne, sono la vostra arma più potente. Un bambino, un insegnante, una penna e un libro possono cambiare il mondo.
