Le Isole Eolie

D’estate la meta prediletta dagli italiani è sicuramente il mare, un po’ perché con una bella nuotata il caldo se ne va, un po’ perché tornare a lavoro dopo le ferie con la tintarella è segno di una vacanza davvero vissuta.

E tra tutti i mari che troviamo qua in Italia, uno dei più belli è considerato quello delle Isole Eolie, l’arcipelago siciliano comprendente le sette isole di Lipari, Salina, Stromboli, Vulcano, Panarea, Alicudi e Filicudi, tutte di origine vulcanica.

Lipari è la più grande e, ad eccezione di Salina, comprende nel suo comune tutte le altre isole.

L’omonima città è la più importante che vi si trovi ed è attraversabile interamente a piedi. 

La via principale è ricca di negozietti e ristoranti, e vi porterà da un capo all’altro della baia, dove potrete ammirare da un’estremità l’affollata Marina Lunga, molo d’attracco degli aliscafi e dei traghetti, e dall’altra la splendida Marina Corta, dove potrete prendervi un’aperitivo e visitare la chiesa di San Giuseppe e la chiesa delle Anime del Purgatorio, costruita su una penisoletta e illuminata di notte da luci colorate.

E proprio Marina Corta è il punto di partenza delle escursioni verso le altre isole.

Ci imbarchiamo proprio su una delle barche che vi sono ormeggiate e iniziamo a fare il giro di Lipari.

La prima destinazione sono le cave di pomice, o meglio ex cave, poiché sono ormai diventate patrimonio dell’UNESCO, non però senza il malcontento di tutti coloro che vi lavoravano e che ancora ad oggi sono disoccupati.

Facciamo poi un bel giro per le grotte più famose, come la Grotta degli Innamorati, la Grotta degli Angeli e quella dei Pipistrelli (dove le incrostazioni di corallo fanno da unione tra il mare e la roccia).

Dopo un breve bagno, ci allontaniamo da Lipari e ci dirigiamo verso Salina, la seconda isola più grande dell’arcipelago e la più “verde”, tanto che vi potrete trovare coltivazioni di vite, tra cui quelle per la malvasia.

Come già detto, Salina è l’unica isola a non far parte del comune di Lipari, anzi, al suo interno contiene ben tre comuni, cioè Malfa, Leni e Santa Marina Salina, il più vasto dei tre, e deve la sua forma a “cammello” ai due vulcani spenti, la “Fossa delle Felci” e il “Monte dei Porri”, che vi si trovano.

Qua sicuramente una delle attrazioni più gettonate è la zona di Pollara, più in particolare la sua area balneare, dove è stato girato il film de “Il postino”.

Sbarcando a Santa Marina Salina potrete passeggiare per le viuzze del luogo e comprare dei capperi, che crescono abbondanti nell’isola.

Dopo un saluto ai gatti del posto, potrete andare a passeggiare nella zona di Lingua, dove si trova il famoso ristorante “Da Alfredo”.

Ma lasciamo ora Salina e partiamo alla volta di Vulcano.

Come si può intuire dal nome, sull’isola si trovano dei vulcani, il piu importante dei quali è la Fossa, che si trova vicino alla città di Vulcano Porto ed è un vulcano attivo, ma in stato di riposo.

Ciò non impedisce però le altre attività sismiche, tanto che le Acque Termali di Vulcano sono una delle principali attrazioni turistiche del luogo, e sicuramente lo zolfo che si trova in prossimità del cratere è un bel souvenir che molti turisti si portano a casa.

L’isola era già molto famosa al tempo dei greci, che la chiamarono “Therasia”, cioè “terra calda”, credendo che il Dio Efesto, dio del fuoco, forgiasse le sue armi proprio nel cratere di Fossa.

I romani poi rinominarono Efesto come “Vulcano” e di conseguenza anche l’isola fu rinominata tale, dando poi l’imprinting per i termini attuali con cui designamo i vulcani e le attività vulcaniche.

Vi lasciamo del tempo per andare a visitare il Gran Cratere della Fossa, punto panoramico per eccellenza dell’isola, e poi ci reimbarchiamo per andare a tutto motore verso Panarea, la più piccola tra le Isole Eolie.

Costituisce, insieme agli isolotti di Basiluzzo, Bottaro, Dattilo, Lisca Bianca, Spinazzola e agli scogli di Panarelli e delle Formiche un secondo piccolo arcipelago.

Le spiagge più famose sono Cala Junco, dove poco distante si trova un villaggio preistorico, e Cala degli Zimmari, anche conosciuta come “spiaggia rossa”.

Ma se durante il giorno Panarea sembra un’isoletta tranquilla, con le sue casette di calce dalle finestre blu, di notte si trasforma e diventa la cosidetta “isola dei VIP”, dove “divertimento” è la parola d’ordine se si vuole entrare nei lussureggianti ristoranti o nelle chiassose discoteche.

Ma dopo una notte di svago, è l’ora di ripartire: destinazione Stromboli!

Possiamo definire Stromboli come la punta di un ice-berg: ai limiti dell’ossimoro, è infatti solo la punta di un vulcano sommerso e tutt’ora attivo.

Una sua grande attrattiva sono infatti le eruzioni vulcaniche, molto frequenti – circa ogni quarto d’ora – sull’isola e che rappresentano una spettacolo piroclastico imperdibile per i turisti.

Quindi Stromboli è un’isola disabitata? Tutt’altro.

Infatti le eruzioni di lava scivolano lungo un solo versante del vulcano, la “Sciara del Fuoco”, permettendo così la vita nel lato meridionale.

E proprio qua nascono i borghi di Ginostra, dove le automobili non esistono poiché non ci sono strade percorribili con esse e pertanto l’unico modo per arrivarci è via mare, attraverso il Pertuso, il minuscolo porto che fino a qualche anno fa era il più piccolo al mondo, e di Piscità, famoso per la sua sabbia nera, dovuta appunto alle eruzioni vulcaniche.

Altre attrazioni interessanti sono il villaggio neolitico di San Vincenzo e la scalata dello Stromboli, che è il vulcano che dà il nome all’isola.

Ritorniamo sulla nostra fidata imbarcazione e andiamo alla scoperta delle ultime due isole, Alicudi e Filicudi, rispettivamente le antiche Ericusa, isola dell’erica, e Phoenicusa, isola delle felci.

Spero vi siate portati delle scarpe da ginnastica, perché qua non esistono strade ma solo sentieri percorribili a piedi o in groppa a degli asinelli.

Alicudi è un vulcano spento, ormai solo una montagna che prende il nome di “Monte Filo dell’Arpa”, la cui unica parte abitata è quella orientale. Conosciuta anche come “l’isola dei gradini”, scale e sentieri di pietra lavica vi porteranno in giro per il centro abitato.

L’unica spiaggia qua è quella di ciottoli di Alicudi Porto.

Sull’intera isola sono presenti un solo bar e un solo ristorante, al contrario di Filicudi, dove, oltre numerosi locali, c’è pure una piccola discoteca.

L’isola infatti, formata da tre vulcani spenti, è più abitata della gemella.

Qua le mete turistiche popolari sono la Spiaggia di Pecorini, l’unica sabbiosa, il complesso archeologico di Capo Graziano, risalente all’Età del Bronzo, e la Grotta del Bue Marino, chiamata tale per le foche monache che un tempo vi abitavano.

Prego ora i gentili passeggeri di rientrare nella barca e mettersi comodi per il viaggio di ritorno.

Si conclude infatti la nostra visita per le Isole Eolie, patrimonio dell’umanità UNESCO, uno dei pochi luoghi al mondo dove natura e azione umana coesistono insieme senza danneggiarsi a vicenda.

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