Il fu Mattia, Monsieur Meursault e Oba Yozo: l’Assurdo e il Nuovo Romanzo

“Ecce Homo” – Jusepe de Ribera

0: Introduzione

Questa piccola antologia comparativa, ad una prima lettura superficiale e pretenziosa, costituisce le mie prime analisi e interpretazioni personali su come il concetto dell’Assurdo abbia preso vita a passo graduale in alcuni degli scrittori più influenti della prima metà del ‘900.
Si comporrà sulla decostruzione in vari punti della struttura di tre grandi romanzi di fama mondiale: 

  • Il Fu Mattia Pascal, di Luigi Pirandello;
  • Lo Straniero, di Albert Camus;
  • Lo Squalificato, di Osamu Dazai;

a prima vista di natura sconnessa e indipendente tra loro se non per il periodo storico di scrittura e rilascio, e proprio su questo fatto farò leva sulle possibili influenze del pensiero continentale che ha plasmato vari tratti in comune di queste opere.

I: Che cos’è l’Assurdo?

Nell’introduzione di questo articolo viene fatto nome del concetto dell’“Assurdo”, la chiave di lettura più tagliente che userò in questa analisi. Come molti di voi sapranno, la sostantivazione dell’aggettivo assurdo è particolarmente comune nel linguaggio filosofico, ed è stato così fin dai tempi di Parmenide con la coniazione della “dimostrazione per assurdo”, e da lì per il medioevo si è cristallizzato come un termine di uso esoterico e kabbalistico per descrivere l’uso della ragione sopra concetti divini, come rivalsa del misticismo europeo contro i movimenti razionali passati.  Il sottotono più complesso e moderno si avrà solo a partire da Kierkegaard, che sempre su un lato teologico evolverà la sua concezione con l’uso del “Paradosso”, l’idiosincrasia del fine tra l’etica e la religione, dove l’Assurdo si colloca come punto di ipocrisia e mancanza di logica nelle circostanze di un evento e le azioni umane che ne seguono (l’esempio più citato è l’episodio biblico del sacrificio di Isacco imposto ad Abramo, ove la sua etica di padre è in lotta con la sua fede verso Dio per ragioni alle quali egli non può derivare).

L’idea di Paradosso ha sollevato enormi dubbi nella comunità di pensatori di fine ‘800, dando luce alla prima ondata di filosofi esistenzialisti che si occuparono di colmare il vuoto di fine in un mondo che si era appena confermato Assurdo: difatti, in questa corrente si era dato per assioma come il Paradosso si estendesse su ogni livello dell’esistenza umana, e che l’Universo sia senza dubbio inspiegabile, intraducibile, e ingiusto.

Ogni uomo dovrà prima o poi essere cicatrizzato dalla nozione dell’esistenza dell’Assurdo, una forza irrazionale che va oltre i limiti fisici, metafisici e logici.
Ma cosa ha vedere con il tema fondante di questo articolo, ovvero le due morti di Pascal, la condanna di Meursault e la vita di Yozo? È qui dunque che voglio evolvere l’Assurdo di un altro passo: come rielaborazione moderna della rottura dell’equilibrio del nuovo romanzo.

L’Assurdo non è soltanto la chiamata dell’Eroe fiabesco alla risoluzione del conflitto per un climax finale, per il suo essere non può colpire soltanto i corollari fisici di una narrativa: è un danno all’esistenza stessa dell’Eroe che lo porta ad un piano di psicodinamiche più sommo, che lo faranno valutare del suo fine più ultimo, della sua concezione del mondo, e della sua individualità e diritto di nascita di esistere al livello ontologico più base. E’ un evento catastrofico che lo porterà ad una via costernata da dolore e crisi. È qualcosa di primordiale, che va oltre il tracciamento del destino, la rifrazione di ogni evento seguendo un caleidoscopio incomprensibile e asimmetrico che sfuggerà sempre all’uomo, un’infinità scala di effetti farfalla.

II: La Struttura del Nuovo Romanzo

In questi tre romanzi, dalla nuova interpretazione dell’Assurdo, si può derivare un nuovo Ciclo dell’Eroe costruito da passaggi e caratteristiche differenti.

La situazione iniziale rimane invariata ma con sfumature mediocri e di astio, e dalla hybris o disperazione del protagonista spesso si raggiunge la prima situazione Assurda.

La divisione principale fra l’Assurdo e la rottura dell’equilibrio ortodossa è sicuramente localizzata nella mancanza di un antagonista sicuro, come specchio della realtà: il protagonista potrebbe attribuire la colpa a certi elementi, ma questi sono in contingenza indiretta ad altro per regressione infinita fino a quando non si perde il significato.

Esso nei tre casi irrompe come:

  • l’ingravidazione inaspettata di Oliva, la moglie di Batta Malagna – la comprensione di non poter sposare Adriana e dei limiti imposti dalla sua nuova identità;1
  • la luce e il calore del sole scatenante in Meursault l’impulso di premere il grilletto per quattro volte;
  • il doppio suicidio fallito con la donna sposata.2


1 Per la costruzione stessa del fu Mattia sono presenti più scale Assurde per la divisione del personaggio tra Mattia Pascal e Adriano Meis. 
2 Da aggiungere l’Assurdo è un aspetto che permane la vita di Yozo dalla sua infanzia, ma esso è culminato come definitivo inaspettato fallimento solo con l’episodio finale del secondo memorandum. 

Da qui i sentieri si separano e l’Assurdo ottiene sottotoni kafkiani e costanti in cui la mentalità del soggetto viene messa a limite con una permanenza di sensazioni rassomiglianti alla derealizzazione, molto spesso sono presenti comportamenti autodistruttivi e irrazionali (il viaggio dell’Eroe per giungere da un antagonista non esistente su questo piano fisico, l’addentrazione nella tana del bianconiglio). Riprendendo il lessico di Osamu Dazai, il tutto si conclude con una squalifica in cui il l’Eroe perde in maniera ultima ed è costretto ad annichilire la sua esistenza letteralmente, legalmente o psicologicamente. Le ceneri del processo sono situate nel limbo, una ripresa dell’equilibrio all’ersatz ove il protagonista, ultimamente squalificato, vive in uno stato di anacronia sulla soglia tra essere e non essere.

Tabella illustrativa del Nuovo Ciclo

III: Le Tre Vie

Vorrei incentrarmi ora sugli aspetti filosofici intrinseci ai protagonisti delle tre opere. Nella loro rifrazione per Assurdo, avviene un meccanismo di rapportamento e soluzione differente per credo e temperamento. Dal dipinto delle loro persone possiamo derivare nuovi e importanti cicli con cui l’Eroe affronta l’Assurdo.

Mattia nella sua gioventù è un uomo che è sì maturo ma vittima della sua hybris ventennale che rompe in continuazione lo specchio della sua identità per il mancato completo maturamente del suo vero io, cristallizzando innumerevoli maschere pirandelliane che lo snaturano di ogni forma di umanità effettiva. Questo comportamento può essere ripreso anche sotto una prospettiva metafisica ove Mattia consciamente sceglie di creare maschere per risolvere i drammi dell’Assurdo. Voglio categorizzare questo pensiero come la prima delle tre vie di affronto del destino: la via esistenzialista.

Molti intellettuali avevano già prima notato la assonanza delle note dell’esistenzialismo con il pensiero pirandelliano, ma vorrei elevare ancora la sua salienza: Mattia è un individuo che di fronte all’intraducibile sceglie di combattere con la rivoluzione del senso della sua nuova essenza, trovando ordine nel disordine con l’uso delle sue identità e la creazione di caratteri; questo è altresì il suo deterioramento, poiché l’esistenzialismo è intrinsecamente un elogio all’egocentrismo che lo porterà a separarsi da Romilda e ogni conoscenza passata lasciandolo irrimediabilmente solo.

Narrativa simmetrica si trova nel personaggio di Meursault di Camus, che come il suo Sisifo è l’unico personaggio dei tre che riesce a trovare sollievo pur avendo ricevuto il destino più crudele, la condanna a morte. Se Mattia è un esistenzialista, Meursault è un assurdista: il temperamento schizoide lo rende incapace di connettersi emotivamente alle persone e le loro morali, è vissuto sempre in un limbo senza maschere pur non avendo mai avuto sviluppo, e messo alla prova da una società che ora lo rigetta per la sua libertà, egli inizialmente sì, si abbandona alla disperazione, ma riuscendo ad accettare lo stato paradossale ed Assurdo della sua esistenza per ottenere redenzione, raggiungendo una vera uguaglianza con Dio e l’uomo.

L’ultimo caso, Yozo, è di per sé il più pessimista e frantumato: qua l’Eroe non è più né un esistenzialista né un assurdista, ma un nichilista senza luce o sollievo.

La sua vita in tutte le sfumature è sancita da un inevitabile senso di sofferenza e mancanza di significato che lo portano in ogni capitolo sull’orlo del collasso per il suo desiderio di non esistere; l’amore diventa sofferenza, così come lo fa l’arte e l’Ideale, in Paradosso tra il Giappone tradizionale e la propaganda statunitense post-bellica. Sottoponendosi sempre a dipendenze più disastrose, dall’alcolismo cronico all’uso costante di morfina, toglie di ogni significato il suo essere per un mondo che non ha fatto altro che Squalificarlo dalla nascita. 

  • Mattia Pascal: esistenzialista che vuole colmare il vuoto dell’Assurdo con Adriano Meis e le mille maschere a lui subordinate; 
  • Monsieur Meursault: assurdista incarnazione di Sisifo che accetta la sua condizione assurda pur davanti alla morte;
  • Oba Yozo: nichilista puro che vive in disperazione continua senza raggiungere mai pace alcuna.

IV: Note conclusive e altri esempi

Consiglio altamente al lettore di leggere tutti e tre i libri fondanti il tema di questo articolo e di regalarmi un’opinione sull’analisi dei protagonisti. Anche se categorizzarli secondo etichette così superflue è riduttutivo vorrei che più di vedere l’articolo come un’analisi vera e propria ci si concentrasse sui paralleli che credo di aver svelato; ovviamente, il modello che ho illustrato è ritrovabile in molti altri racconti che reputo equalmente geniali: un esempio è Memorie del Sottosuolo di Dostoevskij dove il protagonista sembra vivere in una situazione molto simile alla mia concezione di limbo; un altro ne è l’Uomo Invisibile di Ellison, un romanzo molto toccante sulle condizioni degli afroamericani negli anni cinquanta dove il protagonista rivendica un sentimento di squalifica dopo essersi trasferito a New York dalla sua comunità nera del profondo sud; entrambi non sono stati inseriti per i contesti storici diversi in un caso e le tematiche affrontate in un altro. La letteratura di entrambi è altamente raccomandata anche in questo caso (il primo è già stato consigliato nel salotto di IPSE DIXIT di qualche mese fa).

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