“Coloro che possono immaginare qualsiasi cosa, possono creare l’impossibile”
Alan Turing
Nel 1912 il 23 giugno nasce Alan Mathison Turing nel quartiere di Maida Vale a Londra. Fin da quando aveva sei anni ha mostrato il suo interesse verso le materie scientifiche, in particolare la matematica e la fisica. Ottenne la laurea e successivamente il dottorato in matematica rispettivamente a King’s Stone nel 1934 e a Princeton all’età di 26 anni. Un ramo al quale Turing si interessò fu la crittologia.
Questa è una disciplina che consente di comunicare attraverso l’utilizzo di messaggi incomprensibili in cui sia il mittente che il destinatario conosce la chiave di decrittazione, ovvero una chiave che permette di rendere comprensibile il messaggio.
La crittologia è una materia le cui origini risalgono al IX secolo a.c., quando gli spartani usavano la crittografia per creare messaggi criptati su una striscia di pergamena che si doveva avvolgere attorno ad una bacchetta in legno di pari lunghezza del diametro della pergamena. Questo metodo è uno dei più rudimentali. Un altro più conosciuto è il cifrario di Cesare che consiste nel muovere ogni lettera della parola di un numero intero di lettere dell’alfabeto che si utilizza, questo numero è la nostra chiave di decrittazione.
Se utilizziamo l’alfabeto inglese di 26 lettere e decidiamo che la nostra chiave è 1, ovvero le lettere dovranno essere spostate di un posto in “avanti” nell’alfabeto, una parola come C-I-A-O diventa D-J-B-P.
Creare un messaggio criptato è semplice perché si sa la chiave di criptazione e dobbiamo solo tradurre il messaggio originale: questa disciplina è la crittografia.
La faccenda è diversa se dobbiamo risalire al messaggio originale da quello criptato.
Immaginate di dover decrittare questo messaggio:
LSVH GLALW
Ci potrebbero essere miliardi di combinazioni diverse partendo dalle 26 del cifrario di Cesare fino alle miliardi delle tecniche più avanzate (il messaggio ha come chiave di cifratura 3 e ho semplicemente scritto IPSE DIXIT). Questo processo di analisi è chiamato crittoanalisi ed è questo che faceva Alan Turing nella Seconda Guerra Mondiale.
Alan Turing e il suo gruppo di crittoanalisti dovevano riuscire a decifrare i messaggi provenienti dai tedeschi. La faccenda però non era molto semplice perché i tedeschi utilizzavano una macchina elettromeccanica che permetteva di scegliere la chiave di decrittazione: ENIGMA.
Enigma era una macchina progettata dall’imprenditore tedesco Arthur Scherbius, che era come una normale macchina da scrivere, ma disponeva di due tastiere: una dalla quale si digitava il messaggio e l’altra composta da luci che si illuminavano in base a quale era la chiave di cifratura.
Per esempio nel messaggio di prima, quando voi provate come chiave di cifratura 3 su Enigma e digitate il messaggio sulla tastiera di luci, si illumineranno in sequenza la I, poi P, successivamente S, dopo la E e così via.
I messaggi che i tedeschi portavano erano ben più complessi e la loro chiave cambiava ogni giorno.
Alan e un suo amico Wenchelman, noto matematico dell’epoca, costruirono “BOMBE” nome dato alla macchina che avrebbe permesso agli alleati di conoscere quali fossero le loro strategie e mosse. Questa macchina, che pesava una tonnellata e mezza e che era grande quanto un armadio, permise agli alleati di vincere e ad Alan di essere considerato il padre fondatore dei computer moderni. Il funzionamento di BOMBE era molto complesso perché la macchina era divisa in tre parti, dette batterie, e ognuna di queste batterie era composta di tre file di rotori. Ogni tripletta verticale di Bombe rappresentava una macchina enigma e attraverso un metodo di crittoanalisi probabilistico, CRIB, la macchina forniva le permutazione che si dovevano impostare su Enigma per ottenere il messaggio decriptato.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, Alan si dedicò alla programmazione dei primi computer e fu l’ideatore di uno dei prototipi di gioco virtuale degli scacchi.
Alan morì il 7 giugno 1954, non si sa se sia stato un suicidio o un omicidio, ma quel che si sa da un esame post mortem è che la causa del decesso fu un avvelenamento da cianuro di potassio. Così in circostanze ambigue morì uno dei più grandi matematici e informatici del mondo.
