È nata la Repubblica!

02 giugno 1946. Le donne e gli uomini italiani si recano alle urne per votare al referendum più importante di tutti: monarchia o repubblica. Il 10 giugno vengono proclamati i risultati e la repubblica vince con 1 998 639 voti in più.

Celebre foto di Anna Iberti che attraversa un buco nella prima pagina del Corriere della Sera, a seguito della notizia della nascita della Repubblica Italiana.

Solo nel 1861 l’Italia si era unita e solo dieci anni dopo Roma era stata annessa ed era diventata capitale. Il bel Paese, da sempre legato da una cultura unica, non aveva mai visto forse una vera unione di spirito, infatti anche a seguito dei moti rivoluzionari alcune regioni, soprattutto quelle del Sud, faticarono a sentirsi parte di una Nazione che fino ad allora era esistita solo come sentimento. Tuttavia è nei momenti di grande debolezza e distruzione che l’Italia ha sempre dimostrato il proprio coraggio e il proprio senso di fratellanza. Così era stato durante il Risorgimento, così fu durante la Liberazione.

A seguito dell’entrata nella Seconda Guerra Mondiale al fianco di Hitler, la sfiducia nei confronti di Mussolini, che in molti nutrivano già da prima, crebbe esponenzialmente. Dai nuclei di gruppi antifascisti nacquero vari movimenti repubblicani e unità partigiane, che nel 1943 si riunirono sotto l’organizzazione del CLN, il Comitato di Liberazione Nazionale, di cui facevano parte il Partito Comunista Italiano, il Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria, la Democrazia del Lavoro, il Partito d’Azione, la Democrazia Cristiana e il Partito Liberale Italiano. Nel 1944 il re Vittorio Emanuele III acconsentì alla cessione dei suoi poteri al figlio Umberto, nominandolo luogotenente, con la condizione che Roma venisse liberata. Così accadde e finalmente ebbe inizio la creazione di un nuovo governo che vedeva come Presidente del Consiglio Bonomi. Il 25 Aprile del 1945 il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia fece partire una serie di insurrezioni generali, che prevedevano l’attacco dei presidi nazisti e fascisti, finché il nostro Paese poté dirsi libero davvero. Il governo Bonomi, intanto, aveva già firmato un decreto, con il quale si era deciso che, a termine della guerra, sarebbe stata indetta una consultazione fra l’intera popolazione per scegliere le forma dello Stato e un’Assemblea Costituente.

Gli italiani hanno atteso quel giorno un anno, quando nel marzo 1946 il principe Umberto indisse il referendum e contemporaneamente le elezioni per l’Assemblea Costituente e finalmente il 02 giugno dello stesso anno, il popolo poté scegliere del proprio destino. Quel giorno non rappresentò una rivoluzione solo per la vittoria della repubblica, grazie alla quale oggi

“la sovranità appartiene al popolo”

Costituzione Italiana, Principi Fondamentali, art. 2

ma anche perché per la prima volta fu concesso il suffragio universale e da allora

“tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”

Costituzione Italiana, Principi Fondamentali, art. 2

Ad ottenere la maggioranza e costituire l’Assemblea Costituente furono la Dc, il Psi è il Pci, che si riunirono per formare la nostra Costituzione, che è scritta, rigida, lunga, laica e programmatica, entrata in vigore l’01 gennaio 1948, durante la presidenza di Alcide De Gasperi.

Essa è un vero e proprio capolavoro di giustizia e cittadinanza, simbolo della lotta che la nostra Nazione ha dovuto condurre per ottenere la libertà, e per questo va amata, studiata, protetta ad ogni costo, perché mai possa ripetersi l’odio e la devastazione che abbiamo dovuto tristemente affrontare.

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