Alla fine di una giornata stancante, di solito non si vede l’ora di andare a dormire e riposarsi. Ma in che modo avviene il nostro riposo? Cosa ci accade mentre dormiamo?
Innanzitutto, il nostro sonno si può dividere in quattro fasi di varia durata che si ripetono per quattro o cinque volte ciclicamente ogni notte, durante le quali la nostra mente e il nostro corpo reagiscono in diverse maniere.
Le prime tre fasi del sonno sono chiamate non-REM, per distinguerle appunto dalla fase chiamata REM, acronimo di “Rapid Eye Movement”, durante la quale avvengono la maggior parte dei sogni.
Ma che cos’è un sogno? Esso è un desiderio o uno scopo fortemente desiderato, una serie di pensieri, immagini e sensazioni che occorrono nella mente di una persona durante il sonno.
Andiamo ora ad approfondire ognuna di queste quattro fasi.
La prima è uno stato di semi-veglia, nella quale i nostri muscoli iniziano a rilassarsi e l’attività del cervello a rallentare. Durante l’addormentamento è possibile avere dei primi accenni di sogno, ma di solito non se ne ricorda il contenuto. È possibile invece sperimentare un’OBE (Out of Body Experience), cioè la sensazione di uscire dal proprio corpo – come accade anche nella meditazione – e di vivere una situazione che ci sembra così reale che il nostro cervello registra come vera e che ricordiamo per molto tempo. Spesso le OBE si verificano anche durante un coma o un’operazione chirurgica e sono considerate esperienze pre-morte.
Inoltre è durante questa fase che la nostra temperatura corporea raggiunge il suo picco più basso (rispetto al nostro standard è infatti abbassata di circa un grado).
La seconda fase, che è chiamata sonno leggero, è in preparazione della terza fase, ovvero il sonno profondo. Queste due fasi rappresentano la maggior parte di un ciclo del sonno e si concentrano sul sopprimere gli stimoli ricevuti dall’esterno, riparare i muscoli, rafforzare il sistema immunitario e lavorare sulla memoria (ciò grazie a “l’ormone della crescita”, prodotto proprio durante il terzo stadio). È infatti in queste fasi che il nostro cervello fa una divisione tra la memoria utile e gli “scarti”.
È in questi stadi che possono inoltre verificarsi episodi di sonnambulismo o altri disturbi del sonno.
L’ultima fase invece, come già accennato, è il sonno REM, così chiamato perché caratterizzato da rapidi movimenti oculari, anche chiamato sonno paradosso, e avviene solo nelle specie animali più evolute.
È la fase più importante del sonno, tanto che esserne privati per un lungo tempo può portare a disturbi psichici e, nei casi più estremi, la morte dell’individuo che ne è affetto.
Anche il sonno REM si divide in due parti, la prima, nella quale si entra in quest’ultimo stadio e quindi i nostri muscoli e le nostre attività cerebrali sono ancora rilassati, e la seconda, dove i nostri muscoli facciali hanno contrazioni, il battito cardiaco accelera e gli occhi si muovono, come già detto, velocemente.
Chi si sveglia dopo questa fase probabilmente si ricorderà il sogno (o i sogni) avuti durante la notte, ma un brusco risveglio può portare alla condizione della paralisi nel sonno, di solito conseguente ad un’OBE o ad un sogno lucido.
Durante quest’ultimo, a differenza dell’OBE, abbiamo piena coscienza del fatto che stiamo sognando, tanto che possiamo muoverci liberamente nel sogno e influenzarne gli eventi.
La paralisi nel sonno è invece un evento che si verifica quando il nostro corpo è ancora soggetto alla fase REM (nella quale si è paralizzati, tranne che per delle piccole contrazioni, come meccanismo di autodifesa, in modo da non compiere tutti i gesti che facciamo nei sogni), ma la nostra mente è completamente sveglia.
Gli individui che sperimentano la paralisi nel sonno rappresentano più del 40% della popolazione mondiale e descrivono la loro esperienza come terrificante e molto peggio di un qualsiasi incubo. Infatti durante la paralisi nel sonno (anche chiamata paralisi del sonno) il soggetto è affetto da allucinazioni o visioni.
Uno stadio REM, man mano che i cicli del sonno si ripetono, ha sempre maggior durata di quello precedente, tanto che negli ultimi si può saltare dall’addormentamento al sonno paradosso.
Al termine dei cicli quindi il nostro corpo si sarà rimesso in sesto e non solo. Infatti al mattino siamo più alti, e ciò perché i nostri dischi intervertebrali si riempiono d’acqua durante il sonno, allungando la colonna vertebrale (anche se ciò è una situazione momentanea).
Dormire bene è una condizione essenziale per la salute umana e privarsene può portare a diverse malattie, come l’obesità e il diabete, o addirittura a ictus e infarti.
Ma prendendo le giuste abitudini, tra cui una giusta alimentazione e una attività fisica regolare, possiamo riuscire ad avere un riposo migliore e quindi prevenire malanni e malattie mentali.
