The beginning
«L’arte è per tutti»
Keith Haring, poco più che ventenne, un giorno scende nella metropolitana di New York e su degli spazi coperti di carta nera opaca, usata per coprire i pannelli pubblicitari, comincia a disegnare.
I disegni sono delle figure vibranti, simili ai cartoon, che Keith Haring aveva appreso dal padre e tutti esprimevano concetti universali come nascita, morte, amore e guerra.
Tutto ciò viene realizzato da Haring rapidamente per evitare di essere beccato dalla polizia che circola nelle stazioni. Simile situazione aggiunge molta adrenalina al suo lavoro, tanto da arrivare a realizzare ben quaranta disegni in un solo giorno.
Questo modo di esprimere la propria arte continuerà per circa cinque anni, la metropolitana sarà il suo “laboratorio” pubblico e i suoi disegni un giorno saranno un capitolo della storia dell’arte.
Biography
«L’arte è vita, la vita è arte. L’importanza attribuita a entrambi è esagerata e fraintesa»
Keith Haring nasce il 4 maggio del 1958 a Reading in Pennsylvania e cresce a Kutztown. Dopo la licenza liceale si trasferisce a Pittsburgh. Entra alla Ivy School of Professional Art. Al Pittsburgh Arts and Crafts Center tiene la sua prima personale. Si trasferisce a New York, dove si iscrive alla School of Visual Arts (SVA).
Nel 1980 Keith comincia a usare i suoi segni grafici. Inizia così la serie di disegni a gesso sulla carta nera opaca nei tunnel della metropolitana di New York.
Nel 1982 organizza una collettiva con LA II alla Tony Shafrazi Gallery, esponendo anche dipinti su teloni. È in quell’occasione che nasce Fertility, una serie di cinque opere dedicate alla figura della donna e realizzate con pittura fluorescente.
L’anno successivo conosce Andy Warhol e Madonna. A Napoli partecipa alla sua prima performance di body painting.
Inoltre espone alla Biennale di Venezia. Realizza murales in alcune città del mondo, come Sydney, Melbourne, Rio de Janeiro e Minneapolis.
Nel 1985 interrompe il ciclo di disegni in metropolitana e partecipa successivamente alla biennale di Parigi.
Disegna per Swatch e crea il logo per un’azienda farmaceutica tedesca, che stampa e distribuisce 20.000 poster anti apartheid (Free South Africa).
Per il centenario della Statua della Libertà nel 1986 crea un enorme striscione insieme a più di 1000 bambini.
Nel 1988 apre il Tokyo Pop Shop. In seguito gli viene diagnosticata l’AIDS. In prevenzione dell’AIDS realizza progetti per dipinti murali in molte città del mondo e il più celebre murale, intitolato “Tuttomondo” sulla parte esterna della canonica della chiesa di Sant’Antonio Abate a Pisa.
Muore il 16 febbraio del 1990 al Greenwich Village per complicanze legate all’AIDS.
Transcend
«Definire la mia arte significa distruggere lo scopo»
Haring spesso nei suoi dipinti usa colori accesi e fluorescenti che brillano sotto la luce nera. Negli anni Ottanta la luce nera è molto diffusa soprattutto per arredare gli interni dei club.
Proprio nel 1984 in occasione della mostra alla Tony Shafrazi Gallery, Keith realizzerà nel seminterrato un’installazione con le sue opere fluorescenti, il tutto affiancato da una danza e da un DJ.
Per questo si pensa che Haring sia interessato e in qualche modo attratto dagli effetti psichedelici che le sue immagini possono produrre.
Stories
«Mi è sempre più chiaro che l’arte non è un’attività elitaria riservata all’apprezzamento di pochi: l’arte è per tutti e questo è il fine a cui voglio lavorare»
Il desiderio di Keith Haring è di produrre un’arte che fosse per tutti, perciò decide di lavorare per tutta la sua vita con i bambini di ogni età e provenienza, senza distinzione di sesso o colore della pelle.
Keith affermava che: “i bambini sanno qualcosa che la maggior parte della gente ha dimenticato”.
Pubblica e lavora a diversi libri, progetta articoli per il Pop Shop e dà vita a molti laboratori in diverse città. Tra questi vi è “The Story of Red and Blue”, una raccolta di 20 litografie con semplici disegni rossi e blu, che consentono ai bambini di creare e immaginare una storia tutta loro. Le litografie si concludono con l’immagine di una macchia viola simile a un uovo, nel quale i due colori si fondono. Oggi la figura è utilizzata come silent-book nei programmi educativi di scuole e musei di tutto il mondo.
The meaning of art
«L’arte non ha significato perché ne ha molti, ha infiniti significati»
La maggior parte dei lavori di Keith Haring non ha titolo. Infatti Keith preferisce che sia la gente stessa a interpretarli e trovare a loro un nome, perché secondo lui, la realtà dell’arte inizia negli occhi di chi la guarda, attraverso la propria immaginazione.
L’opera che meglio rappresenta questo concetto, nota come “People”, è priva di titolo ed è quella che suscita le più diverse interpretazioni tra la gente. Questa immagine raffigura una moltitudine di persone nelle pose più diverse che affollano l’intero spazio della tela e le figure ricoprono ulteriormente uno strato di pittura costituito da forme astratte dai colori brillanti, delimitate da spazi piccoli bianchi.
Mickey Mouse
«La prima cosa che voglio fare è abbattere la barriera fra arte commerciale e arte tradizionale»
Keith Haring crea nel 1986 una raccolta di quattro stampe serigrafiche: “Andy Mouse”. Il protagonista è un personaggio dato dalla fusione di Andy Warhol, il padre della pop art, e Topolino della Disney. Keith considera queste due figure, due icone della cultura americana, così decise di creare questo personaggio.
Haring incontrò Andy Warhol agli inizi degli anni ‘80, presso la galleria di Tony Shafrazi, a New York. I due artisti iniziarono a conversare e a uscire insieme per confrontarsi sul lavoro, così scoprirono che ambedue erano affascinati dalla Disney e in particolar modo dal personaggio di Topolino.
Message and Music
«L’unico momento in cui sono felice è quando lavoro»
Altri temi che stanno molto a cuore a Keith Haring sono la prevenzione per l’AIDS, i diritti dei gay, l’apartheid, il razzismo, l’uso di droghe, la violenza e la salvaguardia ambientale e utilizza i suoi poster per portare attenzione su questi temi.
Haring nel corso degli anni lavora e collabora con diversi musicisti creando opere grafiche accattivanti, controverse o addirittura iconiche per accompagnare i loro pezzi. Una delle sue cover più celebri è per un album di David Bowie del 1986, che raffigura due omini stretti in un radioso abbraccio: un’immagine che riflette il messaggio d’amore e vicinanza dell’album.
The end of the beginning
«Sono seduto su un balcone e guardo la cima della torre pendente. È davvero bello qui. Se c’è un paradiso, spero sia così»
Nel 1990, un mese prima di morire, Haring pubblica la sua ultima edizione su carta, un portfolio di diciassette serigrafie che riproduce un gruppo delle sue prime narrazioni visive. Nelle strisce di quest’opera combina simboli e scene per rappresentare i lati oscuri della società.

Inoltre un emblema della fine degli anni ‘80 di New York è il poster con le equazioni IGNORANZA = PAURA e SILENZIO = MORTE, col quale Keith punta il dito sull’indifferenza del governo americano verso il diffondersi dell’AIDS.
Lui stesso durante la sua malattia dice: “I miei amici stanno cadendo come mosche e so nel mio cuore che è solo un intervento divino che mi ha tenuto vivo così allungo. Non so se ho cinque mesi o cinque anni, ma so che i miei giorni sono contati. Questo è il motivo per cui le mie attività e i miei progetti sono così importanti ora. Fare il più possibile il più rapidamente possibile. Il lavoro è tutto ciò che ho e l’arte è più importante della vita”.
