Oggi, 21 marzo, primo giorno di primavera, è la Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.
Quest’iniziativa nasce dal dolore di una madre per la perdita del proprio figlio nella strage di Capaci, attentato mirato all’uccisione del magistrato antimafia Giovanni Falcone.
Dal 1996 quindi, ogni anno in una città diversa, vengono recitati nomi e cognomi in ricordo di queste vittime. La manifestazione di questo 2022 si svolgerà a Napoli in collegamento con le maggiori città italiane e del mondo. Lo slogan sarà: Terra mia. Coltura I Cultura. Vuole rappresentare perciò l’impegno della comunità locale nel prendersi cura della propria terra: la cultura nella terra, la cultura nelle coscienze. Durante questa ricorrenza vengono inoltre ascoltate le testimonianze dei familiari e approfondite questioni inerenti alla mafia e alla corruzione.
Vorrei quindi riflettere su questo argomento citando uno tra i tanti episodi accaduti, quello di Graziella Campagna.
Nata il 3 luglio 1968, Graziella Campagna aveva solo 17 anni quando fu uccisa a Forte Campone, nei pressi di Messina. Lavorava in una lavanderia a Villafranca Tirrena e con i soldi guadagnati da quell’impiego contribuiva ad aiutare la propria famiglia. La sera del 12 dicembre 1985, mentre attendeva l’autobus, fu caricata sopra un’auto.Il cadavere sfigurato dai colpi di fucile sarebbe stato poi ritrovato due giorni dopo da un giovane medico.
Qualche giorno prima della sua morte, Graziella sul lavoro aveva estratto un’agendina di un boss mafioso da una camicia, colma di segreti che nessuno avrebbe dovuto sapere. Solo dopo 19 anni dal delitto, la Corte di Messina ha condannato all’ergastolo Gerlando Albert jr, il proprietario dell’agendina, e Giovanni Sutera.
La storia di Graziella Campagna è però solo uno dei molteplici episodi della cronaca nera italiana, oltre ad essere un chiaro indicatore dei limiti della giustizia Italiana.
Questa giornata serve quindi non solo a ricordare le vittime innocenti della mafia, ma anche a non dimenticare, in modo tale da non far ripetere certi fatti.
