
Io vedo nel Ventunesimo secolo la decadenza di ogni cosa; l’egemonia globale creata nelle epoche precedenti si sta rivelando ineluttabilmente fragile di fronte a problemi inaffrontabili.
Il segno della classe dirigente mondiale morente per vecchiaia, e non per motivi bellici, preavvisa una prossima apocalittica corsa al Santo Graal, alla pietra filosofale, alla chiave per l’immortalità.
Contestualizzando socialmente e psicologicamente gli anziani moderni (che dico apertamente tirare i fili delle nostre subdole gerontocrazie), ci ritroviamo dinanzi a una generazione inafferrabile, vissuta da sempre nel lusso consumistico più sfrenato, intrisa di ignoranza volontaria, forse nell’umana ipomania del dopoguerra, per il futuro della loro prole.
Oggi, il 03 marzo 2022, li ho scorti, i re dell’umanità, sul loro monolitico trono di pietra vulcanica penetrante un terreno con il logo di una multinazionale stampato sopra, nessun sigillo magico a soddisfare la mia fantasia, solo la lucentezza di una scrivania in mogano con il tasto della distruzione del mondo esattamente a 7,5 centimetri dal lato destro del cornicione, e una avvizzita mano con mille flebo, che si snodano nelle arterie creando un orripilante despota tentacolare, che vede morire i suoi soci. Noi viviamo nell’era delle gerusie non formali comandate da imprenditori e politici d’altri tempi, che come sanguisughe depredano di speranza i nascenti per ingordigia.
L’era degli imperi millenari è finita da tempo, e Paesi che appena qualche centennio fa erano all’apice del dominio non riescono a sopravvivere nella prigione burocratica che si sono costruite nel passaggio a Stato-nazioni.
Il buon costume delle nuove generazioni che trainano il carro dell’umanità si è ridotto in cenere a causa della cupidigia dell’anziano; le persone che stanno rilasciando il caos nel mondo sono le gerontocrazie.
La gente non fa altro che morire di vecchiaia lasciando ragnatele nei posti che occupava prima e, di fronte a una crisi di invecchiamento mondiale e abbassamento della natalità, le potenze globali non possono far altro che schierarsi in guerra per riciclare la popolazione in un’ultima strenua lotta contro l’incombente morte (ironico perché è la guerra stessa che la porta, ma mica sono essi a combattere). Perché pensate che pure Stati come la Sud Corea stiano discutendo se intervenire militarmente sul territorio ucraino?
La Sud Corea, un’altra nazione gravemente invecchiata, sa che perderà tutta la sua egemonia economica se ozia. La Russia smetterà di esistere se non farà nulla. Un sistema economico distrutto, il prezzo degli idrocarburi che cade insieme ai loro depositi che si svuotano, le minoranze etniche turche che rischiano di sfaldare l’equilibrio interno, il popolo che muore e/o si ubriaca fino alla morte… la lista dei punti su cui si fonda la crisi della Federazione è infinita.
E quale migliore occasione per un autocrate paternalista di salvarsi l’immagine se non la conquista di una terra ricca di risorse, procreatrice per metà del distruttore della potenza originale (Gorbachev), e possibile punto debole per dividere la concezione olistica che abbiamo dell’Occidente generando astio tra Europa e gli Stati Uniti? Una mossa meschina, ma la migliore che si possa giocare nella scacchiera del Ventunesimo secolo. D’altronde ho già detto che le classi anziane non sono mai state così tanto militanti.
Non mi rimane altro che ripudiare ogni gesto, ogni mossa, ogni situazione, e il mondo intero: io disprezzo apertamente la guerra, la odio pure, ma quando leggo un libro di storia e penso come mi abbiano portato per effetto farfalla ad essere in vita in un’epoca così speciale da poter potenzialmente essere la fine ultima dell’umanità, non posso far altro che rimanere incantato.
E con lo stesso rammarico, annuncio che i tempi dei nonni che augurano solo il meglio alle generazioni future è ormai finito: questo è il mio manifesto contro il boomer.
