Questo piccolo testo è solo una momentanea epifania nata da conclusioni personali; non lo si consideri un saggio legittimo fondato su verità certa.

– Introduzione: prologo storico e prefazione
Prima metà del ‘900. Dopo il notevole successo dei romanzi di Émile Zola, l’austriaco Sigmund Freud decide di dar libero sfogo alla sua intricata e contorta visione dell’animo umano facendo nascere ciò che noi chiamiamo “psicoanalisi” nelle sue ricerche distorte e che ancora oggi sono considerate moralmente e scientificamente raccapriccianti, sebbene responsabili della nascita del desiderio di decostruzione della nostra psiche nell’allora mondo moderno. Nel gran polverone dei circoli psicoanalitici e psichiatrici che componevano le accademie, la corrente comportamentista sembrava prevalere nelle menti più eclettiche: da alcune di esse veniva considerato come il modello definitivo, altri volevano semplicemente usarlo come base per il loro pensiero. Dopo gli studi di Freud, Ernst Kretschmer e una rielaborazione degli originali temperamenti di Ippocrate, in molti erano d’accordo nel dire che la risposta dell’essere umano a stimoli esterni (sia psicologici che fisici) sia dettata dal diretto coinvolgimento di due parti distinte: il temperamento, l’immediata risposta istintiva, teorizzato essere costituzionale ed invariabile nel corso della vita; ed il carattere, l’antitesi di esso essendo razionalizzato e influenzato in via di sviluppo da agenti esterni.
Partendo da questa premessa, vorrei ora ricostruire in una serie di articoli fugaci pensieri che ho avuto nella lettura dei grandi saggi rinvenuti dalle cervella di geni d’altri tempi su cui ancora oggi ci basiamo nella psicologia attuale; nel tentativo di analizzare le profondità più abissali dell’uomo, collocherò i loro scritti nell’ambito scolastico e adolescenziale per illuminare il mio fievole lume soggettivo.
In questo capitolo parleremo della fondazione del carattere secondo gli studi di Erich Fromm comparandoli alla prospettiva letteraria di Luigi Pirandello e di come sia influenzata dall’ambiente scolastico.
Vi presento quindi l’esordio del mio progetto “Studenti” con “Lo Studente Crocifisso”.
– Parte Prima: mitosi dell’io
Lo psicologo e psicoanalista Erich Fromm, nel suo saggio accademico “Dalla parte dell’uomo. Analisi sulla psicologia della morale”, descrive per la maggior parte le varie sfaccettature del suo modello psicologico a base Freudiana e comportamentista che vuole descrivere lo sviluppo del carattere differenziato in sei archetipi principali nati da vari parametri e costrutti.
Secondo Fromm, il carattere si manifesta tramite due processi principali: l’assimilazione, ovvero il metodo di acquisizione e utilizzo di nuove informazioni, abiotica, e la socializzazione, il programma che un individuo svolge nel relazionarsi con altri e se stesso, biotica.
Nelle intersezioni di questi due concetti Fromm aveva dedotto tre tipi di relazione al mondo esterno, cioè simbiosi, fuga, e amore, da cui poi noi possiamo ricavare gli archetipi, nominate propriamente “orientazioni”. Prima di passare alle loro descrizioni, ci terrei a precisare che questi non sono altro che procedimenti per affrontare la libertà e la persona stessa con tutte le sue esperienze, procedimenti descrivibili come “produttivi” e “non produttivi” in base alla moralità e benessere comportati da essi.
Nell’approcciare il mondo che lo circonda, l’uomo deve prima imparare ad usare l’assimilazione e socializzazione in modo sano e non problematico attraverso un’infanzia felice priva di squilibri. Problemi nella socializzazione danno vita alla simbiosi, mentre problemi nell’assimilazione alla fuga. Soltanto un corretto sviluppo può riconnettersi all’amore; uno sviluppo distorto darà sempre vita nella persona di un sistema di maschere e personalità malsane che l’individuo stesso si crea per sopperire alla mancanza di armonia tra esso e l’esterno, per questo mitosi dell’io.
Esattamente, noi possiamo distillare cinque orientazioni o caratteri “non produttivi”:
- L’orientazione ricettiva, un estremo della simbiosi: esattamente come funziona la simbiosi nel regno animale, si parla di persone attaccate ad un altro organismo per ragioni di sopravvivenza, in questo caso siamo sul lato passivo. Riescono a prendere soddisfazione solo fattori esterni, e per questo attendono fermamente che arrivi qualcun altro che possa soddisfarli passivamente: che siano attenzioni o affetto, vive in una perpetua l’inabilità di sostenere relazioni normali per la sua segretezza e introversione. Mancano di qualsiasi spirito d’iniziativa e soffrono nella maggior parte dei casi mancanza di creatività. Sono accettanti di qualsiasi cosa, adattabili, devoti, e responsivi, ma sono codardi, senza opinione, e facilmente sottomessi.
- L’orientazione appropriatrice, altro estremo della simbiosi: esattamente come funziona la simbiosi nel regno animale, si parla di persone attaccate ad un altro organismo per ragioni di sopravvivenza, in questo caso siamo sul lato attivo. Riuscendo a prendere soddisfazioni solo da cose esterne, usano gli altri per i loro scopi forzando ogni rapporto per ottenere quello che vogliono. Se da un lato sono persone che sanno il fatto loro per via di estrema attività, spirito d’iniziativa, impulsività, realismo, e autostima, soffrono spesso di egocentrismo, disturbi antisociali, aggressività e inabilità a pensare alle conseguenze delle loro azioni.
- L’orientazione tesaurizzante, un estremo della fuga: dall’incapacità di sfruttare a dovere le informazioni che possiedono, sono persone che si ritirano in se stesse e che disprezzano il mondo esterno. Qua siamo di fronte a dei veri e propri collezionisti, avidi pensatori che si concentrano solo su quello che possiedono e le loro esperienze non facendo entrare nessuno. Sono pratici, razionali, pazienti, metodici, ma anche riservati, freddi, chiusi mentalmente e testardi.
- L’orientazione mercantile, altro estremo della fuga; dall’incapacità di sfruttare a dovere le informazioni che possiedono, sono persone che si ritirano in se stesse e che disprezzano il mondo esterno. In questo caso si parla di businessmen ed imprenditori, opposti ai tesaurizzanti non sanno dove si ferma la loro proprietà ma saprebbero barattare qualsiasi loro possedimento senza battere ciglio. Anche loro razionali e pratici, si distinguono per la loro apertura mentale, socialità, intelligenza e curiosità, purtroppo tormentati da mancanza di valori e disciplina, distanza e freddezza nelle relazioni intime, e opportunismo.
- In fondo troviamo l’orientazione non produttiva più interessante a livello psicologico e strutturale, essendo un estremo dell’amore quando questo dovrebbe essere sempre produttivo; stiamo parlando del carattere necrofilo, colui che prova amore per la morte e la conquista. Sono generali, rivoluzionari, tiranni, artisti, scienziati; tra le varie orientazioni è quella più specifica ma allo stesso tempo imprecisa. La loro intera filosofia sta nel trasformare l’organico in inorganico, il biotico in abiotico, sono zeloti che ricercano ordine e regole nel mondo giocando ai costruttori ai distruttori contemporaneamente. Sono sicuramente eccentrici, fervidi, carismatici, pianificatori, servono o con completa veemenza o trasgressione; eterei e astratti nella personalità, hanno enormi difficoltà a relazionarsi con la maggioranza delle persone considerandole superficiali.
Nell’opposto dell’orientazione necrofila troviamo l’unica orientazione produttiva descritta da Fromm, il cosiddetto “uomo senza maschera”, servitore del morale senza doppi fini che vive soltanto al fine di amare la vita in equilibrio, senza problemi né nella socializzazione né nell’assimilazione e che serve la società in benessere psicofisico. L’ideale dell’uomo senza maschera non è definito staticamente ma ci viene descritto che ogni orientazione non produttiva possa gradualmente risolvere ogni tipo di vizio e malvagità in modo da essere produttivi. C’è da dire anche che ogni persona non è formata da una sola orientazione ma impulsi inconsci che possono sovrapporsi tra loro.

– Parte Seconda: Tu ridi, o teschio vuoto
Nella teoria del carattere è impossibile non citare le opere di Luigi Pirandello, novelle o spettacoli che siano. In una società ancora nell’ebbrezza del positivismo scientifico di fine ‘800/inizio ‘900, ha decostruito ogni relazione umana di quel tempo mettendo alla luce la grande ipocrisia dell’uomo quando si spinge a raggiungere modelli di comportamento deumanizzanti. Se quel periodo era stato soltanto l’accensione dell’infernale macchina del capitalismo, quanto ha visto lontano Pirandello nell’immaginare un mondo così distopico che rispecchia l’oggi?
Del nostro vivere è rimasto effettivamente poco. Non si tratta più di vivere, si tratta di fuggire. Responsabilità e carte mefistofeliane che assalgono la facciata del tuo ego ritoccando ogni tuo particolare: è ovvio che tu debba sopperire con una maschera. Se alla fine della giornata lavorativa ormai sei senza forza, non puoi fare altro che ritirarti nel meta-vivere, nel media ipercolorato che riprende gli stessi modelli di 50 anni infarciti di lavaggio mentale che corrompono i pochi frammenti di specchio che ti sono rimasti in pezzi ancora più piccoli. Tutta la sera o notte a divorare schizo-frutti di realtà fasulle perché il tuo vivere è diventato troppo pesante, vuoto fino al midollo e il cranio a quest’ora trasparente ripieno di centomila frammenti per soddisfare tutti. Centomila orientazioni diverse che fanno finta di ricalcare la produttività quando i mitocondri di ogni tua cellula stanno per crollare. Se mai troverai una persona che ti ami la sua mano sarà irrimediabilmente amputata dalla tossica acutezza delle centomila schegge che ti compongono. Una scheggia per il nonno, una per la mamma, un’altra per il figlio, un’altra per i colleghi, il datore di lavoro, il dirigente dell’azienda, il medico di famiglia, il chirurgo… e così via fino a che il prete che dovrà tenere il tuo funerale non avrà soltanto che la centomillesima scheggia.
Non si tratta più di maschere; ognuno di noi ha la propria croce da trasportare. I romani in questo caso sono così veloci che vogliono che tu cammini fino a che non abbia più forze di raggiungere il Monte Golia. La tua corona di spine è un altro schizo-frutto per darti l’illusione del sonno, un altro media scadente uguale ai centomila precedenti, ai tuoi fianchi non troverai più dei ladri di bassa lega ma l’umanità intera. Centomila umani su centomila croci con centomila schegge ciascuno.
Centomila studenti sono sulla strada per venire crocifissi.
– Parte Terza: idiosincrasia e lo studente crocifisso
Ora che abbiamo le nostre tanto agognate basi accademiche possiamo finalmente simulare lo sviluppo del carattere dello studente.
Iniziamo dall’intuire alcune regole: ogni professore per motivi ovvi desidererà sempre l’orientazione produttiva; le orientazioni produttive nell’adolescenza coprono una percentuale infima per le condizioni ideali e la maturità precoce richiesti. Esattamente questi due punti sono abbastanza per far crollare la psiche di un ragazzo nel soddisfare aspettative che richiedono una situazione familiare e sociale perfetta senza nessuna compromissione a livello intellettuale (per non danneggiare l’assimilazione). La socializzazione è estremamente limitata a una lieve simpatia e sottomissione verso l’insegnante con una preferenza abissale per l’assimilazione. Le orientazioni tesaurizzanti e mercantili sono estremamente avvantaggiate nello studio e promessi ad una carriera di alto livello, mentre i caratteri socialmente danneggiati come appropriatori e recettivi saranno designati a lavoro di poco conto con qualche eccezione casuale: i recettivi soprattutto sono destinati a lavori umili per la loro sottomissione patologica.
I necrofili sono esclusi dalla gerarchia sociale e possono ribaltarla come vogliono: o prenderanno posizioni di risalto o faranno parte della rivoluzione.
Nell’analizzare i miei compagni di classe ho ideato delle brevi descrizioni per le orientazioni a livello scolastico:
- I recettivi tendono a non favorire posizioni vicine alla cattedra preferendo essere in fondo. I loro interventi sono molto spesso assenti nel corso della lezione. Voti nella media o leggermente sotto. Anche se sembrano avere un ricco gruppo di amicizie molte sembrano superficiali; arrossiscono facilmente e si rifiutano di essere il centro dell’attenzione, c’è una grande monotonia nella loro vita che cercano di curare con un media particolare (libri, film, etc.) che li descrive. Nulla è fuori dalla norma. Genitori molto spesso distanti o iperprotettivi.
- Gli approppriatori sono poco presenti nei licei preferendo istituti tecnici, professionali, o indirizzi più pratici. Grande trasgressione e mancanza di rispetto per l’insegnante o l’autorità locale; anche loro preferiscono posizioni in fondo alla classe. Vita sociale iperattiva, la loro ciclotimia dà vita a relazioni sentimentali intense ma intensamente brevi. Insolito spirito di fratellanza tra di loro che però è trascurato da scherzi di pessimo gusto e litigi continui. La figura del più debole è o protetta o attaccata. Genitori assenti o violenti con eccezioni.
- I tesaurizzanti siedono comunemente vicini alla cattedra o ai lati. Interventi presenti e legittimi, che non vanno mai a sminuire l’insegnamento del professore. Voti alti e grande dedizione. Sono molto spesso le figure più fidate dai compagni anche se il loro circolo sociale è ristretto. Passano il tempo principalmente a rispettare i loro doveri. Se devono passare tempo con qualcuno, molto spesso lo fanno con i loro amici d’infanzia che si tengono stretti. Amano correggere la grammatica altrui nelle chat. Non hanno molti social e sono inattivi nella maggior parte di essi. Genitori distanti e severi, alcune volte cresciuto in ambienti poveri in cui doveva imparare ad essere la figura matura principale.
- I mercantili sono i più attivi nelle lezioni. A differenza dei tesaurizzanti, i loro interventi sono estremamente più spinti e arroganti. Dibattiti con l’insegnante frequenti. Adorano fare l’avvocato del diavolo e capovolgere gli argomenti della lezione. Siedono davanti o al centro; nei primi anni potrebbero però preferire stare in fondo. Voti alti con poco impegno. Circolo sociale estremamente attivo nella maggior parte dei casi. Account social stravaganti. Anche se sono molto spesso adorati, non hanno nessun interesse per relazioni amorose. Genitori presenti ma allo stesso modo distanti. Trasgressione nata da mancanza di lascivia. Aspettative da rispettare alte e rapporto complicato con la madre.
- I necrofili sono terribilmente rari e difficilmente descrivibili. Posizione dell’aula variabile. Interventi molto dubbi che vanno spesso nel troppo specifico o avanzato. Vita sociale spesso non ripercorribile. Grande senso di mistero. Voti qualche volta nella media altre assurdamente alti. Impossibile da conoscere a fondo. Se riesci a metterti in contatto con loro, ti ritroverai davanti a profili eccentrici e poco discernibili. Casualmente rivelano conoscenze o talenti che avresti pensato fossero impossibili da avere in età adolescenziale. Genitori assenti o distanti per tutta l’infanzia. Enorme libertà in età precoce. Situazione familiare complicata
- I produttivi come ho detto prima sono estremamente rari, ma non per questo assenti. Si siedono spesso al centro. Interventi costanti che aiutano implicitamente la classe intera. Enorme dedizione. Circolo di amici non troppo grande e non troppo piccolo. Amanti della giustizia e dello studio. Onesti e affidabili. Molto spesso fidanzati da lunghi periodi. Voti molto alti in qualsiasi materia in diretta proporzione con l’impegno. Superficialmente perfetti. Situazione familiare perfetta. Infanzia passata gioiosamente.
Questo ideale di produttività è irraggiungibile dalla maggioranza, ahimè. E Fromm non aveva predetto come la perfezione, la troppo bravura possa nuocere al benessere psicofisico, anche all’orientazione produttiva se la società e il canone di produttività stessi sono malsani. Alla fine essi trasportano la loro croce anche più faticosamente degli altri per l’impossibilità di rompere il ciclo. L’uomo senza maschera diviene egli stesso una maschera. Abbiamo rivelato la grande idiosincrasia che si situa nei parametri richiesti agli studenti per permettersi una educazione priva di sforzo eccessivo con una semplice decostruzione. “Cosa farai se domani t’interroga? Oggi non hai potuto studiare perché hai già il compito”, “Cosa farai se domani riconsegna le verifiche? Hai già preso due insufficienze nell’arco della settimana”… sono alcuni dei dubbi giornalieri che ci assalgono per la croce che dobbiamo portare senza lamento o pianto finché non diverrà ancora più pesante e la responsabilità delle nostre azioni sarà soltanto nostra. Nulla è raggiungibile con una maschera ma senza maschera non puoi vivere.
Ansia.
Lacrime agli occhi.
Sangue che cola sul tuo volto dalla corona di spine.
Dimentichi tutto, ti sdrai sul letto, e apri Instragram la centomillesima volta della giornata.
Centomila foto mostranti centomillesimi di verità.
Centomila schegge terrorizzate per domani.
Un solo volto che piange.
