Cercando Itaca: commento a una poesia di Constantinos Kavafis

Itaca ti ha dato il bel viaggio

senza di lei mai ti saresti messo

in viaggio: che cos’altro t’aspetti?

Itaca, Constantinos Kavafis

Se c’è qualcosa di inspiegabile al mondo, su cui tutti speculano ormai da secoli, tramite la filosofia, la scienza, la poesia, l’arte, la religione, ma che tuttavia continua a rimanere un mistero irrisolto, è il senso della vita. Una vita che è dolore, è male, è passione, è fragilità, raramente costellata di qualche episodio di felicità, è infine e soprattutto morte. La vita è per definizione un fenomeno che ha un inizio e una fine e l’idea di quella fine è ciò che rende ogni momento di sconforto più straziante, ogni momento di gioia più intenso. Tutto è fugace, tutto scorre e apparentemente senza un perché. Anche l’uomo più influente della Terra, qualcuno che ha cambiato la storia della nostra specie, l’andamento della nostra evoluzione, quando un giorno il nostro pianeta tornerà a non esistere, sarà polvere e il suo passaggio sull’universo un infinitesimale pezzetto del corso del cosmo che non rimarrà nella memoria di nessuno.

Quando ti metterai in viaggio per Itaca

devi augurarti che la strada sia lunga

fertile in avventure e in esperienze. […]

Devi augurarti che la strada sia lunga.

Che i mattini d’estate siano tanti […].

Sempre devi avere in mente Itaca –

raggiungerla sia il pensiero costante.

Soprattutto, non affrettare il viaggio;

fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio

metta piede sull’isola, tu, ricco

dei tesori accumulati per strada

senza aspettarti ricchezze da Itaca.

ibidem

E se la vita non avesse un senso? Se avesse solo senso viverla? Viaggiare il più possibile, scoprire nuove cose, conoscere persone da ogni luogo, fare propria ogni cultura, ogni meraviglia, ascoltare la musica che produce una folla di persone mentre ondeggia festeggiando, godere di quelle briciole di momenti spensierati che ci sono concessi.

Oh se bastasse questo soltanto, se fosse così semplice, se potessimo riuscire a cogliere la bellezza in tutto senza naufragare nei mali dell’anima, se Ciclopi e Lestrigoni o l’irato Nettuno non fossero sempre pronti a ferirci, se riuscissimo a rimanere integri e inattaccabili di fronte ad essi. Resistere ai mostri che vivono dentro di noi è la parte più dura e vedere Itaca dietro di essi risulta quasi impossibile. Se riuscissimo in qualche modo a non farci abbattere, se trovassimo uno stratagemma per vincere ciò che ci tortura, forse allora potremmo dire di aver vissuto davvero, senza impedimenti e di aver indugiato e acquistato madreperle, coralli, ebano e ambre negli empori fenici, anche profumi, più profumi inebrianti che possiamo, essere andati in molte città egizie, aver imparato una quantità di cose dai dotti. Forse allora saremmo riusciti a trovare un senso a tutto, all’indescrivibile (e spaventosa) grandezza della vita.

Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso

già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.

ibidem

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