“Si può scoprire di più su una persona in un’ora di gioco che in un anno di conversazione”
Platone
Call of duty, Fortnite, Destiny 2, Rocket League, GTA 5, Minecraft e altri ancora. Penso che tutti abbiamo, almeno una volta, sentito il nome di una di queste eccellenze del gaming. Ma questi non erano i giochi dei nostri genitori e dei nostri nonni. Molti di noi non conoscono nemmeno i giochi del passato come campana, i quattro cantoni e tanti altri ancora. Chiaramente i giochi che consideriamo di moda oggi non saranno quelli dei nostri pronipoti che li considereranno “antichi”.
Notate bene come il gioco si sia evoluto con il passare del tempo e con l’evolversi della tecnologia. Per giocare a COD oppure GTA 5 dobbiamo avere un computer o una console con determinate caratteristiche: una certa memoria interna, un buon processore, un’ottima scheda grafica per un’esperienza di gioco fantastica e ovviamente anche dispositivi aggiuntivi per interagire con gli altri giocatori, come cuffie e microfono, o per giocare effettivamente, perché senza mouse o joystick non si va da nessuna parte.
Ma come vedono i nostri genitori i video giochi di oggi?
Tutti sappiamo la risposta: il Male, con la m maiuscola. Quante volte quando vi sentivate anche un minimo male, vostra madre cominciava a farvi la ramanzina perché era colpa del telefono o del pc? Questo riguarda per lo più noi ragazzi. Per me è il pane giornaliero.
Come pensate che si comportassero i nostri nonni nei confronti dei nostri genitori o i nostri bisnonni nei confronti dei nostri nonni quando stavano quei dieci minuti in più fuori e si sentivano poi male perché avevano preso un bel raffreddore? In ugual modo. Gli argomenti chiaramente erano diversi ma il fine era sempre lo stesso.
Vediamo ora quali erano i giochi del passato e quindi dei nostri nonni e genitori:
Campana: io giocavo moltissimo a questo gioco da piccolo perché essendo nato in un paesino dove ci sono più anziani che teenagers ormai ho assimilato molti di questi giochi del passato. Esso consiste nel disegnare delle caselle con un gessetto che di solito erano 10, ma possono essere anche di più. Uno alla volta si deve lanciare una pietra nella casella 1 e andare, saltando su una sola gamba, fino alla casella 1, raccogliere la pietra e tornare al punto di partenza. Così anche nelle caselle a seguire. Nelle caselle doppie, ovvero due caselle una accanto all’altra, si possono appoggiare entrambi i piedi. Chi sbaglia il lancio o appoggia i piedi in una casella sbagliata perde il turno e riprova al turno dopo. Vince chi riesce a finire per prima, chi per prima raggiunge il Cielo!
I quattro cantoni: questo è uno dei miei preferiti, anche se è dalla quarta elementare che non ci gioco. È molto semplice: ci sono cinque persone. Quattro si posizionano sugli angoli di un quadrilatero precedentemente disegnato. Il quinto sta al centro e deve cercare di prendere uno dei quattro cantoni, mentre questi cercano di scambiarsi di posizione. Se qualcuno viene preso sostituisce quello al centro e si continua fino a quando qualcuno si fa male o ci si mette a litigare, e credetemi succede più in fetta di quello che può sembrare.
Uno, due, tre… Stella!: anche se lo classifico come un gioco del passato non conosco nessun amico o amica che non ci abbia giocato almeno una volta. Comunque per chi non sapesse di cosa si tratta, anche se è impossibile, in questo memorabile gioco tutte le persone tranne una si posizionano a una certa distanza. La persona rimanente fa da guardia al muro e conta fino a tre e grida “stella”. Nel frattempo le persone si possono avvicinare ma quando sentono “stella” si devono fermare e immobilizzare. Vince il primo che tocca il muro. Per farvi un’idea è la prima prova della recentissima serie Squid Game, con l’unica differenza che non vengono uccise le persone che si muovono, ma ritornano dal punto di partenza.
Questi però sono solo tre degli innumerevoli giochi del passato. Vi fanno parte anche nascondino, strega comanda colore, ruba bandiera, mosca cieca e moltissimi altri.
Abbiamo visto quali erano i giochi del passato e non ci è voluta molta fantasia. Io stesso ho chiesto ai miei amici di chiedere ai loro nonni e in men che non si dica avevo tra le mani memorie di decine di persone.
Se invece vi chiedessi come si trasformerà il gioco nel futuro? In che modo e a cosa giocheranno le generazioni a venire? Non è tanto semplice perché bisogna immaginare e far lavorare la nostra fantasia, dove tutto è possibile.
La mia opinione è che il gioco si evolverà diventando molto più tech rispetto ad oggi. Penso inoltre che ci si potrà immedesimare nel gioco attraverso l’ausilio della realtà aumentata che permetterà al giocatore di percepire molte sensazioni, come se fosse nel gioco. Pensate come sarebbe giocare a Call of duty in realtà aumentata riuscendo a sentire il vento, il suono degli spari e poter decidere noi da che parte correre. Ci stiamo già avvicinando a questo standard di qualità ma credo che in futuro sarà accessibile a tutti.
Sarà un bene o un male per le generazioni a venire? Sarà effettivamente un’evoluzione del gioco? Che effetti avrà sui nostri posteri?
Non spetta a me rispondere. Ognuno in fondo ha il suo pensiero e chi ora magari la pensa in un modo quando poi si troverà dalla parte della frontiera, dalla parte del genitore, cambierà idea. Spetta ai lettori rispondere a queste domande.
Goodbye! Ma’a as-salaama! Arrivederci! Au Revoir! Adios! Namaste!
