Resilienza: la capacità di un individuo di superare un evento traumatico.
Ritengo che questa parola sia affascinante, in quanto racchiude un significato molto complesso e personale. Complesso perché rialzarsi sembra più impegnativo della caduta stessa; rimettersi in piedi è un’azione che richiede energie che noi non crediamo di avere. Personale perché ognuno di noi supera un trauma con le forze che ha a disposizione, cercando un proprio modo per uscirne.
Essere resilienti significa trovare la volontà di rigenerarsi e riuscire a condurre positivamente la propria vita, ma non solo; comporta anche riuscire a vedere le sconfitte come opportunità per apprendere. Si può, mi verrebbe da dire si deve, riuscire a cogliere ciò che c’è di buono nelle difficoltà, nelle perdite, nel dolore.
Ultimamente sentiamo associare la parola resilienza a noi adolescenti, con l’intento di vagliare l’impatto che ha avuto su di noi questa pandemia e passare, senza cognizione di causa, ai traguardi raggiunti, come il ritorno a scuola.
La situazione che abbiamo vissuto in questi due anni non è stata facile. Inizialmente, ai nostri occhi, sembrava quasi divertente, ma con il passare del tempo è aumentata la nostra consapevolezza tanto da cambiare repentinamente le nostre sensazioni e pensieri.
Ci siamo trovati rinchiusi nelle nostre case, abbiamo perso i contatti fisici con le persone, non siamo più tornati a scuola e non abbiamo fatto sport.
Per tutti è stato un periodo complicato da gestire, dal quale però non abbiamo soltanto perso, ma siamo riusciti a cogliere nuove opportunità. Tutto ciò ha determinato una crescita.
Avevamo perso i contatti con le persone, ma abbiamo imparato a convivere con il silenzio e ad ascoltare noi stessi. Smettere di andare a scuola ci ha permesso di apprezzare ancora di più la presenza dei nostri compagni e professori, delle loro parole, sguardi e gesti; così abbiamo tentato di andare avanti con le nostre forze, nonostante la difficoltà che la didattica a distanza ha comportato.
Adesso siamo tornati nelle nostri classi e la consapevolezza che possediamo dovrebbe garantire il rispetto delle regole, ormai parte delle nostra quotidianità.
Pertanto, sembra che la lezione sia questa: dopo aver affrontato un grande disagio e essersi rialzati, quello che conta è l’esperienza ormai acquisita nel nostro bagaglio personale, sicuramente utile nelle vicissitudini future.
“Le avversità possono essere delle formidabili occasioni” diceva Thomas Mann e queste occasioni predispongono un cambiamento.
Ci rialzeremo diversi da come siamo caduti, cambiati e cresciuti.
