CRESCERE O DECRESCERE,  QUESTO È IL DILEMMA…

Da cosa dipende la nostra prosperità ?

Molti economisti nel corso dei secoli hanno cercato di dare una risposta a questa domanda e la risposta fino ad  ora individuata è crescita .

La crescita ha portato ad un deterioramento della relazione tra specie umana e del pianeta Terra, rendendo l’uomo un individuo calcolatore ed egoista che non trova spazio all’altruismo e al senso civico . La necessità del superamento dei limiti umani ha reso possibile il raggiungimento di notevoli traguardi in ogni ambito, ma tale necessità ha fatto sì che venissero individuati dei Planetary Boundaries, “confini planetari “ che non devono essere assolutamente superati, nasce così l’economia ambientale.

L’economia ambientale nasce affinché il patrimonio comune dell’umanità si conservi e affinché venga garantita la resilienza del Sistema Terra in un’economia in cui tutti si trovano a pagare senza aver preso in considerazione il valore delle risorse naturali . La nostra economia si basa su due principi fondamentali, l’allocazione e la scala . Il primo riguarda l’assegnazione delle risorse ai diversi usi finali ed è efficiente se corrisponde alla domanda stessa, ma non fornisce una giusta distribuzione . Il secondo principio, la scala, costituisce la dimensione fisica dell’economia rispetto la natura .

È necessario dunque valorizzare la biodiversità, le dinamiche evolutive degli ecosistemi , i servizi prodotti dalla natura e la ricchezza della natura per non valicare i Planetary Boundaries della capacità di carico della Terra. L’impatto è misurabile attraverso il prodotto tra numero di abitanti del pianeta, lo stile di vita ( affluenza) e la tecnologia .

Il nostro pianeta è una nave, metaforicamente parlando . Quando l’acqua supera la linea di Plimsoll, la linea che indica il galleggiamento limite di una nave, questa affonda nonostante l’equilibrata distribuzione del carico. Come si può dunque prosperare, cioè stare bene , in un pianeta a rischio a causa della crescita eccessiva fino ad ora adottata ? Come si può prosperare con un’economia ormai dirottata verso l’utilità, in termini di reddito, che usa il Pil come proprio indicatore di felicità?

Secondo l’economista statunitense Easterlin i gruppi con redditi più alti dichiarano livelli di felicità maggiori di quelli con redditi più bassi, così la crescita economica porta la popolazione a diventare più ricca, alcuni si piazzano meglio degli altri e la loro posizione migliora . Nei paesi più poveri la felicità dipende dall’incremento dei salari e della vita materiale, in quelli più ricchi invece dipende dai cambiamenti culturali e il senso di libertà . Né il PIL né l’autovalutazione garantiranno mai la felicità; la felicità e la prosperità dipendono dai diritti di chi vive sulla Terra e alla libertà nostra e delle generazioni future . Tra i diritti in questione la filosofa Martha Nussbaum individua : la vita e la possibilità di vivere, la salute fisica e l’integrità fisica (essere al sicuro dagli attacchi violenti e avere la possibilità di soddisfacimento sessuale e riproduttivo), ragion pratica ( la formazione soggettiva sul proprio vivere ), l’appartenenza, il gioco e il controllo e il rispetto dell’ambiente.

 

Concludendo, la prosperità non rientra nel benessere materiale fondato sul reddito ( economia politica ) ma sul benessere morale e civile nel rispetto dei limiti del Pianeta ( economia ambientale ) . L’unica crescita che deve esserci è  crescere come esseri umani .

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