Alter Spirito, Cioran italiano

Alter Spirito (1966) è un poeta, scrittore e aforista contemporaneo. Laureato in lettere moderne e filosofia, insegna quest’ultima nei licei di Napoli, sua città natale.

Ho amato quelle parole che pronunciate o scritte una sola volta ci restano dentro, accompagnandoci per tutta una vita.

Alter Spirito, I quaderni del rifiuto, pg. 143

Nulla è successo, nulla succede, nulla pensiamo che succederà. Eppure il nostro mondo è andato in frantumi.

Alter Spirito, Frammenti refrattari, pg. 101

Quando si pensa agli autori contemporanei, quasi sempre saltano alla mente romanzieri e raccontisti, forse poeti, rarissimamente saggisti o drammaturghi. Questa cattiva abitudine di identificare la letteratura con l’arte della prosa narrativa, quando non col romanzo in senso stretto, è la causa prima di quel pernicioso errore che spinge il grande pubblico ad ignorare gli autori che scelgono di esprimersi in forme considerate “minori”, quali il diario e l’aforisma. È il caso di Alter Spirito, pseudonimo di Geppino Spirito, scrittore contemporaneo e docente di scuola superiore, che, dopo aver pubblicato varie raccolte di poesia, oramai quasi tutte irreperibili, esordisce in prosa nel 2019 con i suoi Quaderni del rifiuto, una raccolta di frammenti e appunti diaristici che coprono l’arco temporale dal 2006 al 2018.

Pensieri acuti e immediati, corredati da un sapiente citazionismo, popolano le pagine dei Quaderni. Di appunto in appunto, di frammento in frammento, Spirito conduce il lettore in un universo desolato, dove i temi dell’insonnia, della morte, della depressione, dell’insoddisfazione e della nostalgia punteggiano lo sfondo di un quotidiano insostenibile.

Temi ricorrenti dei Quaderni sono la post-modernità – «Ormai tutto è immagine […] e spettacolo, nulla appartiene più al Silenzio, nulla è più vicino al vero dolore. » (pg. 137) – la scuola, presentata come luogo di involuzione e degrado umano e morale – « Recuperare questi giovani, vittime delle tante contraddizioni di un falso progresso, è ormai quasi impossibile. […] la scuola si trasformerà tra poco in un grande Centro di recupero per potenziali malati di mente. » (pg. 18) – e la scrittura – « La scrittura non dà un senso alla vita, anche se disperatamente lo cerca ». Intorno al tema della scrittura, in particolare quella poetica – con cui l’autore sembra avere un rapporto insolubilmente ambivalente – e quella aforistica – “intermittente” – si articolano numerose riflessioni, di carattere sia biografico – « È stato un bene non essere andato avanti con la poesia. Alla poesia mi sarei sacrificato, consumato: l’amore per essa mi avrebbe esaurito anche l’anima.» (pg. 492) – che teorico – anche se parlare di “teoria” in un autore come Spirito è quanto mai improprio; riflessioni che prendono corpo nei Frammenti refrattari. Saggio minimo sulla condizione umana, agile silloge aforistica, la quale sta ai quaderni un po’ come, in Kant,  i Prolegomeni ad ogni metafisica futura che vorrà presentarsi come scienza stanno alla Critica della ragion pura.

Volendo indicare dei precedenti culturali, dovremmo partire da Cioran, evidente punto di riferimento dell’autore nonché più volte citato in entrambi i suoi lavori. È presente poi un’eco gnostica, la quale emerge con forza ogni qualvolta Spirito si accinga a trattare, nelle sue varie sfumature, il tema della nostalgia e del bisogno impellente di altro, un bisogno pre-razionale, radicato sin nelle viscere dell’essere – « io non sono di questo mondo, io non mi sento di questo mondo » ripete per buona parte dei Quaderni – e per questo assolutamente ineludibile.

L’opera di Spirito si configura perciò come quella di un Basilide postmoderno, o, se preferite, di un Cioran partenopeo e, in ogni caso, come quella di uno degli autori più interessanti del panorama editoriale italiano contemporaneo. 

Bibliografia:

  • Alter Spirito, Frammenti refrattari. Saggio minimo sulla condizione umana, Ortica editrice, 2020, pp. 140
  • Alter Spirito, I quaderni del rifiuto, Ortica editrice, 2019, pp. 560

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