Chiara e Federico, accomunati dalla passione per i libri e la letteratura, hanno deciso di lanciarsi in un progetto ambizioso: far conoscere ai lettori di Albinia, piccolo paese in provincia di Grosseto, il vastissimo mondo dell’editoria indipendente, proponendo una visione della libreria come occasione culturale e non come semplice “negozio di libri”.
Quando avete aperto la libreria, e soprattutto perché l’avete aperta, data la situazione notoriamente poco rosea del mercato librario in Italia?
Chiara : La libreria nasce il 25 marzo del 2017, fondamentalmente grazie alla nostra comune passione per i libri. Dopo aver girovagato per un po’, abbiamo deciso di tornare in questa zona e tentare di mettere a frutto la nostra passione.
Federico : In un modo o nell’altro, i libri hanno sempre fatto parte della nostra vita. Non per nulla, la mia famiglia dal ’96 è proprietaria di una casa editrice indipendente. Fondamentalmente volevamo, attraverso il libro, creare un centro di condivisione culturale che coinvolgesse più persone possibile.
Secondo la vostra esperienza, com’è cambiato il mondo librario ed editoriale nel corso degli anni?
Chiara : Mi sembra evidente che ci sia stata una crescita di interesse per l’editoria indipendente, per quei magari considerati più di “nicchia”, ma che non per questo meritano meno attenzione.
Federico : Confrontandoci con alcuni editori – che operano in questo campo da decenni – e registrando con loro dei podcast ci siamo accorti di come la crisi dell’editoria italiana in realtà sia una presenza costante. Ad oggi, la grande editoria ha creato una sorta di “mercato unico”, arrivando a gestire in toto i canali di produzione, distribuzione e vendita. Riteniamo che oggi il mercato sia estremamente polarizzato: non esiste più la libreria generalista, o si apre una libreria di catena oppure una libreria che spinge quasi esclusivamente piccoli e medi editori.
Secondo voi, esiste una distinzione qualitativa tra gli editori indipendenti e la grande editoria?
Chiara : nell’editoria indipendente c’è molta qualità e molta ricerca. Sicuramente i piccoli e medi editori sono più propensi a scommettere su autori nuovi o poco conosciuti, mentre la grande editoria preferisce andare sul sicuro. Un esempio di una scommessa che si è rivelata vincente è quella di Alessio Forgione, esordiente con NN e che quest’anno, col secondo romanzo, è riuscito ad essere annoverato nella dozzina del Premio Strega.
Federico : Questo è un caso esemplare, e mostra come spesso i piccoli editori siano una sorta di “cantieri”, di “banchi di prova”: quasi ogni grande scrittore, prima di arrivare ad un grande editore, deve passare per uno più piccolo e meno noto. All’interno della piccola editoria, forse, c’è anche più qualità di quanta se ne trovi nella grande.
Nel secolo scorso, il paleontologo Gould immaginò l’evoluzione come un processo di grande sperimentalismo iniziale, a livello di piani anatomici, seguito da una potente decimazione, tale da far sopravvivere solo pochi “modelli” di vita ¹. Si potrebbe instaurare un parallelismo tra questo processo ed il rapporto tra piccoli e grandi editori: un grande sperimentalismo al livello dell’editoria indipendente, seguito da una ristretta selezione al livello della grande distribuzione?
Federico : In termini generici si potrebbe dire che sia così. Ovviamente si tratta di un mondo molto complesso e ricco di sfumature, e i rapporti raramente sono così netti.
Le librerie della grande distribuzione, hanno la stessa libertà di scelta delle librerie piccole e/o indipendenti a livello di autori ed opere da proposti, oppure sono più condizionate dalle esigenze del mercato?
Chiara : Le librerie della grande distribuzioni sono decisamente più condizionate. Una delle cose più belle che possiamo fare come piccola libreria è scegliere le opere da proporre e intrattenere rapporti diretti con gli editori.
Federico : Ovviamente anche all’interno del mondo indipendente esistono delle dinamiche commerciali, seppur meno stringenti rispetto a quelle delle librerie di catena. È necessario comunque fare una precisazione: all’interno della libreria di catena, esistono sia librai che commessi. Il commesso tratta il libro come una semplice merce da vendere, il libraio ha coscienza del prodotto che propone, e si relaziona col libro come con un prodotto culturale. Nelle librerie di catena, rispetto a quelle indipendenti, la presenza di commessi è molto frequente.
Dovendo riassumere in poche parole il motivo che vi ha spinto a dare così tanto spazio all’editoria alternativa, cosa mi direste?
Chiara : Sicuramente lo troviamo un mondo molto interessante, e abbiamo ritenuto opportuno dedicargli uno spazio adeguato, specialmente in un posto piccolo come Albinia.
Federico : È importante essere circostanziati col proprio tempo. Questo momento storico vede la possibilità, in prospettiva, di una crescita del settore indipendente. Grazie anche ai social network, il lettore sta diventando sempre più consapevole dei meccanismi che stanno dietro al libro che è arrivato tra le sue mani. Come abbiamo già detto, se un tempo avevano senso le librerie generaliste, ad oggi il mercato si è polarizzato, ed una libreria di quel tipo non potrebbe più funzionare.
Quali sono i passaggi che portano un libro dalla scrivania di un editore agli scaffali di una libreria?
Federico : Prima di tutto, un’autore deve essere scoperto da un editore. Questo avviene principalmente attraverso il cosiddetto scouting editoriale, attraverso l’invio del manoscritto alla casa editrice da parte dell’autore oppure attraverso una sorta di “passaparola” : un soggetto che si trova già all’interno del mondo editoriale, propone al suo editore un lavoro di un altro autore, reputandolo degno di attenzione. Seguono poi alcuni processi di conformazione del libro alle linee editoriali della casa editrice, viene disegnata una copertina, su cui in genere l’autore non ha molto potere decisionale, il libro viene impaginato e mandato in stampa. Una volta stampato, il libro deve essere distribuito. Questo può avvenire attraverso un intermediario chiamato appunto distributore, di cui il più importante in Italia è Messaggerie Libri, oppure attraverso un rapporto diretto con l’editore.
Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di avere un rapporto diretto con l’editore oppure mediato da un distributore?
Chiara: Per come è strutturata la nostra libreria, un rapporto mediato da un distributore non presenta pressoché alcun vantaggio. Un rapporto diretto con l’editore invece consente di acquisire una maggiore conoscenza e consapevolezza del prodotto che viene proposto. Nel caso di un contratto con un distributore, saremmo vincolati nel proporre titoli per cui magari non abbiamo interesse.
Qual’è il lettore tipo che incontrate nella vostra esperienza di librai?
Federico : Il lettore tipo è sicuramente influenzato dal mercato. Se sono stato “imboccato” con autori noti tutta la vita, ovviamente non posso sapere che ne esistono altri altrettanto validi. Il lettore medio è ancora legato al grande mercato, poco avvezzo a sperimentare. In genere, il lettore più legato al mondo dell’editoria indipendente ha un’età compresa tra i 40 e i 50 anni. In ogni caso, ribadiamo come sia un bene che la consapevolezza stia aumentando, e come ciò ci faccia molto piacere.
Si sente spesso parlare di un calo medio dei lettori in Italia. Ritenete che questa tendenza sia confermata dalla vostra esperienza? Se sì, quali sono secondo voi le principali cause di tal fenomeno?
Federico : Che questo calo ci sia è innegabile. Bisogna iniziare a chiedersi per quale motivo una persona decide di leggere. In generale, la passione per la lettura deve essergli trasmessa da qualcosa (scuola, famiglia ecc…). Molto spesso, i libri che vengono proposti a scuola costituiscono per il potenziale lettore uno scontro più che un incontro, e ciò inevitabilmente condizionerà in futuro il rapporto del ragazzo o della ragazza con la lettura. Le liste dei libri che vengono proposti sono le stesse da decenni, e a questo è necessario aggiungere che spesso viene trascurato l’aspetto ludico e dilettevole della lettura, presentandola piuttosto come un compito meccanico. Va poi considerato il tempo in cui viviamo: in un mondo dominato dal digitale, un libro difficilmente riuscirà ad esercitare la stessa attrattiva di uno smartphone o di una console su di un ragazzo sovra-stimolato dalla tecnologia stessa. Dunque, se da un lato i lettori sono in calo perché non se ne producono di nuovi, dall’altra una questione scottante è costituita dal prezzo dei libri: molto spesso il lettore non ha venti euro da spendere per un libro appena uscito, e deve quindi attendere anni che ne esca la versione economica.
Quella del prezzo dei libri era una delle problematiche che erano state sollevate dalla Legge Severino: cosa ne pensate?
Chiara : Se da un lato siamo contenti di questa legge, poiché, limitando gli sconti sui libri, di norma, al 5%, tutela le piccole librerie, che altrimenti non sarebbero in grado di competere con i colossi dell’e-commerce o con le librerie di catena, dall’altro non risolve il problema del prezzo, per molti lettori troppo alto, dei libri.
Federico : Purtroppo non si consapevolizza il lettore del fatto che il libraio è costretto a mantenere certi prezzi se vuol sopravvivere in un certo mercato. Gli editori indipendenti, operando in un mercato diverso, riescono a mantenere i prezzi leggermente più bassi. Molti lettori, proprio per questa mancanza di consapevolezza dei meccanismi sottostanti il mercato librario, hanno accettato malvolentieri la Legge Severino.
Qual è il ruolo della libreria come luogo fisico in un mondo dominato da Amazon ed IBS? ²
Chiara : Il senso di tutto questo sta nei rapporti umani. Ne abbiamo avuto prova organizzando dei gruppi di lettura, da cui è emerso una voglia di stare insieme e di comunicare, cosa che non può essere offerta da un servizio online.
Federico : Non per nulla, quando, durante la quarantena, molte librerie hanno riaperto, noi, assieme a molte altre sparse in tutta italia, abbiamo deciso di non farlo. Aprire in quelle condizioni avrebbe voluto dire negare tutti gli aspetti relazionali che distinguono, in ultima analisi, una libreria da un semplice negozio di libri.
Lasciamo qui i contatti di Periferica :
Si ringrazia @wiamchoukairi per il prezioso aiuto nella trascrizione dell’intervista.
Note
- Il libro cui faccio riferimento è La vita meravigliosa, di Stephen J. Gould, Feltrinelli, 2018, pp. 363
- Un’interessante trattazione circa il ruolo della libreria fisica la si può trovare nel breve saggio Come ordinare una libreria, nella raccolta Come ordinare una biblioteca di Roberto Calasso, Adelphi, 2020, pp. 127



